"Harry Potter e la pietra filosofale" di J.K. Rowling, Salani, 1998

 

"Che cosa sono, io?" chiese Harry senza fiato.
"Un mago, chiaro?" disse Hagrid tornando a sedersi sul divano che gemette e si affossò ancora di più. "Anzi, un mago coi fiocchi, direi, una volta che avrai studiato un ppochetto. Con un papà e una mamma come i tuoi, che cos'altro poteva venir futoi? Penso proprio che è venuto il momento di leggere quella lettera."
Harry allungò la mano per prendere finalmente la busta gialla scritta con l'inchiostro verde smeraldo, indirizzata al Signor H.Potter, Piano terra, Catapecchia sullo scoglio, Mare.
Tirò fuori la lettera e lesse:
SCUOLA DI MAGIA E STREGONERIA DI HOGWARTS
Direttore: Albus Silente
(Ordine di Merlino, Prima Classe, Grande Esorcista, Stregone Capo, Supremo Pezzo Grosso, Confed.Internaz. dei Maghi)

Caro signor Potter,
siamo lieti di informarLa che Lei ha diritto a frequentare la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts. Qui accluso troverà l'elenco di tutti i libri e delle attrezzature necessarie.
I corsi avranno inizio il primo settembre. Restiamo in attesa della Sua risposta via gufo entro e non oltre il 31 luglio p.v.

Con ossequi,
Minerva McGranitt
Vicedirettrice

Harry sentì una ridda di domande che gli esplodeva nella testa come un fuoco d'artificio, ma non riusciva a decidere da quale cominciare. Dopo alcuni minuti balbettò: "Che cosa significa che aspettano il mio gufo?"
"Per mille fulmini!L'avevo dimenticato" disse Hagrid battendosi una mano sulla fronte così forte che avrebbe mandato a zampe all'aria un cavallo da tiro, e dall'ennesima tasca interna del pastrano estrasse un gufo - un gufo in carne e ossa, con le penne tutte arruffate - una lunga penna d'oca e un rotolo di pergamena. Con la lingua tra i denti per lo sforzo, buttò giù un biglietto che Harry riuscì a leggere all'incontrario:

Caro Professor Silente,
ho consegnato la lettera a Harry. Domani lo accompagno a comprare quello che serve.
Qui il tempo è orribile. Spero che Lei stia bene.
Hagrid

Poi arrotolò la pergamena, la porse al gufo che l'afferrò col becco e, direttosi verso la porta, lanciò il volatile nella bufera. Quindi tornò indietro e si sedette come se tutta quella faccenda fosse la cosa più naturale del mondo.
Harry, rendendosi conto che la bocca gli pendeva aperta per lo stupore, si affrettò a richiuderla.
"Dove eravamo arrivati?" riprese Hagrid, ma in quello stesso momento zio Vernon, ancora terreo in volto ma con espressione molto arrabbiata, si avvicinò al fuoco.
"Non ci andrà" disse.
Hagrid grugnì.
"Vorrei proprio vedere un Babbano della tua specie che ferma Harry" disse.
"Un che cosa?" chiese Harry tutto interessato.
"Un Babbano" disse Hagrid "è così che chiamiamo le persone senza poteri magici, come loro. Ed è una grande sfortuna che tu sei cresciuto nella famiglia dei Babbani peggio che ho mai visto."
"Quando lo abbiamo preso, abbiamo giurato di farla finita con tutte queste stupidaggini" disse zio Vernon, "che gliel'avremmo fatta passare, con le buone o con le cattive. Magia! Figuriamoci!"
"Lo sapevate?" esclamò Harry. "Voi sapevate che io sono un mago?"
"Sapevamo"" strillò zia Petunia. "Certo che sapevamo! Come avresti potuto sfuggire a questa dannazione, visto che tipo era mia sorella? Ricevette una lettera proprio come la tua e sparì, inghiottita in quella...in quella scuola...e ogni volta che tornava a casa per le vacanze, aveva le tasche piene di uova di ranocchia, e trasformava le tazze da té in topi. Io ero l'unica che capisse quel che era: un'anormale! Ma per mio padre e mia madre, no! Loro...Lily di qua, Lily di là! Erano tutti fieri di avere una strega in famiglia!"
Si interruppe per riprendere fiato e poi ricominciò a sbraitare. Sembrava che avesse atteso per anni il momento di sputar fuori tutto.
"Poi a scuola conobbe quel Potter. Scapparono insieme, si sposarono e nascesti tu, e naturalmente sapevo benissimo che tu saresti stato identico a loro, altrettanto strampalato, altrettanto...anormale...e poi, se permetti, hanno avuto la bella idea di saltare in aria, ed ecco che tu ci sei piombato tra capo e collo!"
Harry era sbiancato in volto. Non appena ebbe ritrovato la voce disse: "Saltati in aria? Mi avete detto che erano morti in un incidente d'auto".
"INCIDENTE D'AUTO?" tuonò Hagrid saltando su così infuriato che i Dursley corsero a rintanarsi nel loro cantone."Come avrebbero potuto Lily e James Potter rimanere uccisi in un incidente d'auto? E' un affronto! Ed è scandaloso che Harry Potter ignori la propria storia, quando non c'è moccioso nel nostro mondo che non conosca il suo nome!"
"Ma perché? Che cosa è successo?" chiese Harry impaziente.
L'ira svanì dal viso di Hagrid. D'un tratto parve ansioso.
"Questo non me lo aspettavo prorpio" disse con voce bassa e preoccupata. "Quando Silente mi ha detto che potevo avere qualche difficoltà a portarti via, non avevo idea di quanto tu sapevi. Oh, Harry, non so se sono la persona giusta per dirtelo...ma qualcuno deve pure: non puoi andare a Hogwarts senza sapere".
Lanciò un'occhiataccia ai Dursely.
"Bè, è meglio che sai quel che posso dirti io....Bada però che non posso raccontarti tutto, perché è un gran mistero, grande assai".
Si sedette, fissò per alcuni istanti il fuoco e poi disse: "Credo che tutto ha avuto inizio con...con una persona di nome...Ma è incredibile che tu non sai come si chiama: tutti, nel nostro mondo, lo sanno..."
"Chi?"
"Bè., preferisco non nominarlo, se posso. Tutti preferiscono, tutti".
"E perché?"
"Per tutti i gargoyle, Harry, la gente è ancora terrorizzata. Oh, povero me, quant'è difficile! Vedi, c'era questo mago che poi ha....ha preso la via del male. Tutto il male che riesci a immaginare. Il peggio. Il peggio del peggio. Il suo nome era..."


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