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Lucrezia Lerro
è nata nel 1977 ad Omignano (piccolo centro cilentano in provincia di Salerno). Si è diplomata al liceo Socio psico pedagogico di Vallo della Lucania. A soli diciassette anni parte con le sue valigie per andare a studiare Scienze della Formazione Primaria in quel di Firenze dove si laureerà dopo essere stata già inserita nell’antologia poetica uscita nel 2004 per la casa editrice Mondadori, Nuovissima poesia italiana, curata da Antonio Riccardi e Maurizio Cucchi. In seguito approderà nella città di Milano e nello stesso anno darà alla luce il suo primo vero romanzo in prosa: Certi giorni sono felice, Pequod editore, che riscuote un ampio consenso critico, suscitando l’interesse di celebri autori come ad esempio Alberto Bevilacqua che dedica parole d’elogio alla scrittrice cilentana. Sue poesie sono apparse su riviste nazionali e internazionali quali Nuovi argomenti della Mondadori, Palomar e Poesia (Crocetti editore). Attualmente – dopo aver lavorato per la Mondadori, collaborato per varie riviste della stessa casa editrice, ed essere stata assistente della psicoanalista Maria Rita Parsi -, collabora con il Centro Sperimentale di Cinematografia di cui il presidente è Francesco Alberoni. Finalista al premio Strega con il libro Certi giorni sono felice edito da
Pequod.
OPTICAL
1.
Non riesco a non pensare
Al tuo profilo orientale
Alla tua gioia per me, ma divisa
in versi cittadini.
Il tuo respiro è fermo nel bosco.
Vieni nel mio segreto
E ti coprirò di parole bianche.
2.
Nella stanza di pelle e polvere
resto sola con l’eco della tua voce.
Il nostro tempo è una bolla d’oro…
Cerco un rifugio, una terra solida.
Questa stanza è poco
Come l’inverno senza di te.
3.
Frugo tra le lenzuola,
apro l’armadio.
C’è la tua cravatta dorata
E sei ancora con me.
Questa stanza è tornata d’oro.
4.
Una notte di pioggia sei arrivato
Con un cesto di foglie e petali di rosa.
Hai coperto il mio corpo
E abbiamo giocato e dormito.
5.
Quest’ora d’inverno per noi è d’oro.
Ti ho guardato per millesimi
E ore, e ti ho desiderato.
Ora rivedo le stesse cose e sento
le tue mani che mi corrono sul cuore.
6.
È un posto lontano da qui,
la casa del nostro dare
la forma pura della nuvola.
7.
Alla finestra di casa mia
Si ferma il tuo nome.
Entra il tuo sorriso
E si ferma sulla mia bocca.
Poi sfiorandomi scompare.
8.
Nelle mie carte mi nascondo
Chiudo gli occhi e resto sola.
Un’ombra mi sfiora la schiena e d’oro
Improvvisamente ritorni
fino alle lacrime.
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