Si puo' dire che ci siano due immagini del
Giappone che hanno avuto grande successo in Europa.
La prima e' degli anni '60. Mostra giapponesi in un grande magazzino
intenti ad aspirare ossigeno da bocchettoni messi a disposizione dei
clienti. L'inquinamento e' tale, commentava una voce fuori campo, che ci
si difende come si puo'... l'aria delle citta' giapponesi e' ormai oltre
i limiti dell'accettabile. Nella loro furia di inseguire il progresso i
giapponesi hanno sacrificato tutto, anche l'ambiente in cui vivono.
La seconda immagine, ugualmente tragica, e' quella del fiume che
attraversa Tokyo: un fiume cosi' inquinato, veniva detto alla fine degli
anni '60, che cascarci dentro equivale a morte certa. (...)
E' difficile contestare un'idea cosi' radicale e errata. Difficile
perche' non poggia su niente di concreto. Ne' su un'esperienza diretta.
In citta' come Mexico, Los Angeles e Milano, per non indicare che tre
esempi nobilissimi, vi sono giorni dell'anno in cui a causa
dell'inquinamento atmosferico le persone anziane ed i bambini sono
invitati a non uscire
di casa o a limitare le passeggiate in strada nelle zone piu' verdi.
(...)
E' noto che di questo avvelenamento ambientale il cancro e'
l'espressione piu' certa. A parte il fumo, di cui tutto e' noto a
fumatori e non, emerge ogni giorno con sempre maggiore chiarezza
l'importanza di una corretta alimentazione. Un uso piu' limitato di
grassi, ecc. ecc. Essendosi alzata di molto l'eta' media della
popolazione mondiale il rischio dell'insorgere di malattie degenerative
e' notevolmente aumentato.
Ma le morti per cancro in Giappone sono piu' basse rispetto ad Europa e
ad America.
Infatti, le condizioni di vita in Giappone sono decisamente migliori. Si
mangia, si respira, si vive in condizioni piu' sane e meno inquinate.
Queste migliori condizioni di vita sono legate strettamente a un
caposaldo della cultura giapponese,
al rapporto con la natura.
L'amore che lega un giapponese di qualunque strato sociale alla natura
e' qualcosa di evidente, di facilmente riconoscibile. E' qualcosa che
chiunque e' in grado di cogliere, purche' alzi gli occhi dal contratto
che sta firmando o accetti di guardare un poco piu' in la' della hall
dell'albergo.
In primavera i telegiornali e i quotidiani pubblicano bollettini
aggiornatissimi sulla fioritura dei ciliegi. Si attende la fioritura con
la stessa ansia con cui un bambino europeo attende Natale.
"Oggi i ciliegi hanno cominciato a fiorire a Fukuoka, nelle valli
esposte a sud poste a una altezza media di metri X sul livello del mare.
Domani, nel primo pomeriggio, la fioritura potrebbe cominciare a sud di
Hiroshima..." Quando la notizia viene data ecco che scuole,
aziendeed associazioni ricreative organizzano le gite.
Quando alla fioritura dei ciliegi si aggiunge la luna piena puo' essere
impossibile trovare anche una sola camera. Le strade sono piene alla
sera di gruppi di turisti che si dirigono verso i templi e gli ampi
parchi in cui sono inseriti. L'intero Giappone pare fermarsi. Nei
ricordi delle persone (si pensi ai film di Kurosawa, ai romanzi di
autori come Tanizaki e Kawabata) non si dira': "Ci incontrammo
l'ultima settimana di marzo", bensi' "Ci incontrammo l'anno
scorso. Era la stagione della fioritura dei ciliegi." ...
©
Stefano Cammelli
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