IL NESSO
Ora sono stanco
Le parole mentono
Nude si coprono
Cercano il nesso
prima di coricarsi
A UNA AMICA
Non capisco perchè
Questo tuo sorriso
Mi buchi lo stomaco
E l'acidità si scioglie
Nella lontananza di uno sguardo
Che altrove cerca la vita
Scheggiata da attimi sbagliati
E quel lupo
(maledette zanne feritoie di antichi torri)
stenta a tornare il cucciolo
che sulla neve scaldava
l'amore di orme appena accennate...
Non capisco la confusione
Dell'animo trasfuso
In lisci capelli neri
Avvolgono il tuo pallore
Candido confetto
Da condividere al mattino
In mani che frugano
Stirano l'abbraccio del mondo
Non capisco l'intesa
Di occhi complici
Del non cedere
Al ricordo di come era
E come frega
Il gambero che a ritroso nei suoi passi
Cammina l'arte di una tela
Bianca e l'acquarello
Inizia il colore che non macchia
Capisco l'essenza di un corpo
Profuma le emozioni
I sentimenti liberano
Una rabbia urlata
Alla solitudine del vento
IL VUOTO DELLE ORE
Il vuoto delle ore
cinge il tempo perso
Spelacchiato se ne va
tra capelli canuti
L’allora mesce l’oggi
non senso di pause
balbettanti nei ritmi
asincroni pensieri
(vite morti odii amori)
nel calderone tronco
deposita la linfa
sotto giace il vero
chè le foglie cadono
chè la pioggia (ci) bagna
chè Noi percorriamo
la finzione del sopra
copre la superficie
( detriti della mente )
Stanchi guardiamo l’onda
Esausta approda
( congiunzione di lacrime)
bisbiglia la sua fine
il pescatore tace
( leva la mano rugosa)
ascolta il silenzio
(oltre quella linea la risposta)
il vuoto delle ore
sopraffatto dal mare
(un’altra vita più forte...)
cinge il tempo perso
Spelacchiato se ne va
tra capelli canuti
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