"Fiaba d'agosto" di Myosotis, 2005




FIABA D'AGOSTO


mentre la notte
ardeva
sui fianchi della luna
la bambina strappata
ripiegò
tutte e quattro le stagioni
e le mise via

schiuse 
il suo unico cancello
e s’allontanò nel buio
brillando a intermittenza
e poi si spense



NEL BUIO


Avrò una penna,
un foglio bianco
su cui scrivere addio
quando il mare si sarà ritirato
e il muschio ricoprirà la casa,
le nocche del vento
busseranno alla finestra;
avrò rami, ancòra, rami
su cui sbocciare dentro il buio?



EREDITA'


c'è stato un pianto interno
quando l’idea di me le gorgogliò
nel ventre e fu palpito vivo

un sussulto una ferita dentro
come un ago che si è infilato
tra la sua pelle ed il mio cuore

chissà, nella conta dei sogni,
quanta parte io ebbi e quanto
il buio le piegò le ginocchia

respirò aria di mare e di campagna,
amava i cunei di sole alati 
a fender l’ombra dei boschi

mi regalò profumo verde fresco
il silenzio la consuetudine alla pena
la emme spezzata nel palmo della mano.

e questa goccia ch’è il mio cuore
una goccia di sangue raddensato

o, forse, antico pianto




©  Myosotis  2005
 

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