|
Le operazioni generali nel settore occidentale della Linea Gotica iniziarono il 15 settembre e facevano parte di un Piano elaborato dai comandi alleati denominato operazione "Olive". I piani di "Olive" furono definiti in un incontro svoltosi tra i comandanti, Wilson, Alexander e Harding, nei pressi del campo di aviazione di Orvieto. Il piano era stato preparato, secondo lo storico Shepperd, soprattutto per cercare di trattenere in Italia le forze di Kesserling durante la fase critica della battaglia in Francia e nei Paesi Bassi. La strategia del piano era basata sull'attacco alternato in due punti di eguale importanza per il nemico (Ravenna e Bologna), al fine di suddividere e logorare le riserve avversarie.
Le truppe tedesche del Gruppo d'Armate C erano in ritirata verso nord, sulle salde posizioni della Linea Verde, e la loro missione consisteva in un forte contrasto di retroguardia. Le azioni, alle quali i primi reparti brasiliani parteciparono, avrebbero dovuto sfondare la linea difensiva tedesca, prima che questa fosse raggiunta e armata dalle truppe in ripiegamento. Per una migliore riuscita dell'attacco era necessario l'intervento dei genieri alleati che, in pochi giorni, resero agibili i porti di Ancona e Livorno e le arterie principali che conducevano a ridosso delle zone di operazione. Come vedremo il genio brasiliano si distinse in quest'attività e senza ombra di dubbio possiamo facilmente affermare, che fu l'unica unità della FEB a ricevere fin dal principio delle operazioni gli elogi non di circostanza degli americani.
Il 25 agosto iniziò l'attacco nel settore orientale della linea del fronte. L'8^ Armata britannica ricevette il compito di attraversare il Metauro e cercare di incunearsi nella linea difensiva tedesca fino a raggiungere Rimini. L'offensiva della 5^ Armata iniziò il 13 settembre contemporaneamente all'attacco dell'8^ Armata contro Coriano. Il piano di Clark era di puntare dapprima verso il passo del Giogo e procedere, poi, verso l'alto corso del Santerno, aggirando le forti difese del passo della Futa, lungo la S.S. 65. L'obiettivo finale della 5^ Armata era quello di giungere a Bologna. L'attacco proseguì con diversa intensità fino alla fine del mese di ottobre, quando i comandi alleati decisero, dopo aver perso oltre 65.000 uomini, di sospendere tutte le azioni offensive.
Nella 5^ Armata il II Corpo fu bloccato a pochi chilometri da Bologna sulle S.S. 64 e 65, mentre il IV Corpo, che aveva ricoperto la linea di fronte fino al mare Tirreno, finì per ritrovarsi sempre più risucchiato verso il centro. E' qui opportuno riportare alcuni dati che riguardavano la Linea Gotica per aver un'idea degli ostacoli da superare da parte alleata. Kesserling e l'organizzazione TODT avevano fortificato la linea tedesca, che si estendeva per 320 chilometri dal Tirreno all'Adriatico, con 2.375 nidi di mitragliatrice, 479 postazioni di cannoni anticarro, mortai, ecc., 3.604 casematte in cemento armato, 16.006 postazioni di cecchini, 72.517 mine anticarro "T", 23.172 mine antiuomo "S", 117.370 chilometri di reticolati e infine oltre 8 chilometri di fossati anticarro.
In questa colossale operazione si inserì il primo piccolo contributo del contingente brasiliano alla seconda guerra mondiale che, a causa di una questione diplomatica, rischiò di ritardare il suo ingresso in prima linea. La questione risiedeva nel fatto che il primo distaccamento della FEB era composto solamente da un reggimento di fanteria, un Gruppo d'artiglieria, una compagnia del genio e una compagnia del battaglione sanità, unità che il gen. Clark non sapeva dove inserire. Il comandante della 5^ Armata propose ai brasiliani due soluzioni: nella prima il raggruppamento sarebbe stato inserito in una divisione americana e subordinato completamente ad essa; nella seconda il distaccamento avrebbe avuto un suo comando autonomo e sarebbe stato direttamente subordinato al comando del IV Corpo. Il problema era stato originato dal Ministro della Guerra brasiliano, gen. Eurico Gaspar Dutra, il quale in visita in Italia, sottolineò ai comandi americani che il paese sudamericano era in Italia nelle vesti di paese alleato e che quindi i Febiani non potevano tollerare di essere subordinati a secondarie linee di comando. Così prima di combattere furono necessari alcuni cambiamenti per poter entrare in linea: il Quartier Generale della 1^ D.I.E. fu direttamente subordinato al comando della 5^ Armata; il comando del distaccamento sarebbe stato assunto dal gen. Euclide Zenobio da Costa. Il distaccamento sarebbe stato direttamente subordinato al comando del IV Corpo; il gruppo sarebbe stato assorbito dalla 1^ D.I.E. quando il 2° e 3° scaglione avrebbero terminato il ciclo di preparazione.
Risolto lo spiacevole contrattempo furono inviati dal comando del IV Corpo gli ordini da eseguire e da essi si evince una certa preoccupazione all'interno dei vertici militari americani. Infatti, Crittenberger ordinò che tutte le operazioni dei brasiliani dovessero avvenire mediante disposizioni del comando americano e si raccomandò con i brasiliani di mantenere sempre il contatto con la 1^ divisione blindata USA che operava ad Est, per evitare di perdere i tempi di avanzata imposti dal comando. I primi reparti brasiliani erano inseriti nella 45^ Task Force americana che era una formazione assai eterogenea, composta da americani bianchi (598° battaglione di artiglieria da campo USA), americani di origine giapponese (il 100° battaglione fanteria nippo-americano del 442° gruppo da combattimento), americani neri (370° reggimento di fanteria della 92^ Divisione USA "Bufalo"), britannici (un reparto di contraerea) e i brasiliani del 6° R.I.
Finalmente, durante la notte tra il 14 e il 15 settembre 1944, il primo contingente della 1^ D.I.E. iniziò ad avanzare verso la linea del fronte, muovendosi con la 1^ Divisione corazzata statunitense che, logorata dal troppo tempo trascorso in prima linea, sarebbe stata successivamente rimpiazzata dai reparti brasiliani. Raggiunta la zona d'operazioni il 6° reggimento di fanteria agli ordini del generale Euclide Zenobio da Costa iniziò i primi movimenti di guerra, durante una splendida giornata di sole, senza incontrare, durante tutto il primo giorno d'avanzata, un solo soldato nemico. Come vedremo, dopo pochi giorni, erano cadute nelle mani dei sudamericani importanti località come: Massarosa, Camaiore, Monte Prana e Pescaglia. Nella memorialistica brasiliana queste prime "conquiste" furono considerate molto importanti anche se tutti gli autori scrivono che ci furono solo scontri con retroguardie e pochi scambi di colpi di mortaio.
A questo punto, prima di proseguire a fianco della fanteria, è doveroso aprire una parentesi per ricordare quel gruppo di brasiliani che già da alcuni giorni si trovava al fronte. Infatti, come abbiamo già visto, la FEB aveva, prima del 15 settembre, inviato nelle zone di combattimento un reparto che si distinse per tutta la durata del conflitto: il 9° battaglione genio. Così la 1^ compagnia del 9° aveva il compito di preparare l'avanzata e la strada ai compagni del 6° reggimento e al II gruppo d'artiglieria auto-trasportata. I genieri sudamericani dovevano "...ricostruire i ponti demoliti e le strade bombardate, che ostacolavano la continuità dei rifornimenti alle truppe americane già al fronte. L'intero distaccamento genio, con il suo pesante equipaggiamento, mosse sotto il fuoco in una accanita battaglia che allora infuriava. In poco meno di tre giorni essi gettarono due lunghi ponti attraverso gole montane, a ridosso della prima linea, aprendo così ulteriori passaggi che permettevano l'afflusso di rincalzi e rifornimenti... (Questo) eccellente lavoro... merita un cenno particolare, in quanto per il suo merito l'intero gruppo di combattimento... poté raggiungere il fronte secondo il programma. Il compito del distaccamento genio era estremamente difficile, nonostante che esso disponesse di sezioni ponte prefabbricate standard per il genio. Per la notevole lunghezza delle gole era necessario costruire dei ponti di lunghezza fuori del normale: 190 e 140 piedi, rispettivamente. Più di 50 kg di esplosivo erano stati piazzati dai tedeschi alla base di uno dei ponti e tre mine Keller erano state sepolte nelle vicinanze del secondo ponte. Il primo ponte fu completato al calare del sole del 7 settembre, giorno dell'indipendenza brasiliana... il secondo ponte fu finito due giorni dopo.
Il 14 settembre il gruppo ricevette l'ordine di muovere verso il fronte e il 15 settembre procedette da Ospedaletto a Vecchiano, sulla riva settentrionale del fiume Serchio, a 4/5 miglia a nord di Pisa, dove le truppe si schierarono. Quella stessa notte diedero il cambio sul fronte ad elementi delle forze americane della 1^ divisione corazzata. Il 16 settembre il fronte fu rettificato e il gruppo cominciò ad avanzare per prendere contatto con il nemico, occupando gli abitati di Massarosa e Bozzano, a circa 5 miglia a nord di Vecchiano".
Massarosa dunque fu il primo centro abitato occupato dai brasiliani che entrarono nel paese con la popolazione in festa.
|