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E' freddo in Toscana, in questi giorni. Un vento gelido ci frusta, screpolando la terra; un vento che porta una voce lontana: da una torre di Monteriggioni si ode il grido
'Alla Bastiglia, alla Bastiglia!'. Siamo agli albori della rivoluzione editoriale e la fiacca aristocrazia dell'editoria cartacea, mollemente affacciata al balcone, osservando distratta il popolo telematico in fermento propone di sfamare con croissants richieste sempre più pressanti di spazio. Anzi, siamo in piena sommossa: anche Mario, il mio avversario di tante partite di briscola la sera in osteria
- di cui ho già raccontato - ha acquistato un notebook wi-fi, s'è unito ai letterati irredenti toscani e va scrivendo sul web
"Accorrete, gioite, esultate: in rete potete trovare l'opera dei Grandi, senza dover sottostare a gabelle. Sono molti i siti che condividono tale patrimonio gratuitamente. L'unico tributo moralmente dovuto all'ingegno di colui che le scrisse, non ha più ragione d'essere. Ei fu. L'unica vera gratitudine è la memoria, non l'obolo. Opere in lingua originale e tradotte, ovunque per strada; bandiere che sbattono al vento; polvere sollevata in nembo di tuono che avanza. Udite: un grido lontano. Son loro, son Ugo, Alessandro, Giovanni; han divelto i sepolcri. Giosuè, col figlio rinato. E l'italo fatto straniero, e il siculo bastone per mano al nobil Girgenti, marciano desti a fianco di noi che onoriamo il
ricordo".
E loro, alla balaustra, attoniti e ignari di quello che accade, ravvivando qualche edizione a giustificare ulteriori rincari, ignorano il fiume che esonda. Cadranno, o poi o prima, travolti dall'onda di piena. A nulla varranno proposte di leggi a salvarli, la rete vanifica i codici. Come l'universalità dei latini è stata spodestata dalla territorialità del diritto, così ciò che non ha territorio se n'arride delle imposizioni degli stati. Nulla impedirà la divulgazione delle lettere, è inarrestabile. Più che universale, è libera. Mario non pensa alle nostre partite, è dedito ai Classici; non gioca più a carte.
E che dire della celerità con cui la rete rende fruibile l'idea - fulmine che tiene dietro al baleno - e incorruttibile? Certo, magari acerba o forse imperfetta, a volte deforme; ma giovane, e viva. Immediata, monda da leviatanica lentezza; concetti impossibili a manipolarsi che sgusciano veloci tra dita, eleganti bisce d'acqua che sfuggono tra le erbe dei fossi, per riapparire un poco più oltre.
La pluralità delle voci, genti lontane, aggrava il peccato: bandite l'accidia. Il pretesto delle fonti inquinate non fu che un ricordo. Discete e sorgete; leggete, scrivete, divulgate pubblicando in formato elettronico - html, pdf o lit: poco importa.
Questa, signori, è la rete, carbonara contro l'ignoranza e i monopoli. E' già qui, attenti.... |