" Poesie " di Dacia Maraini tratte da " Se amando troppo", Milano, Rizzoli, 1998

 


Se viaggiassi come viaggio


se viaggiassi come viaggio
non me ne starei mai ferma
gli occhi sulla schiena
la bocca sulla nuca
quante paia di scarpe hai consumato
pellegrina dal naso sbucciato?






Occhio che non vede


occhio che non vede
dolore che tace
ma se l'occhio è volante
e sa come infilarsi
fra le pieghe di un pensiero amato
se l'occhio è un cavallo
che galoppa oltre gli oceani
se l'occhio vede perché costruisce
e costruisce sulla conoscenza
di un sapere che non sa ma indovina
è ancora sapere o è puro arbitrio
quel pensiero spinoso
che il cavallo avviluppa
e fa volare indietro
in un tempo senza dolori
dalle piccole uova di marzo
sospese in un eterno ritorno?





Se amando troppo


se amando troppo
si finisce
per non amare affatto
io dico che
l'amore è una amara finzione
quegli occhi a vela
che vanno e vanno
su onde di latte
cosa si nasconde mio dio
dietro quelle palpebre azzurre
un pensiero di fuga
un progetto di sfida
una decisione di possesso?
la nave dalle vele nere
gira ora verso occidente
corre su onde di inchiostro
fra ricci di vento
e gabbiani affamati
so già che su quel ponte
lascerò una scarpa, un dente
e buona parte di me





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