"Poesie " di Mariella Tafuto

 


CERTO, QUESTO VENTO

Certo, questo vento smetterà di soffiare
un giorno non lontano
ed io quel giorno ti avrò dimenticato

Riderò di me e di te, probabilmente
e dei sogni sognati
fradici come stuoie di cartone
schiuse
sul parabrezza delle nostre vite
e macerate
in un giorno di pioggia

"Suggestioni", li chiamerò così
perché tali saranno
e azionerò la leva del tergicristallo
distrattamente

Ma ora che urla e mugghia, e rantola
contro i vetri, ora che vìola
le mille fessure di questo metallico
telaio che è il mio corpo

mi tappo le orecchie e vorrei non avere
così tanti pertugi, tutti gli squarci
nel ventre e quel ricordo morbido
di labbra, e mille croste sopra le ferite

e tanta neve sul petto e tanto sangue
che mi pulsa dentro,
e i capelli tagliati e le mie maschere

e questa voce muta che mi squassa
e che vuole uscire e non c'è nessuno
che la possa udire



QUANTE COSE

Quante cose non sanno fare
queste mani

Non sanno stringere
non sanno afferrare

Non strizzano decise
lo straccio
che resta zuppo

intriso di sporcizia
e di amarezza

Non riducono distanze
non uniscono
queste tue mani.



PACE

Tutto il dolore e la rabbia
tutti gli stupri e i massacri
di tutte le guerre del mondo
scorrono come lave acide
sulla pelle offesa del pianeta.

Noi ci teniamo per mano
sul far della sera. Andiamo.
I nostri passi vi consegnano
un silenzioso, improbabile dono.



SQUILLAVANO

Squillavano tutti i cellulari dei morti, sul treno:
surreali melodie nel silenzio di mancate risposte.
Juan Ramon piangeva, tra le lamiere contorte,
il sangue versato,ed un fumo denso di domande.



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