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Legame
Ho legato il cuore ai tuoi alberi,
così scheletrici,
che invano puntano pungoli di lebbra
da ogni parte,
alle nude
costruzioni delle timpe e dei calanchi
che rifiutano orme umane durante la pioggia,
alla muffa e alle lacrime delle case
che soffocano nel fumo di paglia
senza il soffio degli emigrati
non si sa dove
in nuvole di speranze randagie.
Salgo alla radice di fiumi
che dormono in letti
scavati e pietrosi alle mani
dal colore del giorno freddo, viola.
Nella grotta del convento, così in alto,
è prigioniero un piccolo nido d'acqua
che sul marmo abbandona
fasci di croci circolari estinguendosi.
Qui, a piangere si nascondono angeli
ribelli,
stanchi di chiudere in piccole celle di terra
frantumi di anime e bestemmie
nell'attesa lunga
di un nuovo diluvio.
Ho lasciato il cuore alle tue forme
così degradate.
A me rimane
niente più che il colore del sangue
e il gemito delle ali
spezzate,
l'affanno soffocante della fuga dopo l'esplosione.
Piume tra le spine
Per tanta parte,
altissime,
s'ergono siepi di spine
e, qui prigionieri,
sussulti di piume
sono i voli di allora
tra fiamme di orizzonti
e tra vortici
nati nelle ferite della terra.
Il tempo è invecchiato
senza avere un'idea migliore
dei minuti
fruscii che ancora giungono
dal buio delle caverne.
Come radici
represse.
Mi chiedo,
quando il vento precipita
masse
sbriciolandole nei canali,
quando occupa case
che cigolano sui vuoti
spazi,
quando violenta stracci
freddi di fame e di paura,
che fine facciano i petali
e perché rimangano quei
brividi di piume tra le spine.
Per antiche tristezze
e immense
solitudini
da promesse tradite,
da ponti che spezzano
la via dei fiumi
angeli dalle bianche piume compiono l'ultimo
volo.
Non so. Forse
la morte impazzisce
a raccogliere così tanto nelle sue lunghe
notti.
Una cometa
Abbiamo vissuto un destino
breve
di cometa
e il buio ha diviso le nostre orme.
Anche la terra
siede bendata
a nascondere occhi tristi.
Il tempo è passato
tra nenie in fuga,
tra cortine spinate e alte livree,
tra bandiere agitate
nelle arene e su pontili abbattuti.
Più non vivremo,
insieme,
neppure
un sogno di cometa,
di rinascere in un campo
come piccoli felici girasoli.
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