|
Il filo invisibile
Ti tenderei la mano,
spazzando via ogni singolo atomo
della distanza ignota che ti separa,
assicurando alla lunghezza
di un filo invisibile
un sicuro appiglio per la mia vita,
ora ingombrante fardello,
che trascino a stento
su per il crinale di questa ripida salita.
Ma non vedo scampo
all'irrequieta forbice sanguinaria,
che seguita ad affilare i nostri destini,
ormai assicurati
alle trame intricate di un’avversa fortuna.
Al termine della vita
Ho smarrito il senso di ogni cosa,
sfollato nel vano tentativo
di modularne il canto.
E tu con lui.
Ti ho cercato nel giorno che nasce,
nel pianto che langue,
nel buio che assale...
non c'eri.
Sei terminato, come termina la vita,
nell'atto stesso di palesarti nella mia.
Ora sei un girovago pulviscolo
di luce che s'infrange
sullo specchio del sole
hai smesso di terminare.
Ed io con te.
Nostalgia
Dal greve odore dei giorni,
aspiro la stabile essenza degli anni.
Enumero del tempo perduto la quantità di istanti
che si staglia impietosa sul precipizio dei ricordi.
E quel familiare senso di malinconica nostalgia
torna ad affiorare prepotente
dal rovinoso terreno dei rimpianti.
Muto s’innalza il respiro della sera
a scansare il manto serafico delle ore,
quando incombe lo sfarzo cromatico del giorno,
che impotente si appresta a perire.
Allora eri tu a saziare di vita ogni istante,
a spargere la dolce fragranza dei giorni,
a colmare di luce l’oscura essenza degli anni.
Tu che, prosciolto da ogni umana contingenza,
donavi alle cose la brama di un eterno possesso..
|