"Lo stipendio dei nostri parlamentari" di Fiero Rosso


Fiero Rosso di Sant' Anna è nato a Monteriggioni in provincia di Siena nel 1919 e lì è recentemente deceduto, in data 11 ottobre 2005. Proveniente da una famiglia di tradizioni terriere, unico di cinque tra fratelli e  sorelle a sopravvivere alla  seconda guerra mondiale, si è dedicato ad amministrare la tenuta agricola ereditata. Laureato in chimica farmaceutica, si è diviso tra la sua vocazione contadina e la passione per la letteratura. Laico irriducibile e attento osservatore della politica nazionale, non ha disdegnato di scrivere, tra racconti e romanzi, anche sagaci  pamphlet contro i potenti di turno. D'indole riservata, durante la propria vita ha scelto di far leggere gli scritti  ad amici e pochi altri considerati degni di stima, non pubblicando mai le proprie opere prima di farlo con Rotta Nord Ovest, lasciandone inoltre i diritti agli editori della rivista. Virtuoso del violino, amava suonare Mozart e Schubert in solitudine in mezzo ai campi; era uso trattenersi saltuariamente nelle osterie del proprio paese conversando e giocando a carte. È stato un ottimo tiratore appassionato di caccia al cinghiale. La redazione e gli editori lo ricordano con stima, vicini col loro cordoglio ai familiari.


Quanto pubblicato questa settimana sul numero 42 del 16 Ottobre 2003 de L'Espresso, a firma di Paolo Forcellini, sebbene esuli dall'ambito delle mie consuete attenzioni letterarie, merita una riflessione. Questo, integralmente, il testo dell'articolo citato:

"Proprio mentre Silvio Berlusconi annunciava a reti unificate che bisognava stringere la cinta e riformare le pensioni se non si volevano far saltare i conti pubblici, gli onorevoli si sono concessi un nuovo aumento. Quatti quatti, appellandosi all'automatismo che lega gli "stipendi" degli eletti a Montecitorio a quelli dei magistrati presidenti di sezione della Cassazione, i deputati a fine settembre hanno incrementato l'indennità parlamentare di 605 euro. Così da 10.974 euro al mese, la retribuzione sale a 11.579. Con un aumento percentuale del 5,5, ben superiore all'inflazione programmata cui è agganciata la dinamica salariale dei comuni mortali. Non contenti, gli onorevoli si sono concessi anche gli arretrati, a partire dal primo gennaio 2003. Così nella busta paga di settembre hanno trovato l'una tantum di 4.840 euro. Un bel modo per festeggiare la riforma delle pensioni. A proposito di trattamenti di quiescenza, quelli degli ex parlamentari vanno da un minimo del 25 a un massimo dell'80 per cento dell'indennità, a seconda degli anni di mandato, e il vitalizio, per chi è stato più a lungo a Montecitorio, può essere goduto dai 60 anni. Cambierà dal 2008? Per completezza, è bene ricordare che i deputati ricevono mensilmente anche una diaria di circa 4 mila euro (che si riduce se sono assenti alle votazioni), più 4.190 euro per i collaboratori e per altre spese nel proprio collegio, più una cifra tra i 3.323 e i 3.395 euro al trimestre per raggiungere l'aeroporto, più 3.100 euro annui per viaggi all'estero (di studio, naturalmente), più 3.099 euro annui per le spese telefoniche, più..."

Una pausa per riaversi è indispensabile. Pochi istanti e la pressione arteriosa e le pulsazioni cardiache torneranno nella norma. Forse. Qualche toscano come me, dalle parti di Monteriggioni, (Mario, ecco, quello che gioca a carte con me la sera all'osteria) probabilmente comincerà una serie infinita d'improperi all'indirizzo dei politici.
E non concordo pienamente (e sicuramente neanche Mario, sempre lui, uomo di ferro classe 1927, tesserato col vecchio Partito Comunista Italiano dai tempi di Togliatti) neanche col taglio editoriale de "L'Espresso": aver citato nell'esordio del testo il nome del Presidente del Consiglio, apporta una connotazione faziosa che colora con tinte non appropriate quanto ulteriormente riferito nell'articolo. In realtà è l'intera classe politica attuale, novella Nomenklatura del potere, senza distinzione di colori o schieramenti, che vessa impunemente i cittadini: già nell'Agosto del 2002 (se non ricordo male la data) il nostro parlamento aveva approvato quasi all'unanimità (si era astenuto un unico parlamentare, leghista) un incremento dell'indennità parlamentare, camuffandolo in un emendamento di una legge minore votata con un vero e compatto atteggiamento bipartisan dall'assemblea per nulla schifata dall'imbarazzante collimare d'interessi degli opposti schieramenti, sempre pronti a pugnace atteggiamento reciproco, mediaticamente studiato ad uso e consumo dei rispettivi elettorati. (la fonte allora fu il Corriere della Sera). Ora accade di nuovo. Le cifre dell'articolo di Forcellini parlano da sole. E'intollerabile che i parlamentari italiani possano legiferare in tema dei loro stessi stipendi. E' come se ognuno di noi decidesse da solo il proprio salario senza concordarlo con nessun'altra parte in causa. Che poi l'aumento dell'indennità sia in percentuale più o meno doppia dell'inflazione programmata è un abuso. La carriera politica si rivela sempre più un lucroso affare, al momento superiore alla media degli investimenti del mercato borsistico. Spiegabile a questo punto la pletora di candidati che sgomitano in concomitanza di ogni consultazione elettorale e che con un fair play anglosassone, non paghi degli spazi per le pubblicità messi a disposizione dalle autorità locali, arrivano a tappezzare cassonetti per l'immondizia e alberi delle nostre città: passi per i primi, adatti ad accogliere certe proposte, ma per lo meno il verde pubblico, quel poco che c'è, sarebbe utile che fosse risparmiato da parlamentari e parlamentandi che immancabilmente hanno nei loro programmi elettorali il rispetto dell'ambiente.
A presto, con la speranza di non dover condividere la sorte di tale Josef K.


© 
Fiero Rosso 

 

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