"Giulia cammina da sola" di Valentina Patechi
Giulia cammina da sola.
Da sempre. Per strada, sotto il sole con il riverbero che le ferisce gli occhi, o con la pioggia che le cola addosso strappandole frammenti di pelle che si sciolgono sull’ asfalto.
Giulia pensa che se la pioggia potesse lavare via anche l'anima, potrebbe camminare cercando l'acqua che cade dal cielo, ed il suo andare avrebbe un senso. Ma non c'è niente che dissolva l'anima e quanto essa racchiude.
Giulia, mentre cammina, guarda le persone che le passano accanto e si chiede se anche loro ascoltano la voce che parla da dentro, e prova invidia per quelli che invece l'anima non l'ascoltano mai: vivono felici, perché tutto scivola loro addosso come la pioggia che bagna la pelle di Giulia; loro non si fanno toccare, colpire, dilaniare. Non camminano invano: sanno sempre dove andare.
Giulia non sa dove andare, ma continua a camminare, senza sosta, un passo dopo l'altro, una strada dopo l'altra, e ascolta la sua anima parlare; e soffre, e ride, spera e si dispera e si perde in un labirinto di sentimenti che oscillano come un pendolo lunghissimo.
Cerca una strada per una meta, una qualsiasi, ma la sua anima le sussurra che lei non ha una strada, perché non sa dove vuole andare.
Ma Giulia continua a camminare, da sola.


©  Valentina Patechi - 2002
 


 

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