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STATO INNATURALE DELL'UNICORNO
Anzitutto presentami come uomo.
Nessun accenno a lauri superficiali
che i morti accumulano sui vivi.
Sono un uomo. Tagliami & sanguino.
Prima di eleganti edizioni numerate,
prima di pingui cuori di carciofo marinati
in salsa ricca & serviti con vini d'importazione,
prima di stravaganze & dell'Agnus Dei,
prima che le stelle nei tuoi occhi
indichino marchio di nascita o Stigma,
io sono un uomo. Mi sono battuto
in fogne di fango, ho rotto denti a un teschio ghignante
come la luna dietro le sbarre. Ho fatto di tutto
per farmi conoscere come sono. Nessun titolo.
Ho principi. Non parlerò
dello stato naturale dell'unicorno
in letteratura o autoanalisi.
Non ho diritti di nascita da provare,
nessuna decorazione, nessuna parola
d'ordine segreta, nessun giglio.
Le mie iniziali non sono su un ferro da marchio.
Sto qui in piedi, scarpe
sporche & jeans stinti, a sudare
il mio sudore d'uomo. Nella mia pelle,
amandoti, sono questo spazio
in cui il mio corpo crede.
NON SI SA MAI
Ballò con l'erba alta
per un momento, come dondolasse
con una donna. Le canne dei nostri fucili
si accesero incandescenti.
Quando arrivai da lui,
un alone blu
di mosche l'aveva già reclamato.
Tirai via la foto sbriciolata
dalle sue dita.
Non c'è altro modo
per dirlo : m'innamorai.
La mattina si schiarì di nuovo,
solo un mortaio lontano
& elicotteri in decollo da qualche parte.
Gli misi il portafogli in tasca
& lo girai, così non sarebbe rimasto
a baciare la terra.
TU DO STREET
La musica divide la sera.
Chiudo gli occhi & vedo
uomini tracciare linee nella polvere.
L'America si fa largo nella membrana
di nebbia & fumo, & io sono di nuovo
bambino a Bogalusa. Insegne
Solo Bianchi & Hank Snow. Ma stanotte
entro in un luogo dove le ragazze dei bar
svaniscono come uccelli tropicali. Quando
ordino una birra, la mama-san
dietro il banco fa finta di
non capire, e con gli occhi
sfiora ogni volto bianco, mentre Hank Williams
grida dal jukebox psichedelico.
Abbiamo fatto la parte di Giuda dove
solo il fuoco della mitraglia
ci unisce. Per la strada
soldati neri non si muovono dal loro posto.
Un cartello di divieto d'accesso mi attrae
più addentro nei vicoli mentre cerco
tenerezza dietro queste voci
ferite dalla bellezza & dalla guerra.
Prima, nella boscaglia di Dak To
& Khe Sanh, abbiamo combattuto
i fratelli di queste donne
che ora corriamo a stringere nelle braccia.
C'è più di una nazione
dentro di noi mentre soldati neri
& bianchi toccano le stesse amanti
a distanza di minuti, assaporando
il respiro l'uno dell'altro,
senza sapere che queste stanze
entrano l'una nell'altra come tunnel
che portano nell'oltremondo.
Traduzione di Antonella Francini
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