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1)
Ti asterrai dal fumare, dal bere, dall'assumere droghe. Per essere uno
scrittore hai bisogno di tutto il cervello che hai. 2) Ti asterrai
dall'avere abitudini dispendiose. Per fare uno scrittore ci vogliono
talento e tempo - tempo per osservare, per studiare, per pensare. Il che
significa che non puoi permetterti di perdere nemmeno un'ora per
guadagnare denaro destinato al superfluo. A meno di non avere la fortuna
di essere nato ricco, val la pena che ti prepari a vivere senza disporre
di troppi beni materiali. Certo, Balzac trasse particolare ispirazione
dall'aver accumulato debiti ingenti e dall'aver dilapidato il proprio
denaro, ma quasi tutti coloro che hanno abitudini dispendiose tendono a
fallire come scrittore. Dopo la sconfitta della rivoluzione ungherese,
mi trovai in Canada conoscendo appena una cinquantina di parole in
inglese. Quando mi resi conto che a quel punto ero uno scrittore senza una
lingua, salii in ascensore in cima ad un alto edificio che si affacciava
su Dorchester Street, a Montreal, deciso a buttarmi giù. Mentre guardavo
in basso dall'alto del tetto, col terrore di morire ma ancor più
spaventato all'idea di spezzarmi la spina dorsale e trascorrere quindi il
resto della mia vita in sedia a rotelle, presi invece la decisione di
diventare uno scrittore inglese. Alla fin fine, imparare a scrivere in
un'altra lingua si rivelò meno difficile che scrivere qualcosa di buono e
io vissi ai limiti dell'indigenza per sei anni prima d'essere pronto a
scrivere l' "Elogio delle donne mature". Non avrei potuto farcela se
avessi attribuito importanza ai vestiti o automobili - in realtà se la
sola alternativa a mia disposizione non fosse stata il tetto di quel
grattacielo. Alcuni scrittori immigrati di mia conoscenza hanno fatto i
camerieri o i rappresentanti per risparmiare e crearsi "una base
finanziaria" prima di provare a vivere di scrittura; uno di loro possiede
oggi un'intera catena di ristoranti ed è più ricco di quanto potrei
esserlo io, ma, né lui, né gli altri, si sono rimessi a scrivere. Sta a te
decidere quale sia, per te, la cosa importante: vivere bene o scrivere
bene. Non tormentarti in preda ad ambizioni contraddittorie. 3)
Sognerai e scriverai e sognerai e riscriverai. Non lasciare che nessuno ti
dica che stai perdendo il tuo tempo se fissi il vuoto. Non esiste altro
modo di concepire un mondo immaginario. Io non mi siedo mai di fronte ad
una pagina bianca per inventare qualcosa. Sogno ad occhi aperti i miei
personaggi, le loro vite e le loro battaglie e quando una scena è stata
recitata nella mia immaginazione e ritengo di sapere che cosa provano,
dicono e fanno i miei personaggi, allora prendo carta e penna e cerco di
riportare ciò di cui sono stato testimone. Una volta e battuto a
macchina il mio rapporto lo rileggo e scopro che la maggior parte di
quanto ho scritto è (a)oscuro o (b) inesatto o (c) pesante o (d)
semplicemente inverosimile. In tal modo la bozza che ho battuto a macchina
funziona come una sorta di rapporto critico su quanto ho immaginato e a
quel punto mi rimetto a sognare il tutto per migliorarlo. E' stato questo
il modo di lavorare che mi ha permesso di rendermi conto, ai tempi in cui
stavo imparando l'inglese, che il mio problema principale non era la
lingua ma, come sempre, mettere ordine tra le idee che mi frullavano per
la testa. 4) Non sarai vanitoso. Molti brutti libri sono tali poiché i
loro autori sono impegnati a cercare di giustificare se stessi. Se un
autore vanitoso è un alcolista, allora nel suo libro il personaggio
ritratto con maggior simpatia sarà quello di un alcolista. Questo genere
di cose è estremamente noioso per il lettore. Se pensate d'essere saggi,
razionali, buoni, una benedizione per il sesso opposto, una vittima della
circostanze, allora non vi conoscete abbastanza per scrivere. Ho smesso di
prendermi sul serio quando avevo ventisette anni e da allora mi sono
considerato semplice materia prima. Mi sono servito dei miei libri -
uomini e donne, buoni e cattivi - scaturiscono da me e dalle mie
osservazioni. 5) Non sarai modesto. La modestia è una scusa per la
sciatteria, la pigrizia e l'indulgenza nei confronti di se stessi:
ambizioni ridotte chiamano sforzi ridotti. Non ho mai conosciuto un buon
scrittore che non cercasse di essere un grande scrittore. 6) Penserai
senza tregua a coloro che sono veramente grandi. "Le opere di genio sono
bagnate di lacrime" scrisse Balzac nelle "Illusioni perdute". Rifiuti,
derisione, povertà, fallimenti, una lotta costante contro i propri limiti:
questi sono gli eventi fondamentali nella vita della maggior parte dei
grandi artisti e se aspiri a condividerne la sorte dovrai fortificarti
imparando da loro. Nessuno di noi ha la fortuna di incontrare di persona
molti grandi scrittori, ma possiamo stare in loro compagnia se ne leggiamo
le memorie, i diari e le lettere. Da evitare le biografie, in particolar
modo quelle romanzate sotto forma di film o di serie televisive. Quasi
tutto quello che giunge dai media sugli artisti è robaccia, scritta da
pigri pennivendoli che non hanno la minima nozione di cosa sia l'arte o il
lavorare sodo. L'esempio più recente è dato dal film "Amadeus" che si
sforza di convincere che essere un genio come Mozart è facile mentre
essere un mediocre come Salieri è estremamente difficile. Leggi piuttosto
le lettere di Mozart. Quanto alle opere letterarie dedicate alla vita
legata alla scrittura raccomanderei "Una stanza per sé" di Virginia Woolf,
la prefazione di G. B. Shaw all' "Oscura signora dei sonetti", "Martin
Eden" di Jack London e soprattutto le "Illusioni perdute" di Balzac. 7)
Non lascerai che passi giorno senza rileggere qualcosa di grande. Durante
l'adolescenza ho studiato per diventare direttore d'orchestra e dalla mia
formazione musicale ho trattato un'abitudine che ritengo essenziale anche
per gli scrittori: lo studio costante e quotidiano dei capolavori. Ogni
scrittore eleggerà i suoi preferiti tra coloro da cui riterrà di poter
imparare di più, ma io consiglio fortemente la lettura dei romanzi
vittoriani, cosparsi di ipocrisia e colmi di parole ridondanti. Persino
Gerge Eliot scrisse troppo su troppo poco. 8) Ti asterrai dall'adorare
Londra, New York, Parigi. Mi capita spesso d'incontrare scrittori che
vivono in posti fuori mano, convinti che chi vive nelle capitali dei media
disponga sull'arte di speciali informazioni dall'interno che essi non
posseggono. Costoro leggono le recensioni letterarie, seguono alla
televisione i programmi dedicati all'arte per scoprire che cosa sia
importante, cosa sia veramente l'arte e di che cosa debbano occuparsi gli
intellettuali. Il provinciale è spesso una persona intelligente e dotata
che finisce per seguire i consigli di giornalisti o universitari dalla
parlantina facile su quanto costituisce l'eccellenza letteraria e che
tradisce il proprio talento è far avanzare la propria carriera. Anche se
vivi in capo al mondo non hai nessun motivo di sentirti tagliato fuori. Se
disponi di una buona biblioteca che raccolga opere di grandi scrittori in
edizione tascabile e se continui a rileggerli regolarmente, avrai accesso
a più segreti in materia di letteratura di quanti ne conoscano quei
santoni della cultura che dettano le mode nelle grandi città. 9)
Scriverai per far piacere a te stesso. Nessuno scrittore è mai riuscito a
piacere a lettori che non avessero più o meno il suo livello di
intelligenza, che non condividessero il suo atteggiamento di fondo nei
confronti della vita, della morte, del sesso, della politica, del denaro.
Gli autori di teatro sono fortunati: con l'aiuto degli attori,
possono ampliare il loro pubblico al di là della cerchia dei suoi simili.
Oggi scrivo solo su quanto mi interessa. Non cerco soggetti; tutto quello
a cui non posso smettere di pensare: ecco, il mio segreto è quello! Se
quanto scrivi ti piace, allora puoi sperare di scrivere un libro che
piacerà a milioni di persone. E così è perché chiunque tu sia vi sono
milioni di persone al mondo che sono più o meno come te. Ma nessuno ha
voglia di leggere un romanziere che non pensa realmente quello che scrive.
La "letteratura spazzatura" ha una cosa in comune con la grande
letteratura: entrambe sono autentiche. 10) Sarà difficile soddisfarti.
Quasi tutti i nuovi libri che leggo mi danno l'impressione di essere
incompiuti. L'autore era soddisfatto di avere scritto qualcosa che andava
più o meno e a quel punto era passato ad altro. Scrivere diventa per me
veramente appassionante quando riprendo in mano un capitolo un paio di
mesi dopo averlo scritto. In questa fase lo esamino più come lettore che
come autore Scopro addirittura scene intere che per quanto vere non
aggiungono nulla alla mia comprensione dei personaggi o della storia e che
quindi possono essere soppresse. E' in questa fase che io rimugino il
capitolo fino a impararlo a memoria e se c'è qualcosa che non riesco a
ricordare, scopro di solito che questo qualcosa non andava bene. La
memoria è un ottimo critico. |