| Da "Guida alla grammatica italiana" di Alfredo Panzini, Fara Editore,2003 |
Noi avvertiamo il caldo e il freddo anche senza termometro; pero' e'
bene averlo in casa; e cosi' noi possiamo scrivere e parlare anche senza
grammatica; pero' e' bene che essa vi sia. La presente grammatica e'
limitata alle cose principali. Nel suono del patrio linguaggio ogni
popolo sente e ama la patria. La potenza di un popolo fa potente e
dominatore un linguaggio sopra gli altri linguaggi; i poeti che
scrissero grandi cose lo fanno glorioso; e dalla parlata dei popoli
potenti e dalle scritture dei grandi poeti sono poi state ricavate
quelle leggi le quali per comune consentimento formano la grammatica. E come si vedono le bollicine dell'acqua sorgere e salire, cosi'
sorgono e salgono le parole nuove che indicano le nuove cose. Quante
parole ha creato la guerra! Quante l'aeronautica, l'automobilismo, lo
sport, la moda! Le parole di un linguaggio affluiscono in altro
linguaggio, spesso con tumulto, spesso con capriccio; e cosi' spesso si
formano voci e modi deformi. Questo movimento torbido e tumultuoso e' bene sia regolato sin dove
e' possibile, altrimenti la lingua nazionale viene a mancare di ordine e
precisione. La grammatica sta a guardia della lingua nazionale; ma la
guardia piu' vera e' il sentimento di dignita' che ogni italiano deve
avere anche nella parola. |