Il numero sei nel Piccolo
principe
I) Perche' il sei tenda al sette
Aprite di fronte a me
tutti i passaggi favorevoli,
datemi la forza di portare a compimento
il canto pieno di emozione;
proteggimi da dietro,
ascoltami con attenzione da davanti!
Prego, rimuovete gli ostacoli del cammino,
appianate le irregolarita' della strada!
Agli uomini della terra di mezzo,
prego, non provocate disgrazie.
Al bestiame delle mie divinita' luminose
non create sventure.
Kamlamie, Jakuty (invocazione sciamanica)
Sono gia' sei anni che il mio amico se ne e' andato con la sua
pecora e io cerco di descriverlo per non dimenticarlo.
Antoine de Saint-Exupéry
Il tema sostanziale del Piccolo Principe (da ora in poi PP) e' quello
del viaggio, un viaggio composito ed articolato, viaggio in cielo e in
terra, dove l'interiorita', la vita e la morte, sono le dimensioni di un
cammino il cui motivo intenzionale ultimo e la ricerca di stabilita'. Una stabilita' anelata, ed in fine raggiunta, quale soluzione perentoria
del conflitto fra se' e Mondo, nella continua ricerca di senso che e'
nella cosciente consapevolezza della necessita' di un rapporto costruttivo con gli
Altri-nel-Mondo.
Il corpo e' nel viaggio il mezzo per il trasporto dell'identita' nei
luoghi di ogni Altro, ed il corpo, strumentale, diviene qui contenitore,
luogo dell'energia cinetica, ma secondario rispetto alla sostanza del
viaggio che diversamente e' spirituale (senza corpo). Il percorso
tracciato appare immediatamente circolare e basato su tappe che si
situano sostanzialmente fra una rosa e un serpente. Due tratti
essenziali, dalla rosa al serpente e, di ritorno, dal serpente alla rosa
porteranno il protagonista (il PP) ed il suo accompagnatore (il Pilota)
ad incontrare prima i Demoni dell'esperienza dello stare-al-mondo e, in
un secondo momento, le Vie relative alla sostanza dei rapporti, fra gli
uomini, che permettono la creazione del tessuto relazionale dell'essere-al-mondo.
L'avvio sostanziale del viaggio e' legato ad una crisi esistenziale del
PP relativa alla scoperta della propria inadeguatezza a sostenere un
rapporto equilibrato fra bisogni personali e prerogative degli altri (la
Rosa). Viaggio che permetta quale risultato intermedio o finale, una
emancipazione, una crescita, sorretta da un rapporto fra corpo e
pensiero che privilegi quest'ultimo quale veicolo per una piu' facile
" navigazione" nelle sostanze dell'esistenza.
L'incontro fra Pilota e PP e' in un percorso che, seppur capace di
sovrapporsi nella sua parte centrale (diverso e' nella sua parte di
preparazione e di compimento) si presenta per i due protagonisti secondo
una distinta qualita' partecipativa: per il PP una partecipazione
conoscitivo/esperienziale di carattere sciamanico nella quale la vicenda
acquista il valore di esplorazione dell'"invisibile agli
occhi"; per il Pilota una partecipazione conoscitivo/emozionale di
carattere educativo per lui il compimento ultimo è nell'uscita dalla
"malattia", propria dello stato di incompiutezza di quella
sfera dell'affettivo che si considera "fondata e realizzata"
nello sguardo "adulto" sulla realta' del mondo. ...
©
Mario Turci
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