| "Giulia ha smesso di camminare" di Valentina Patechi, 2004 |
Giulia ha smesso di camminare. Si è fermata davanti ad uno specchio perché qualcosa aveva attirato la sua attenzione. Un piccolo barlume di luce colto con la coda dell'occhio, e qualcosa le ha detto: "Fermati Giulia", e lei si è fermata. Si è avvicinata allo specchio un po' timorosa un po' curiosa. Non sapeva cosa avrebbe visto con certezza, ma credeva di intuirlo. Un passo alla volta, un piede dopo l'altro, era sempre più vicina e piano piano la sua immagine cominciava a comparire nello specchio. Quando fu completamente riflessa vide ciò che si aspettava : se stessa, sola. Non c'era la gente che le brulicava intorno, non c'erano luci ed ombre, non c'era niente: era sola. Non le piacque. Appariva brutta e triste e tutto quello che la sua immagine rifletteva era infelicità. Mentre si guardava le lacrime le rigarono il volto. Piangeva perché capiva che non erano gli altri a non vederla, era lei che si nascondeva. Non erano gli altri che la urtavano incuranti per la strada, era lei che non si spostava. Tutta la rabbia che aveva dentro dipendeva solo da lei, e solo lei poteva eliminarla. Allora si staccò dallo specchio. Andò in cerca di una piazza, la più grande che ci fosse nella sua città e si sedette su una panchina a guardare la gente. Guardò uomini in giacca e cravatta andare a lavorare, bimbi che andavano a scuola, coppie che si baciavano, altre che litigavano. Guardò tutta la vita che le passava intorno e sentì che era il momento di iniziare a farne parte, nel bene e nel male, perché ci sono persone che non hanno la possibilità di vivere, e noi dobbiamo vivere ogni giorno, al massimo, perché potrebbe essere l'ultimo. Forse, chi non ha la possibilità tornare a casa da qualcuno la sera, di svegliarsi la domenica mattina ed essere felice di poter rimanere ancora a letto, chi vive pregando Dio di concedergli ancora un giorno, forse tutte queste persone farebbero volentieri a cambio con i nostri guai, e allora noi dobbiamo considerarci fortunati perché i guai che abbiamo comunque ci fanno vivere. Giulia vide tutto questo in quello specchio, e adesso Giulia non cammina più invano, senza meta. I suoi passi sono sicuri, il suo viso è luminoso, il tempo ha assunto forma e colori, e Giulia ha reso i suoi giorni pieni di significati. Giulia non cammina più da sola. © Valentina Patechi |