Da "L'unicorno " di Marina Torossi Tevini , Campanottoeditore,1997

 

"Omaggio a Eliot"

LA TERRA DESOLATA

Un tuono secco senza pioggia
             si infratta tra
         le rocce dei monti

Non si può fermarsi né pensare
acchiappati alla gola
     dalla sete

Ho udito la chiave girare
ognuno nella sua prigione

Da tempo tenuti a freno
   i veloci aironi
non conoscono
        che il passo cadenzato
              della strada di casa

Eppure non ci sono barriere
il futuro è libero e vuoto

Infinita la pianura laggiù
assetata di pioggia

Seduti sulla riva del mare
si gettavano sassi a piattino
si correva galoppando nel vento
l'acqua salsa spegneva la sete

Con quali pietre pietose
puntelleremo le nostre rovine
di pensieri, di edifici, di parole?

In questo frastuono
affogheremo

Oh almeno cessasse
questa pioggia
che non disseta la terra
ma ci fa spalancare le bocche
chiedendo un po'
di frescura
chiedendo qualche goccia
di nuovo
(non arido non vuoto non fasullo)
chiedendo che ancora

la parola
(qualche parola almeno)
vinca il tempo

si stampi nei solchi inariditi
della terra desolata
d'Occidente



GIOCHIAMO A SCACCHI?

All'ombra
               di queste onde irate
ritorni a rinfrescarti
sulla riva
Ecco le tue carte
non barare!
(Ma   mi dicono
che   in amore
     è inevitabile)

La fiamma della candela
         s'affievolisce
ma ancora luccica
uno spicchio di luna
       intermittente
Tralci di vite
circondano  i nostri corpi
             pagani

             - Giochiamo a scacchi?
- Veramente io volevo
che germogliasse il gelo
che il mare
    desse frutti
    dolci e freschi
che i tuoi occhi superassero
    monili e inganni...
Non giocheremo a scacchi
Da amici
passeggeremo lungo il fiume
                             Le finestre
il soffitto a lacunari
    l'orologio
Aria di chiuso
Riconosci la luce?
Gli arbusti si innalzano       nel cielo
carezzano con mani audaci        il sole
hanno sfondato     la porta
di questa stanza     chiusa
Non siamo nella terra desolata!
Non più abili giochi di parole
barocco compiaciuto
senza
Ah Eliot Eliot
perdona qualche fantasia
                 arrischiata
qualche utopia
         di donna
per vestire   di prati
la terra desolata
del ventesimo secolo
E percorrere nel vento nuove piste
                 dentro il cuore del mondo...

              - Giochiamo a scacchi?
- No, stasera passeggeremo
lungo il fiume   da buoni amici
vecchi buoni amici
e poi domani
forse
               esisteremo
       Domani
i cadaveri cominceranno a germogliare
          fiorirà il gelo
non avremo unghie     per graffiare
domani      forse
l'amore sarà fatto
ad altri patti




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