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Spagnuolo,
classe '31, napoletano, torna, dopo un paio d'anni dalla sua ultima
pubblicazione: "Rapinando alfabeti", con una raffinata edizione della
Gradiva Publications tradotta, per la prima volta, completamente in
inglese, per il mercato americano. L'autore, di cui sono stati già
prodotti testi in inglese oltre che in francese, greco, serbo-croato e
spagnolo, si avvale, in questo libro, della collaborazione di Luigi
Bonaffini. Quest'ultimo, fra i tanti, ha tradotto lavori di Dino Campana,
Luzi e Pierro ricevendo plurimi riconoscimenti. Rappresentativa ed
essenziale l'immagine di copertina, "Dama nel sipario" ('02), opera di
Guglielmo Roeherssen. Si direbbe immergersi, nella prospettiva, tra quelle
terre dell'Es tanto care all'autore, medico prima ancora che affermato
poeta con radici nella dissolvenza di un clima da dopoguerra. In un
panorama ancora intriso di neorealismo e dove, contemporaneamente, si
guardava avanti, a posizioni che sfoceranno nel Gruppo '63. La sua
produzione, tuttavia, prenderà consistenza a partire dagli anni ottanta,
attraverso una più profonda maturazione degli originali esiti dello
scrittore. Con "Graffito controluce" ('80), si avvia un ciclo che mette in
evidenza, fra le altre, opere come "Fogli dal calendario" ('84), "Candida"
('85) e "Dieci poesie d'amore e una prova d'autore" ('87). La peculiarità
di Spagnuolo si avverte nello stile quanto nei contenuti. Oltre, in quanto
medico, ad attingere da certe terminologie scientifiche, in lui persiste,
di fronte al perpetuarsi dell'esistenza, un dramma indagatore espresso in
un costrutto che riporta all'idea psicoanalitica. Asor Rosa,
inserendolo nel "Dizionario della letteratura italiana del novecento", lo
interpreta come "affiorare di un elemento prelogico" che comporta "il
rifiuto di una sintassi vincolante, sul piano del linguaggio come su
quello del senso". Quella di Spagnuolo è una sofferta, continua ricerca
che, in primo luogo, passa attraverso l'Eros, e quindi anche Tanatos, con
tutto l'orrore per quanto resta nella dissoluzione dello scorrere della
vita. Tra le pagine di Corruptions, lo ritroviamo nell'incombere della
solitudine: "Ogni lanterna, nelle stanze deserte, sbircia il tuo volto"
("Every lantern, in the deserted rooms, eyes your face"), nel "sesso
oscuro" che offre "inaspettate solitudini" tra "braccia trapassate dagli
inganni". Talvolta assume particolari forme come "l'impasto delle tue
mammelle" ("the kneading of yuor breasts") o "Ronza alle cosce, per
svuotar le mie vene" ("drones at my thighs, to empty my veins"). Solo
attraverso un "naufragare sul mio sesso" il poeta troverà un compimento
della fase libido-morte "Trasformo e cancello: ora non cedo a rabbie" ("I
trasform and erase: now I do not yield to rages"), ovvero nell'anteposto
dramma di un ipotetico perpetuarsi: "Se ci sarà un'altra volta / il mio
folle racconto / rattopperà lenzuola, mentre ancora alito mi circonda"
("if there is another time / my mad tale / will patch up bedsheets, while
still a breath surrounds me"). Le tematiche della spiritualità, che
trovano adempimento in "Venticinque poesie intorno alla croce" ('99), sono
pure dolore insopportabile per la natura umana propria all'autore. La vita
è già di per sé dolore perché Spagnuolo possa abbracciare del tutto il
martirio rinnegando la sua natura più laica e raziocinante che, d'altra
parte, pare alimentare, seppure in una tensione, il suo stesso sentire
metafisico. "Attratto dalla croce, Spagnuolo non vi s'abbandona
totalmente, forse perché già la vita è crocifissione, calvario" commenta
Dante Maffia al riguardo e "l'ombra lunga e proiettata della Croce
occidentale, risalta forse ancora più necessaria, ancora più pura di
laicità" scrive, a tal proposito, Plinio Perilli. In Corruptions,
letteralmente "Corruzioni", certi toni divengono più accesi e, dinanzi
un'evidenza epocale: il terrorismo, il poeta manifesta "rabbia per una
guerra non santa". Dio, in questo contesto, viene nominato persino con
sfumature più confidenziali: "per quel Caino che decapita lo spazio / del
vecchio Dio" ("for that Cain that beheads the space / of the old God").
Prende forma un' "Invenzione del dubbio" nel "riaccendere le preghiere"
("Invention of doubt reignite prayers") per poi, improvvisa, infervorarsi
"Iddio è una fornace lungo le mie carni" ("God is a furnace along my
flesh") in una continua oscillazione dove "Gli artigli della fanciullezza"
sono rinvenuti tra " gli spariti del tempo" e "… ghermisce l'angoscia
contro Iddio. / Eppure", nondimeno, "all'orizzonte si allontana il
bagliore di una vela" ("I'm gripped by anguish against God. / And yet the
gleam of the sail fades off against the horizon"). Nella coltre del
fitto mistero di questa vita, tra rughe che segnano il tempo ed il corpo,
s'intravede una luce, fuggevole, come l'emozione, ed illuminante, come il
pensiero, scorrere nell'essenza della sua stessa poesia "Odo l'informe
desiderio di Dio" ("I hear the shapless desire for God") dichiara
Spagnuolo nel penultimo componimento, in quello che lui stesso definisce
"presagio oscillante con i raggi del sole" ("an omen wavering in the
sunlight").
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