Da "La passione" di Andrea Tornielli, Edizioni "IL GIORNALE", 2004

 

Certo le colpe dei padri non dovrebbero ricadere sui figli, ed è vero che un'opera cinematografica, così come qualsiasi altra opera dell'ingegno o dell'arte, andrebbe innanzi tutto vista prima di pronunciarsi (una regola che in questo caso non è stata applicata) e poi giudicata in sé, al di là delle idee e delle tendenze dell'artista. La preoccupazione di alcune organizzazioni ebraiche va comunque presa sul serio. Anche se qui non stiamo parlando di un nuovo concilio, della nascita di una nuova religione o comunque di un evento epocale destinato a cambiare i rapporti tra cattolici ed ebrei (in fondo, come giustamente sottolineava il quotidiano "Avvenire", il 26 febbraio, si tratta soltanto di un film), tutto ciò che può soffiare sul fuoco dell'antisemitismo, soprattutto in questa fase delicata e cruciale che sta vivendo il mondo contemporaneo, va evitato. Si assiste al risorgere di sentimenti antisemiti in quell'Europa che nel XX secolo è stata la culla dell'ideologia più orrenda, quella nazista, che ha pianificato e sistematicamente attuato lo sterminio degli Ebrei. Ha detto Giovanni Paolo II ricevendo il 5 febbraio 2004 una delegazione dell'"American Jewish Commitee" e ricordando la dichiarazione conciliare 'Nostra Aetate': "Mentre ci stiamo avvicinando al quarantesimo anniversario di questo documento storico, purtroppo vi è il grande bisogno che noi ribadiamo la nostra assoluta condanna del razzismo e dell'antisemitismo. La violenza nel nome della religione è sempre una profanazione per la religione. Al fine di contrastare questa allarmante tendenza, è necessario che noi, insieme sottolineiamo l'importanza dell'educazione religiosa che promuove il rispetto e l'amore per gli altri". La storia del cristianesimo è stata caratterizzata troppo a lungo da forme odiose ed esecrabili di antigiudaismo, scaturire nell'emarginazione e talvolta nella persecuzione degli Ebrei. L'accusa di "popolo deicida", seppure mai ufficialmente entrata nella dottrina della Chiesa cattolica, ha attraversato i secoli. Basti pensare soltanto che nelle rappresentazioni medievali della Passione di Gesù, i sommi sacerdoti del sinedrio e la folla degli accusatori di cui parlano i Vangeli veniva raffigurata da persone che indossavano gli stessi abiti usati nei ghetti dagli Ebrei contemporanei.
A.T.


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