Difficilmente si parla di poeti che sono poco conosciuti, ed è un grande peccato. In Italia ne abbiamo a milioni, ma oggi, forse per la malinconia (che ogni giorno mi serra sempre più alla gola, forse per cameratismo, vi parlo di un Poeta donna: Nika Turbina, un poeta che molto tempo prima, come Pasolini, annunciava in versi la sua fine precoce e che presto l'avrebbero dimenticata.
Nika Turbina nacque il 17 dicembre 1974 a Yalta, in Crimea ora parte dell'Ucraina.
A tre anni sembra che dettasse le liriche alla madre. Improvvisava versi con facilità, tanto che fecero di tutto perché frequentasse la stessa scuola che nel 1906 aveva frequentato il grande Poeta Anna Gorenko, conosciuta come Anna Akhmatova.
A soli otto anni fu scoperta dal periodico Komsomolskaya Prava, che pubblicò alcune sue poesie e Nika divenne subito una celebrità, che crebbe a dismisura quando Ella stessa lesse la sua poesia, dalla televisione nazionale, a milioni di russi.
Del padre, che lasciò la famiglia quando era piccola, non ha ricordi. E' cresciuta con la mamma, impiegata in un ufficio turistico, e la nonna. Culturalmente si forma sulla biblioteca del nonno Anatolij, anch'egli poeta: durante una malattia che la costringe a letto per un anno e mezzo, legge e apprezza soprattutto Majakovskij, perché, afferma, anche se quei versi, sono lontani dal mio pensiero poetico, "mi danno forza".
Frequenta la terza elementare quando, nel 1983, nella casa di Boris Pasternak incontra Evghenij Evtusenko, e recita a memoria alcune sue poesie al suo grande Maestro spirituale, il quale più tardi scrisse di lei: "Solamente i poeti possono leggere come lei. Nella sua voce, io potrei sentire, uno speciale, direi sostenuto, accerchiamento". È difficile credere che quelle poesie siano state scritte da una bambina di soltanto otto anni; chi li avrebbe letti avrebbe subito pensato che l'avesse scritte una donna matura e non un poeta bambina. Nei versi di Nika si rileva l'intensità dei suoi sentimenti: il dolore, l'ansia, la brama per un mondo migliore, l'amore profondo... la sua preoccupazione per le persone, ed il suo mondo. Evtusenko entusiasta la fa conoscere al mondo. E Nika a soli nove anni scrive:
"Solitudine, amica della morte".
Cominciò a comporre versi (come ho già accennato) quando aveva solamente tre anni sull'accompagnamento del pianoforte.
Le Poesie mi sono giunte e penetrate subito nell'anima, tanto vicina alla mia fanciullezza, perché l'animo del Poeta è
candido, se poi questi è una bambina, diventano frecce incredibili che Ella scocca come Cupido, facendo girare
intorno a te i suoi versi, come volteggiano le foglie d'autunno. Nika, ha affermato: "Io scrivo, perché sento che la
Poesia dona tutto il sentimento che una persona può, e se ne è cosciente può fare da solo qualsiasi cosa. Una persona
deve capire che la sua vita non è troppo. E se valuta la vita, poi la sua sarà lunga, e se lo merita, sarà eterno, anche
dopo morte".
Nika è morta nel maggio del 2002, si gettò dal quarto piano, proprio come aveva annunciato anni prima:
"Cadrò con il viso nell'erba,
non basteranno le lacrime.
Smembrerò la mia strofa:
il verso scoppierà in singhiozzi".
© Reno
Bromuro
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