" Poesie " di Tina Rigione tratte da "Terra", Avellino, Percasosullapiazzetta ed.,2003

 



E mi rincontro a rimirare il viso tuo
scegliendo nello specchio
l'indomato spigolo.
Nel riflesso mi vedo così tua
senza patire nel desiderio del flèbile passato.
Màrtire di un bacio
assaporato mai
mi diletto, mentre
con riflessi ed ombre alla parete,
invento cuori immacolati in cui mi perdo
e rosee guance di cui non porto più
dorate spille.





Delirio


Una visione da una lacrima
descrive opachi e distorti ricami
Severe immagini
senza notti né tempi
Svelate immagini
senza giorni né dio
Una visione domina l'universo
...da una lacrima
Al centro di una cruna d'ago
come al centro di una cellula
Alla destra estrema di uno stanco padre
come vincoli di sangue infetto
Assetati insetti bevono nettare di sterco
e le gioie finiscono
laddove inizia l'infelicità suprema
dove giace immondo e ozioso
onnipresente l'odio umano
Disprezzo fatto uomo
dignità calpestata brulicante di rimorso
patti infranti e offese esatte
senza motivi né resto
Inchiostro bluastro percorre lieve il foglio
che si adorna presto di sincopate euforie
senza sapore
né odore
né tatto
Il sapore del seme?
solo il ricordo
di una notte trascorsa in un nido di serpi
L'odore del ventre?
Solo un cupo calore che non porta spavento
né dà calore
Non stupitevi voi che ascoltate queste indegne parole!
Non lasciatevi cadere alle spalle queste crude
verità senza sole!
Cambiatevi d'abito voi che urlate in modo
orrendo e peccaminoso!
Qualcuno vi osserva e presto finirà la gioiosità
del vostro tatto
...ma quando cercherete negli sguardi altrui
comprensione e devota ammirazione
troverete oro che si scolora al vento e piscio
color oro infrangersi
contro le vostre cosce
Allora sì, sarete degni di perpetua infelicità e,
più di prima,
soli!


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