|
Dissesti per il tramonto
Attorno alle tue gesta ho visto l'abaco
del predatore, la vanità nascosta,
l'ignara vittima.
Le vincite delle astuzie d'ego
possono imperi
ambizioni di zigomi sotto controllo
calvizie poi del varco
solo rimandato.
Il bambino sopra il mio soffitto
va sui pattini a mo' di terremoto
ignaro delle mie ore.
*****
Quando la giovinezza si accaparra di ogni voce
il mercato rionale non è superfluo
né le stimmate dei santi
fanno acqua.
Appena pagato l'etimo del vero
la giostra caduca è l'estro
del successo.
In meno di una natura involontaria
l'arenile delle barche pensionate
ha mansioni di legnate da arsione
senza alcuna passione
né cura di rispetto.
*****
Vertigine sparutella attimo di buio
l'io convulso figlio del plurale
naturale ingorgo di caligine.
Appena sotto l'arco finimondo
i falò dei fogli dei poeti
illuminanti le vedette.
Guarderemo l'andarcene
dentro il baule dell'ultimo brevetto.
Il giuoco in ustione
E' regredito il male quasi alla gioia
tra le gestioni anonime delle fungaie
per le ilarità dei vinti.
Indirizzi blasfemi sì ne conobbe
moltissimi breviari in zeppe di preghiere
a cottimo in ghirigori di gorghi
vendette le promesse
scalate di ieri nessun lascito.
La sede commerciale del divino
ha la viandanza domestica
del forno e del porno.
|