FIABA D'AGOSTO
mentre la notte
ardeva
sui fianchi della luna
la bambina strappata
ripiegò
tutte e quattro le stagioni
e le mise via
schiuse
il suo unico cancello
e s’allontanò nel buio
brillando a intermittenza
e poi si spense
NEL BUIO
Avrò una penna,
un foglio bianco
su cui scrivere addio
quando il mare si sarà ritirato
e il muschio ricoprirà la casa,
le nocche del vento
busseranno alla finestra;
avrò rami, ancòra, rami
su cui sbocciare dentro il buio?
EREDITA'
c'è stato un pianto interno
quando l’idea di me le gorgogliò
nel ventre e fu palpito vivo
un sussulto una ferita dentro
come un ago che si è infilato
tra la sua pelle ed il mio cuore
chissà, nella conta dei sogni,
quanta parte io ebbi e quanto
il buio le piegò le ginocchia
respirò aria di mare e di campagna,
amava i cunei di sole alati
a fender l’ombra dei boschi
mi regalò profumo verde fresco
il silenzio la consuetudine alla pena
la emme spezzata nel palmo della mano.
e questa goccia ch’è il mio cuore
una goccia di sangue raddensato
o, forse, antico pianto