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VAGHI
Bianco vaghi senza confine
Gli occhi caduti
La testa pesa e ti porta nel vagare
E ti porti piano a un muro
E poi al lavabo e poi al letto
Tutto sul piede destro e dopo sul sinistro
E vaghi senza confine le ossa fredde
Sotto la pelle di febbre
E vaghi aggrappato alla saliva che fila via…
Vaghi nel sonno e tutto odora del tuo vagare
VAPORE
Ti aspetto alla finestra
faccio vapore con la bocca al vetro
S'appanna il fuori…
Ed anche il dentro…
Sì t'aspetto, t'aspetto
Con le gambe dritte in un fascio di legno
Sento dura la volontà come il femore
Tesa la colonna come l'ardire di un desiderio
che non si placa
che non si placca.
Il vetro s'è stinto, torna chiaro fuori
e l'erba mi segna il tragitto
e vorrei che fossi tu a riempire il punto più lontano
e invece non ci sei
tu col tuo corpo a segnarmi il punto di fuga.
Vorrei toccare quel naso strano che hai
e baciare le occhiaie
che so cerchiarti l'orbita.
Sei un tragitto segnato tra i cipressi
sei il nemico della lotta d'amore che vorrei…
Non aver paura, non ti amo
Io t'aspetto solamente.
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