"Dave Eggers" di Ferdinando Pastori

Dave Eggers – La velocità di un formidabile genio.

E’ possibile racchiudere nella stessa persona le caratteristiche del genio, dell’esperto di pubbliche relazioni e marketing e quelle di scrittore con “una delle voci più audaci del nostro tempo”? Si, a patto che il “fenomeno” in questione risponda al nome di Dave Eggers. Nato e cresciuto nelle vicinanze di Chigago, poco più che trentenne ha al suo attivo esperienze diverse, ma sempre di successo. Disegnatore di fumetti per il San Francisco Weekly, fondatore della rivista satirica "Might" e di quella letteraria "McSweeneys" dove si possono leggere alcuni fra i nomi più interessanti della nuova generazione di scrittori americani e non (...Zadie Smith, Jonathan Franzen e David Foster Wallace).
Dopo il successo del suo primo romanzo “L’opera struggente di un formidabile genio” e prima di pubblicare il secondo, ha trovato il tempo di fondare anche una casa editrice (sempre McSweeney's, il cognome del nonno) e aprire un negozio a San Francisco dove si possono trovare le più fantastiche cose inutili. Nonostante una vita apparentemente frenetica e densa di impegni, il successo e l’affetto del suo pubblico, Eggers si sforza in ogni modo di non lasciarsi incastrare dai meccanismi che fanno ruotare il mondo letterario americano. A testimoniare una certa insofferenza nei confronti delle regole di mercato, ha pubblicato il secondo romanzo con la sua casa editrice e per la distribuzione s’è affidato ai librai indipendenti degli Stati Uniti.
“L’opera struggente…” è un romanzo che lascia il segno e non c’è modo di rimanere immuni dal fascino che storia e parole esercitano pagina dopo pagina. Prosa senza pause, pressante, eventi che si snodano lungo l’intero libro concatenandosi gli uni con gli altri anche se in apparenza scollegati. Eggers racconta la sua vita, i drammi (piccoli e grandi) che l’anno segnata, senza mai indugiare sul facile pietismo, sui trucchi che scatenano la lacrima facile. Al contrario condisce le quasi 400 pagine di ironia, di battute intelligenti e pungenti svelando grande capacità di sdrammatizzare anche nelle occasioni più tragiche come la morte di entrambi i genitori.
Formidabile? Genio? Si tratta certamente di uno scrittore che merita attenzione e non solo per le sue trovate e per l’inventiva magnificamente rappresentate nella prefazione e nei ringraziamenti che da soli varrebbero il prezzo di copertina, ma anche e soprattutto per aver dato voce ad un’intera generazione in cerca di risposte. Romanzo di formazione, dunque, generazionale, ma non arrabbiato, solo a tratti rassegnato dove si mettono in scena le paure e le ansie, i miti di un’America in cerca di sé stessa. Una società che messa di fronte alle proprie responsabilità non scappa, pur non conoscendo ancora il modo di affrontarle. Eggers sembra servirsi della scrittura per esorcizzare i propri drammi e le proprie paure, uno stream of consciousness che permette di trascrivere pensieri ed emozioni del protagonista servendosi di immagini e parole libere da qualsiasi vincolo pur rispettando i percorsi usuali del pensiero.
In “Conoscerete la nostra velocità”, Eggers porta avanti ancora un profondo processo di analisi interiore abbandonando tuttavia le connotazioni autobiografiche. Il viaggio dei due protagonisti, infatti, può ricondursi ad una riuscita metafora del cammino da intraprendere per prendere coscienza dello scorrere del tempo, della ineluttabilità della morte e della manifesta incapacità di opporsi al destino che appare segnato e immutabile. Sofferenza, dolore e incertezza sono incancellabili, fedeli compagni di viaggio, sembra voler rivelare l’autore, pur ammettendo che la speranza di arrivare a destinazione, magari con un sorriso sulle labbra non è una possibilità da escludere a priori.

“Sapevo di potercela fare, e adesso so questo, so cosa sto facendo, so che sto facendo qualcosa di bello e allo stesso tempo di orribile, perché sto distruggendo la sua bellezza con la consapevolezza che potrebbe essere una cosa bella, perché so che se so che una cosa è bella, allora non è più bella”
(A Heartbreaking Work of Staggering Genius – L’opera struggente di un formidabile genio, 2000)

© Ferdinando Pastori

Nota biografica a cura della redazione:

Ferdinando Pastori è nato a Galliate (NO) nel 1968. Vive e lavora a Milano. Dopo aver studiato economia all’Università Cattolica, lavora per diversi anni nel mondo della moda per un noto stilista. Attualmente è un manager del settore medicale. Appassionato di letteratura americana, soprattutto del minimalismo di Carver e della corrente post-minimalista di B.E.Ellis, Jay McInerney e Leavitt, predilige la struttura narrativa del racconto per l’intensità, la tensione e le emozioni che si possono condensare in un breve testo. Dopo la pubblicazione in alcune antologie di premi letterari e diversi testi pubblicati sul web, nell’aprile 2003 ha pubblicato la sua prima raccolta di racconti dal titolo “Piccole storie di nessuno” edito da Edizioni Clandestine. Collabora con il Web magazine letterario “Rotta Nord Ovest”. Il suo primo romanzo “No Way Out” è stato pubblicato nel Marzo 2004, ancora con Edizioni Clandestine. Ha un proprio sito Internet: www.ferdinandopastori.com .

 

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