Da "L'anima e la scrittura" di Ania Teillard, Boringhieri

 

La scrittura riflette l’uomo. Su questo dato di fatto, riconosciuto da qualche tempo, si basa la grafia. Esistono indubbiamente dei rapporti fra i vari segni grafici che compongono il tracciato individuale e la psicologia dello scrivente: rapporti che non sono di ordine matematico e che non possono essere stabiliti unicamente con metodi scientifici. Dobbiamo pertanto accettare come un postulato quello che è stato dimostrato dalla pratica e in altre parole che la coordinazione dei segni grafici e dei loro significati psicologici permette combinazioni sensate, aventi per risultato un ritratto veritiero dello scrivente.
Qual è il nesso fra il segno grafico e il suo senso psicologico? Tale nesso è il simbolo. Fatta eccezione per alcune specie di segni (pressione, tremolio, lettere spezzate, atassia) che sono in parte di ordine psicologico, la scrittura è essenzialmente simbolica. Max Pulver, nel suo libro “La simbologia della scrittura”, fa di questa concezione la base del suo sistema di grafologia. Il nesso inerente alle forme grafiche è percepito dalle persone particolarmente sensibili. E’ buon grafologo colui che rivive il significato simbolico dei segni o gruppi di segni e che li combina con l’aiuto delle proprie conoscenze psicologiche. Più lui dispone di idee giuste e vere da annettere ai segni grafici, più i suoi ritratti saranno ricchi e somiglianti. Più la sua esperienza è vasta, più egli sarà capace di comprendere una scrittura, per analogia con altre che conosce a fondo. I metodi di analisi sono soltanto un aiuto, mezzi tecnici, itinerari utili. Quello che è essenziale è l’atto creatore. Il grafologo si serve del proprio vocabolario di segni e delle interpretazioni che ad essi si collegano, come un compositore mette insieme delle note musicali, per comporre una musica o un minuetto.
La grafologia comprende due elementi: i segni grafici e la loro interpretazione. Il suo problema centrale è dunque quello del rapporto fra elementi visibili (i segni della scrittura) ed elementi invisibili (i dati psicologici). Gli elementi visibili sono stati denominati e classificati in maniera pressappoco definitiva da Michon e Crépieux-Jamin. Per quanto concerne gli elementi psicologici invisibili, il problema è molto più complesso. I primi grafologi avevano trovato, quali equivalenze dei segni grafici, tratti di carattere (qualità e difetti) presi in prestito dal linguaggio corrente, rispondendo in tal modo alla domanda del pubblico, senza sottoporre questa parte della grafologia ad alcun controllo. Ma tratti di carattere quali bontà, cattiveria, franchezza, dissimulazione, sono troppo vaghi, troppo carichi di idee personali e di pregiudizi di ogni sorta per poter costituire l’oggetto di una classificazione scientifica.
A mio parere, saremmo su un terreno assai più sicuro se, invece di cercare delle proprietà fisse di carattere, studiassimo le reazioni, il rapporto delle funzioni, il rapporto delle tendenze, insomma i moti dell’anima, il dinamismo dell’essere umano. Come si vedrà in seguito, i tratti di carattere sono, infatti, semplicemente delle qualità derivate da queste tendenze primordiali.
Allo stato attuale delle cose, si tratta dunque di confrontare le classificazioni di segni di Michon e di Crépieux-Jamin con i dati recenti messi a nostra disposizione dalla psicologia. E’ innegabile che la maggior parte delle osservazioni di questi due autori siano giuste o restino valide, d’altra parte, però, esse non corrispondono più all’epoca attuale. Per fare un esempio, Crépieux-Jamin, nel suo “A. B. C. de la graphologie” afferma che la scrittura pallida “è spesso quella della fanciulla le cui virtù sonnecchiano, non ancora sviluppate”. Le ragazze di oggigiorno sono assai diverse da quelle del 1.900 e la loro scrittura, lungi dall’essere pallida, è spesso più energica e più indipendente di quella dei maschi.
Non c’è nessun bisogno che il grafologo si metta a costruire una nuova psicologia, giacché esistono sufficienti metodi e sufficienti classificazioni tipologiche fra i quali poter scegliere quella che meglio corrisponde alle proprie necessità. Quanto a me, dopo molte ricerche, mi sono fermata alla psicologia del profondo (Freud, Jung, Adler) e particolarmente alla tipologia di Carl C. Jung (i tipi di atteggiamento: estroversione e introversione, e i tipi funzionali: pensiero, sentimento, sensazione, intuizione) che mi sembra la più vicina alla vita, la più duttile e maneggevole. D’altronde, in ogni epoca, i grafologi sono ricorsi alle tipologie, a partire dalle antiche nozioni dei quattro temperamenti (bilioso, nervoso, sanguigno, linfatico) e dei tipi astrologici (carattere marziano, gioviale, venereo, saturniano, mercuriale, lunare, solare), fino a Saint-Morand, che classifica gli individui in tre categorie: i supervitali, i subvitali e gli equilibrati.
Klages respinge le tipologie esistenti, e, fondandosi principalmente sull’idea di un irriducibile antagonismo fra l’anima e lo spirito, applica alle scritture le classificazioni che derivano da questo concetto. Al contrario, Max Pulver, il più progredito dei grafologi, si oppone all’introduzione di idee metafisiche nel campo della grafologia, e utilizza, come me, le nozioni della psicologia del profondo e i concetti della psicopatologia (Kretschmer ed altri). Queste nozioni presentano il grande vantaggio di essere conosciute nel mondo intero e il grafologo che si basa su di esse e che impiega, consapevolmente, una terminologia ammessa da tutti, avrà l’opportunità di uscire dal proprio isolamento. Egli troverà nella psicologia attuale tre tipi che riflettono tanto l’uomo nevrotico e malato quanto l’uomo sano. D’altronde, le nevrosi non sono anomalie rare, bensì esagerazioni di certe caratteristiche dell’essere normale, le quali, radicandosi in profondità, finiscono per diventare carattere.
“Due esempi di analisi di scrittura” di Jean Cocteau. Con la sua scrittura Cocteau ci mette a fronte a un problema estremamente conturbante, giacché non soltanto egli trasgredisce i limiti fra scrittura e disegno, ma sconvolge altresì tutto quanto sembra acquisito nel campo della grafologia, della quale pure riconosceva, egli stesso, la profonda verità. La scrittura di Cocteau sfida tutte le nostre leggi, eppure è infinitamente espressiva. Il grafologo è nell’impossibilità di dimenticare la personalità di Jean Cocteau. La chiave che ci apre il regno misterioso di quest’anima, di questo funambolo che si muove a suo agio in tutti i mondi, infernali e celesti, e che, come un fanciullo, gioca al volano con l’invisibile, risiede, a mio avviso, semplicemente nel fatto che Cocteau è rimasto appunto bambino. La prima caratteristica della sua scrittura è, infatti, quella d’essere infantile. Essa riflette non già il bambino bene educato, modellato e stilizzato secondo l’ideale degli adulti, bensì il bambino quale è stato visto per la prima volta da Freud: il bambino dotato di un erotismo polimorfo, di una curiosità insaziabile, il bambino crudele, veridico, priva di riguardo e di pudore, possessivo, egocentrico, bisessuato, pieno di grazia animale, amorale, in quanto vive al di fuori delle leggi dell’uomo. O meglio ancora, il bambino creatore, quale ci è stato fatto conoscere dalla scuola moderna attraverso i disegni spontanei dei piccolissimi, il bambino immaginifico e geniale, che si muove nel suo regno dal quale non è stato ancora scacciato.
“Camille Pissarro”. Scrittura di pittore che è pittore in senso assoluto. Grande, leggermente pastosa, vellutata, carezzevole, appassionata e sensuale, ricorda il pennello più che la penna. La ricettività avida, insaziabile dinanzi alle innumerevoli impressioni offerte dalla vita delle forme e dei colori, è più forte di ogni riflessione. E l’amore, poi! Vediamo qui il dono spontaneo dell’uomo creatore alle inesauribili forze della Natura, misteriosa unione con tutto quanto vive.
Questo documento data all’epoca in cui Pissarro non aveva ancora subito l’influsso di Cézanne, influsso che, in seguito, doveva rendere la sua arte più raffinata. Qui, come rivela il tracciato, egli è ancora il pittore che “maneggia la pasta”.


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