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 Edvino
Ugolini è nato a Trieste il 28 giugno 1950. Ha svolto gli studi in Germania e in Italia. Traduttore e docente. Ha pubblicato le raccolte “Vita e Morte” con la Nuovi Autori di Milano nel 1983, “Bagliori” con Antonio Giacomini di Udine nel 2000, “Poesie Ribelli” nel 2001 e “Intrecci” nel 2003, entrambe con la Multimage di Firenze. Una selezione di liriche tratte dalle quattro raccolte è stata tradotta in inglese da Jack Hirschman che ha curato anche la prefazione della raccolta “Intrecci” ed è uscita nel mese di gennaio del 2004 negli Stati Uniti con il titolo “Incandescences” edito da Marimbo di Berkeley. Nel 2001 ha presentato lo spettacolo teatrale “A Bagliori” tratto dall’omonimo libro. Ha costituito nel mese di febbraio del 2004 una associazione culturale dal nome “Vortici” con sede a Trieste e ha fondato la Rete degli Artisti per la Pace che ha promosso iniziative per la pace in Italia e all’estero.
Web site: http://www.edvinougolini.it/ita/index.php
A settant’anni dalla mortedi Garcia Lorca
In questi tempi di mortificazione culturale e morale, è bene ricordare un grande poeta e uomo: Federico Garcia Lorca. Uno dei maggiori poeti del ventesimo secolo, trucidato dagli sgherri di Franco, perché fermamente convinto che il popolo spagnolo non dovesse cadere sotto la tirannia del fascismo. Un uomo che ebbe dalla sua non soltanto la creatività del grande poeta ma anche il coraggio di lottare per una giusta causa.
In questi tempi, dove assistiamo alla mercificazione della cultura e dove fioriscono festival e convegni letterari e la cultura diventa un business, ricordiamo i poeti e i letterati che hanno vissuto non solo per la loro arte ma per il bene comune dell’umanità. Garcia Lorca faceva parte di questa categoria di uomini che pongono la propria onestà e il proprio intelletto al servizio del popolo e del suo benessere. Ma temo che queste mie parole suonano come un canto dimenticato e un richiamo gridato verso il nulla.
Edvino Ugolini
Ai portatori di pace
Portare la pace…
Dove c’è violenza non c’è pace
Siete strumenti incoscienti
Marionette nelle mani dei grandi burattinai
Portare la pace…
Dove c’è solo dolore
Rabbia, odio, risentimento
Il suolo grida
La terra trema
L’acqua rigurgita
Vite spezzate
Anni perduti
Città dilaniate
La pace non è vostra
La pace è del popolo libero!
Erodiade
Ancora alla ricerca
delle proprie ossa
sparse nel vento
milioni di bambini
senza patria.
Oltre i confini della storia
vagano fantasmi laceri
portando seco il ricordo
di un’infanzia
anzitempo perduta.
La notte dell’arbitrio
soffoca le urla ed i pianti
di tanti innocenti
finiti nella polvere del tempo.
Un po’ di misericordia
strappata qua e là
un invito rimasto inascoltato
un contributo per zittire la coscienza.
Mani alzate nel vento
a rapire carezze
a chiedere vita.
Messaggi respinti
segnali perduti
vite dimenticate.
Presente già futuro
anticipa le nostre colpe
e ci fa ricadere nel buio.
Mani
Ho visto mani tese verso il nulla
Mani stremate da inutili fatiche
Mani aggrappate ad un filo di speranza.
Nelle sudicie stive
ho visto mani distorte
in un ultimo abbraccio di vita.
Nei campi della vergogna
ho visto mani intrise di dolore
pugni schiacciati dall’odio.
Nelle celle stipate
Ho visto i miei compagni
LIBERTA’, GIUSTIZIA…parole perdute.
Ho visto mani piegate
ho visto mani piangere
stimmate di amara sofferenza.
Donne e guerra
Sotto le macerie
il lamento di un bambino nato
dalle bombe e dall’odio.
Dai Balcani a Baghdad
passando per i campi
della Palestina
un unico grido di donne
che piangono i loro figli
un filo di dolore
che congiunge
i destini di vite dimenticate
di frammenti di guerre
sepolte nell’oblio.
La guerra non è donna.
Il frutto che porta
in grembo aspetta
l’alito leggero
di una primavera di pace
che irradi gli angoli più oscuri
di questo nostro secolo.
La bomba
La ferocia di certi uomini
ha trasformato in tizzoni ardenti
fratelli e sorelle
il nulla che hanno creato
ripiomberà su di loro
e ritornerà il nulla delle loro
coscienze.
(Hiroshima, 6 agosto 1945)
La pace
Sentimento profondo
Che lega l’uomo all’uomo
Esperienza di scambio
La pace sorretta da mille bagliori
Di uomini e donne protesi verso l’infinito
La pace come consapevolezza
Di diritti condivisi e rispettati
La pace universale senza confini
Senza barriere politiche e religiose.
Potrà l’uomo rinunciare a versare sangue
E con la forza dello spirito
E della solidarietà
Suggellare finalmente un mondo di pace?
Eredità
Il fumo si leva dalle macerie
scheletri di esseri umani
si profilano dietro
la sconfitta dell'umanità.
Da adesso l'uomo
non può più fingere
il giudizio dei nostri figli
peserà come un macigno
sul nostro futuro.
Son de mar
Suoni di paesi lontani
portati dal vento
sulle nostre sponde
cuori disperati
in balia degli elementi
per finire con
le proprie speranze
in fondo al mare.
Srebrenica
La terra grida il suo dolore
le fosse riempite
da lamenti senza eco
la litania di discorsi vuoti
di attese e promesse
la vergogna non si cancella
la memoria sarà il vostro giudice.
1995-2005
Speranza
Il dolore del mondo
è troppo forte
a volte non lo sopporto
ma finché lo sento
so che qualcosa
potrà cambiare.
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