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David Means – "Il realismo e la lezione di
Carver"
Nato e cresciuto nel Michigan, David Means ha studiato in Ohio al Wooster College e frequentato un Master of Fine Arts in Poesia alla Columbia University. Attualmente vive a New York dove insegna letteratura al Vassar College. I suoi racconti sono stati pubblicati sulle pagine di alcune delle più famosi riviste americane, quali “Paris Review”, “Harper's” ed “Esquire”, ma è solo con la sua seconda raccolta di racconti “Episodi incendiari assortiti” (la prima, “A Quick Kiss of Redemption” ancora inedita in Italia aveva comunque riscosso un discreto successo) che Means ha messo tutti d’accordo. Adorato dalla critica e premiato dal pubblico con un incredibile risultato di vendite, dato ancor più significativo se si pensa che la raccolta è stata pubblicata negli Stati Uniti da una piccola etichetta indipendente come la Context
Books, “Episodi incendiari assortiti” (Assorted Fire Events, 2000) è stato eletto “miglior libro dell’anno” da “Esquire”, il San Francisco Chronichle” l’ha definito “stupefacente” è il “New Yorker” ha addirittura definito i racconti della raccolta “di una bellezza quasi impossibile da spiegare". Una tale serie di lodi e di unanimi consensi ha portato Means ha vincere nel 2001 il Los Angeles Times Book Award e ad entrare nella rosa dei finalisti del prestigioso Premio
Pulitzer. Non a caso alcuni fra i più popolari autori della scena letteraria americana fanno parte della cerchia dei suoi ammiratori. Jonathan Franzen (che gli ha anche dedicato la sua opera più famosa “Correzioni”) ha affermato che “Episodi incendiari assortiti è sicuramente una delle migliori raccolte di racconti degli ultimi dieci anni”, Aimee Bender ha definito stupefacente la capacità di Means di “creare mondi di nostalgia e tragedia e di saperli illuminare poi con grazia, un angolo alla volta” e Donald Antrim ha parlato di storie “meravigliosamente commoventi”.
La società descritta da Means è popolata da personaggi in forte crisi esistenziale. Una società alla deriva e piena di dubbi. I protagonisti fanno parte della media borghesia, sono uomini che hanno raggiunto il successo e il prestigio sociale, ma tutti accomunati da un’angosciante e opprimente mal di vivere. Sempre in bilico fra situazioni opposte ma ugualmente intense, la vita e la morte, la voglia d’amare ed essere amati contrapposta all’apatia dei sentimenti, i sogni e i desideri da una parte e l’abbandono e la rassegnazione al quotidiano vivere dall’altra.
Storie tormentate, con trame perfettamente delineate e convincenti, impregnate di lirismo struggente, leggera ironia e narrate con una scrittura nitida, precisa e leggera al punto tale che il paragone con il maestro della “short story” Raymond Carver è risultato immediato. Nelle sue novelle, nonostante i temi della solitudine, della morte, e della persistente incapacità di comunicazione, c’è comunque sempre presente un alone di serenità, uno stato di grazia che tranquillizza che stende sulle pagine un velo capace di smorzare e attenuare l’angoscia e la delusione.
Non c’è dubbio, pertanto, che Means sia riuscito a ritagliarsi un posto importante fra i “big” del nuovo realismo americano e che stia contribuendo al rilancio di un genere, quello del racconto breve, che non sempre riscuote il successo che dovrebbe per l’incontrastato favore del pubblico nei confronti del romanzo. A tal proposito è lo stesso autore che spiega la sua predilezione nei confronti dei racconti spiegando che “…dentro un racconto si può creare un tipo di magia che è impossibile creare dentro un romanzo. È una forma vicina alla parabola, o alla favola tradizionale. I racconti vanno dritti al nocciolo della questione. […] Nel mondo dell'editoria c'è una forte pressione in favore dei romanzi, ma un racconto bellissimo si imprime per sempre nella mente del lettore, mentre un brutto romanzo, o anche un buon romanzo a dire il vero, spesso evapora senza lasciare traccia”.
“…la luce della sera che si vede dal traghetto per l’isola baluginerà un istante per poi sparire dietro l’orizzonte, portandosi dietro l’ultimo spicchio di sole; loro due si appoggeranno sul parapetto spalla contro spalla, avvertiranno il tenue rollio della barca, e sapranno che una volta arrivati al bed and breakfast – il sacchettino di pot porri appeso nell’armadio e la mentina sul cuscino – si svestiranno e si ammireranno a vicenda nel loro nudo splendore. Il giorno dopo affitteranno due biciclette e pedaleranno controvento finché non avranno le cosce indolenzite (a casa, in città, non vanno mai in bicicletta); andranno a fare un pic-nic lontano, sull’altro capo dell’isola, in una caletta riparata dal vento. Di tanto in tanto un soffio di vento spargerà sabbia sulla loro insalata di patate. Lì si baceranno lentamente e lui le leccherà la salsedine dalle labbra e si stupirà del contrasto tra il calore della sua bocca e il freddo intenso dell’aria in fondo alla cala, dove si infrangono le onde”.
(Assorted Fire Events - Episodi incendiari assortiti, 2000)
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