Da " Libertà cercando e amore " di Nazìh Abu Afash , Piero Manni Editore, 1997.

 


Un posto adatto

Mi chiese il boia:
dove vuoi che ti tagli la testa?
Risposi: non so.
Suvvia, cerchiamo un posto adatto.
Girammo per le strade,
entrammo nei caffè,
ci intrufolammo nelle baracche dei comandanti gli eserciti,
bussammo alle porte di conoscenti.
Cercammo nelle piazze, nei libri, nelle foci dei fiumi...
ma non trovammo un luogo adatto per uccidere un uomo!!
Al mio compagno non restò
che uccidermi in mezzo alla strada.
Per questo... oggi son triste.




Buon giorno


Che Dio mi guardi,
non voglio dirti: addio,
poiché questo significherebbe che ogni cosa è ormai trascorsa.
I passeri, la musica, e le semplici passeggiate serotine nei quartieri vicini,
il brodo caldo sul piccolo desco,
le effimere sigarette di cui non si può fare a meno,
la gioia per le prime parole del fanciullo.
Tu,
gli amici che visiteremo,
i regali promessici... e che senz'altro verranno.
La pioggia, l'erba, i libri,
e tutte le cose... tutte le cose.
... Dio mi guardi,
non voglio dirti addio
ma solo... sorriderò e ti dirò:
felice sia il tuo mattino.





O Omar


E bene che tu sappia, Omar
che io non sono un angelo
che può andar da Dio di notte
a scongiurarlo di aumentar la quantità d'ossigeno nella piccola stanza.
Ed è bene che tu sappia, Omar
che io non sono Dio
da poter dire: questo è tuo...
e spogliar gli abitanti del quartiere delle coperte.
E non sono il nostro vicino
da poterti dare:
un letto per dormire
una bicicletta per giocare
e un padre senza difetti che non batte la testa contro il muro quando piange di dolore.
Ed è bene che tu sappia, Omar
che i cuori puri verso cui ti induco
si son già sporcati
ad opera dell'odio e della povertà... e della freddezza dei nervi del mondo. E sappi anche... e anche... e anche
che io, anche se non sono quell'angelo,
e anche se non ho avuto lo scettro di Dio
la cui immagine hai visto nel libro di scuola,
e anche se la condizione in cui ci troviamo ora
non è quella che dovrebbe essere...
questo non significa
non significa assolutamente
che rinunciamo all'onorabilità del piccolo cuore
e che diciamo al mondo:
spianaci la strada
noi veniamo per scendere a patti.





Omar è il figlio del poeta. (N.d.tr.)


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