GENESI DEL RIFLESSO
Era calante e china come dovesse vomitare
le posavo uno sguardo alla schiena
per conforto e la fronte, tranquillizzata, era mezza buia
e s’appoggiava sul dorso del mio piede
ansimante
Resterò con un vuoto di maschera attorno agli occhi
che ringraziava e soffriva e vedeva
ed un po’ s’increspava di imbarazzo lieve
per quel gesto di un’ubriaca stanca e rassegnata.
Che sapevamo e speravamo le stesse cose, là
e ce le leggevamo in faccia
e restava solo da piangere
e restava da vomitare
E soprattutto questo McDonald come un’eucarestia indigesta
che fa di bolle in pancia e me lo troverò poi
dentro allo sperma un giorno, su pance da scordare in fretta.
I crateri
son bollicine
ed uno di questi è la mia
che aspetta
di dividersi
uscendo, l’universo.
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