" Mattia " di Ennio Cavalli da " Po e Sia", Firenze, Sansoni Editore, 1991

 


Mattia

1

Si fece bella la gioventù,

il polline volò con le sue ali.

Per la festa dell'ultimo nato,

rose, farina e polvere:

ciambelle grandi una bocca

di forno,

quella danza all'aperto

che rende cavalieri i contadini.



Il fiore più rosso finì,

allarmata esclamazione, sul petto della ragazza

a margine della scena,

troppo giovane per non impaurirsi.


2

Benvenuto, parente del grillo

e dell'ippocastano,

anello mancante,

attesa fioritura.



Figlio mio e dell'ossigeno,

preso per i capelli dal colore previsto,

fluido amalgama

tra le molle della continua nascita.



Sei l'inspiegabile bimbo

di prima del diluvio,

fosti già in testa

e dietro l'ombelico

di altre madri,

visiterai grattacieli e cantine

di un mondo che non c'era.


3

Sei nato al giallo dei limoni

e della trottola

al rosso esclamativo che insanguina

l'albero di ciliegie

al verde ventre delle stagioni.



Sei nato da pomodori spezie

bistecchine

da nove liquide lune.

Congedato dal primo alibi,

metà del tuo doppio,

ugualmente irripetibile,

cruna per il cammello d'ogni ora.



Fra senso e direzione

sceglierai la via comune,

strada di ortiche

e gambe per schivarle,

strada di fragole

e occhi per mangiarle.





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