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NOTTE ARLECCHINA
E' l'ora in cui il chiaror vanisce
il mare borbotta nel buio
l'ombre di due innamorati di spalle si abbracciano laggiù in fondo
Mille pali di mille colori
come le croci di Washington si addormentano dritti
le bandieruole dei bagni si muovono fiacche
Un timido lampo par stringermi l'occhio
le luci rade del porto lampeggiano tra le cabine verniciate di fresco.
Il muto paesaggio arlecchino si annebbia ormai
con i suoi infiniti tendoni a righe.
E' notte.
Un pipistrello battendo i vanni si tuffa e si rituffa nell'aura umida
Nessun suono, nessun romore
Il mare solo schiaffeggia dolce la riva
borbottando.
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