| "Delle idee fulminanti" di Sandro Tonini, 2003 |
Dopo quanto d'illuminante letto in proposito dello "straziante senso del pudore" descritto da parte la deliziosa signora, o signorina, Nicoletta Cursi, mi corre pertanto adesso il doveroso obbligo - per continuare sulla Sua traccia - di contribuire a questa sua interessantissima disamina esistenziale in chiave scatologica, intendendo con ciò sfatare inoltre una leggenda: che le idee migliori, cioè, vengano per avervi studiato sopra una vita, inoltre avva-lendosi di tutta quanta una imponente squadra di strabilianti collaboratori che, probabilmente, per risultare à la page, si definirebbe oggi brain storm (tempesta, fortunale, uragano addirittura, di cervelli!). Ho scoperto, infatti, molto più prosaicamente, come tutto questo non sia affatto vero, e che in realtà le idee migliori - sebbene molto stranamente - ci vengano al contrario in mente allorché, al mattino, si stia seduti sopra il water. E se si faccia in tempo a ricordarcele, queste eccezionali idee - e magari prenderne anche un appunto veloce - allora bene; diversamente non rimane che sperare nel giorno dopo. E anche, sapete, amici miei carissimi, non c'è niente da fare! Passato quel momento fatidico, e talora magico - peraltro brevissimo - in cui tutto vagamente assuma i contorni solidi del significato più diretto del nostro essere, e si confonda, e ci confonda, stordisca, tra luce ed ombra, vita e morte, in una sorta di momiento de la verdad che ricomprima il tutto ad un'equazione di esistenza che ci appaia per un attimo quasi comprensibile, passato quel momento, dicevo, fine del palo invece. So di gente gente, anzi, che giudiziosamente si munisca di penna (oltre di carta, questo è scontato) e si diriga con passo veloce e nervoso al bagno, im-paziente e speranzosa di sciogliere in un attimo (almeno così spera) tutta quanta una serie di ponderosi problemi esistenziali tramite una risoluzione improvvisa che di lì a poco si attenda fiduciosa. I più attrezzati si portan dietro anche un minuscolo registratore, sul quale imprimere quelle strepitose idee che, appunto - sebbene nessuno sappia spiegarne il perché - capiti curiosamente di avere in certe particolarissime situazioni quali questa. In seguito, riascoltato il nastro magnetico (all'occorrenza magari opportunamente depurato da altri non propriamente pertinenti sottofondi), si potrà svilupparci sopra il vero, grande, entusiasmante progetto su cui poter lavorare. Ah, ma vi dico, amici miei carissimi, che i più importanti e significativi discorsi che gli uomini più potenti al mondo pronuncino, non avvengano nella realtà in Parlamento oppure in seno a poderosi consigli di amministrazione. Sul water avvengono, invece. E oltre tutto - sebbene alcuno mai (almeno che io sappia) abbia avuto la ventura d'ascoltarli dal vivo - questi discorsi tenuti stando seduti sopra il water sono proprio quelli veri: i pensieri autentici, le teorie originali, purissime, quelle che talvolta - con buona approssimazione di giudizio - abbiano contribuito a imprimere una svolta addirittura decisiva ai destini dei popoli, della terra intera! Gli altri, di discorsi - quelli che in seguito verranno tenuti in Parlamento, in Senato, alla Camera dei Lords, al Congresso, in Vaticano addirittura - datemi retta, amici miei diletti - non sono altro che una debole soluzione di questi primi fatti al mattino presto sul water: affascinanti invece, poderosi, veementi, geniali! E se - per assurdo, naturalmente (ci mancherebbe altro!) - vi aveste invece assistito, riascoltandoli ora quindi, rimaneggiati e confusi tra lo scroscio entusiastico e irrefrenabile di applausi da parte dell'intera Assemblea degli Stati Generali, non potreste tuttavia che aver fatta una espressione alquanto delusa. Immagino la scena. Il Deputato ha appena ora concluso il proprio intervento alla Camera, e tutti allora giù a batter le mani, alzandosi in piedi (standing ovation, in inglese), a darsi forti, virili pacche sulle spalle, prodursi armoniosamente in una ola sudamericana, maggioranza e opposizione, abbracciandosi e baciandosi con le lacrime agli occhi, improvvisando magari una specie di allegra tarantella sugli austeri banchi. Un successone, vi dico! E voi invece lì, con una faccia mezza malmostosa. - Ma…Onorevole! - vi fa un accigliato Guardasigilli, che oltre a guardare i sigilli evidentemente stesse guardando in quel momento anche voi - Lei mi appare deluso! Forse non le è piaciuto il magistrale discorso del collega!? - - Mah! - fate voi, stringendovi nelle spalle. - Che debbo dire? Per essermi piaciuto m'è piaciuto - ammettete, tuttavia con espressione non troppo convinta. - Non si direbbe! Eppure, come vede, ha entusiasmato tutti quanti! Non s'era mai vista una cosa del genere! C'è qualche appunto che intenda fare, forse? - No-no, per carità, un bel discorsetto, anzi - - Un discorsetto? Ma se comunisti e fascisti si abbracciavano piangendo come vitelli! - - Si-si, ho visto, ho visto. Certo…però… - Però che cosa? Dica! Avanti!Non mi tenga sulle spine! - - Però - dite voi, accompagnando il tutto con un largo gesto della mano che ruoti nell'aria - se l'avesse sentito stamani sul water! Caro collega: tutta un'altra cosa! - - Ma che sta dicendo? E' impazzito, per caso? - - Eh, già! E adesso stia a vedere che sono impazzito, vedrà! Le dico io, caro collega, che seduto sul water quell'uomo lì si trasforma! Qui dentro, mi scusi sa, non se ne abbia a male, ma è soltanto l'ombra di se stesso. Anzi, penso seriamente che si dovrebbe mettere allo studio un disegno di legge che gli consentisse di tenere i suoi discorsi in Parlamento direttamente sul water. Potremmo piazzarlo lì, nell'emiciclo, un bel water. In fondo, pensandoci meglio, non darebbe nemmeno fastidio e le garantisco che inoltre ci guadagnerebbero tutti quanti, all'occorrenza - La fine di questa storia non la racconto nemmeno, tanto l'avrete già capita da soli, e come abbia reagito il Guardasigilli ve lo potrete pertanto immaginare. Quel che voglio dire, comunque, è che questo sia spesso sul serio l'iter di molte delle fatidiche orazioni, gl'indimenticabili discorsi che, prima di essere consegnati addirittura alla storia, si siano però solidamente materializzati (sebbene talvolta non proprio così solidamente) dentro l'umile, muto, onesto water di casa. E di qualsiasi casa inoltre, di uno qualunque come dell'altra, di uno che di casa ne abitasse una bianca, e stesse magari a Washington, o di quella dello stesso Guardasigilli. E a proposito di Guardasigilli. Chissà diavolo voglia mai dire Guardasigilli? Probabilmente, immagino, uno che guardasse sigilli dalla mattina alla sera. E devono inoltre essere parecchio importanti - questi sigilli - perché uno addirittura lo paghino così bene solo per guardarli. Una specie di guardia giurata, immagino sarà. Mah! Vattelappesca!. Io conoscevo finora il guardaroba, il guardacoste, il guardaboschi, il guardamacchine, il guardaspalle - conoscevo anche guarda che luna e guarda 'o mare quant'èbbelle, che però eran canzonette - ma il Guardasigilli veramente no. E mentre per tutti quanti gli altri lavoratori di questo importantissimo settore dell'osservazione tramite gli occhi risulti intuitivo ciò che debban guardare, intorno al Guardasigilli c'è invece appunto un mistero. Capirai! Vedete un tizio fermo sopra una barchetta, in mezzo al mare, che guardi verso terra, non glielo state nemmeno a chiedere, che lavoro faccia. E' chiaro che sarà un guardacoste. Perché se fosse voltato dall'altra parte allora sarebbe un guardaonde, un guardanavi, o forse un guardaorizzonte anche, perché no?. Ma se guardi verso terra, signori miei, allora è di sicuro un guardacoste, state tranquilli! E chissà diavolo come inoltre si arrivi, da parte di una persona apparentemente normale, a desiderare di voler fare il Guardasigilli? Per tutti gli altri, in fondo, io lo capisco. A questo qui gli piaceva la montagna fin da piccolo: da grande desidera fare il guardaboschi. A quest'altro di qua gli piaceva invece il mare: bene, fa il guardacoste. A quell'altro ancora gli piaceva la roba degli altri: fa il guardarobiere, oppure, volendo, anche il ladro. Ma il Guardasigilli? Oh dove li avrà visti mai da bambino, questi sigilli - mi domando - per innamorarsene al punto di desiderare di guardarli in continuazione una volta cresciuto? Io - di sigilli - a dire il vero, non mi ricordo di averne visto uno in vita mia. Non so nemmeno come sian fatti, confesso anzi. Ma forse li ho visti, invece, e non me ne sono accorto. Perché magari va a finire che è sempre la solita storia: che in ultimo, cioè, questi sigilli non esistano nemmeno, oppure, anche, che siano alla fine dei sigilli talmente normali che potrebbe guardarli chiunque, e magari anche per molti meno soldi. Non faccio per dire, ma conosco gente che se tanto tanto gli diceste di guardarvi un sigillo, di non perderlo d'occhio nemmeno un minuto, per due milioni al mese vi guarderebbe tutti i sigilli che vi pare. Quelli vostri e quelli dei vostri amici. In ogni caso transwaal - come diceva un mio amico che credeva di citare in latino - riguardo al mistero dei discorsi sul water, chissà quale spiegazione potrebbe fornire la scienza in proposito? E se mai vi sia, inoltre, una spiegazione per un fenomeno tanto straordinario! Pensate! Intanto che qualcosa di assolutamente materiale abbandoni il nostro corpo, un'altra, al contempo, per un imperscrutabile disegno - forse divino - subito ne prenda il posto: nella mente, stavolta!. E trattandosi per giunta, come ho detto, di cose del tutto incompatibili tra loro: questa prima solida, ponderosa, tangibile. L'altra invece eterea, impalpabile, evanescente. Intanto che si abbandoni al proprio triste e indecoroso destino una parte di noi stessi (nemmeno troppo vagheggiata oltretutto), per contro ci viene in testa d'andare a scoprire l'America! Ci attardiamo svogliatamente per una mezz'oretta sul water: si scrive la Divina Commedia! Non si riesce a liberarci d'un bel nulla: ci viene in capo di dichiarar guerra alla Polonia! Mah! Nessuno ha mai saputo spiegarne il perché! Tuttavia, molto spesso è così. E se non credete a me, domandatelo pure al Presidente degli Stati Uniti. Inoltre, per indagine accertata di una delle tante società di rilevamento dati che oggi si occupino di tutto - quindi evidentemente anche di questo tipo d'inchieste - mi è stato riferito come gli stitici siano tra le persone meno produttive di idee, oltre che meno produttive anche di altre cose, beninteso. Del resto, in Toscana, quando qualcuno si incaponisse a non voler capire, a non lasciarsi illuminare dalla luce, dopo avergli detto di tutto per convincerlo, infine gli si dice che è uno stitico. Ci sarà pure un motivo, pertanto. Ma sento adesso che è venuto il momento di lasciarci, amici miei carissimi, poiché avverto dentro me come una forza irrefrenabile che mi sospinga verso quel luogo delle idee tanto vagheggiato nell'immaginario comune delle culture e dei Popoli, dove andrò a raccogliere (alla svelta, anche) ogni mia spinta interiore, sperando di scaturire un'idea augurabilmente grande, che possa infine restituire un senso almeno a questa mia giornata. © Sandro Tonini - 2003 |