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Si rotolò all'improvviso nelle scarpe, indirizzando lo sguardo in un'altra direzione, e con quei barconi ai piedi uscì da casa senza salutare nessuno, non se la sentiva.
Erano giorni ormai che navigava la vita in quel modo. Giorni di ore naufraghe, passate a svicolare chiunque, anche gli sconosciuti, che, solo con la loro presenza, potevano riesumare un passato in quel momento ancora così lacerante.
Il suo olfatto non si sbagliava, la sentiva nell'aria con quell’odore dolciastro.
Si trascinò sulla spiaggia, certo che là avrebbe trovato almeno un cane, sbandato come lui, in cerca di un ramo secco arrivato da chissà dove.
E solo, come un bastardo rinnegato, vagava sulla battigia, cercando di indovinare fin dove l'onda sarebbe arrivata e se quella successiva gli avrebbe inzuppato i piedi.
Un tempo, quel gioco gli procurava la gioia della sfida; ora, era un modo per occupare la mente che continuava a rollargli nelle scarpe.
Lei, all'inizio con il suo aroma particolare, gli aveva lambito l'anima, proprio come quell'onda, non continuamente, ma a tratti.
Così come l'acqua del mare gli bagnava i pantaloni e l'orlo più scuro a poco a poco saliva verso le ginocchia, nello stesso modo lei aveva impregnato di sé la sua vita, senza che lui se ne rendesse conto.
Pensava che l’acqua si sarebbe fermata alla cintola. Nel giro di pochi mesi invece gli era arrivata alla testa, ma non aveva più paura di affogare.
Si lasciò trasportare dalle correnti, ora tempestose, ora placide dell'oceano amoroso.
D'un tratto però un giorno, quel maledetto giorno, l'alta marea si ritirò e lui era rimasto là, afflosciato sulla riva e quell'ossigeno che gli entrava violento negli occhi e nella bocca gli perforava i polmoni, facendolo boccheggiare.
Il suo respiro si era fermato quando con freddezza gli aveva annunciato la sua partenza per Torino.
"E' la mia vita, - scrosciava - il mio futuro, e la carriera poi ..."
Prevedeva che la distanza avrebbe inaridito il loro rapporto.
E allora capì:...che lei, proprio lei, aveva messo quell'immenso mare di emozioni in un catino e aveva deciso di svuotarne il contenuto nel tombino che si trovava a pochi metri da loro, e lo stava facendo in quel momento.
Se ne stava liberando lì, accanto a lui, su quella fredda panchina del lungomare di Forte dei Marmi.
Vide tutta la sua vita con lei, rovesciarsi in quella grata arrugginita che i suoi occhi, improvvisamente velati, avevano cercato di mettere a fuoco da dietro la salmastra lacrima che li inondava suo malgrado.
"Mettere a fuoco" pensava, continuando a nuotare per rimanere a galla.
Un modo per distrarsi e non ascoltare più le sue parole, conchiglie disabitate.
Ma il fragore dello scroscio aumentava e non riusciva a vedere più nemmeno quelle sbarre: era un tutt'uno d'acqua e ferro.
Ora, sulla spiaggia, solo.
Un gabbiano squarciava qua e là con il suo grido tagliente il cielo grigio uguale al mare, uguale a lui.
Ora, i pini, lontano.
Grandi ombrelli neri, si stagliavano alti dondolando mollemente.
La loro storia era cominciata proprio là sotto: nell'odore muschiato e fresco di quelle pinete, contro i tronchi appiccicosi di resina.
Come seme di pigna, aveva volteggiato leggero nell'aria, roteando su se stesso in una girandola di emozioni sempre più eccitanti fino a quel giorno, in cui cadde al suolo fragorosamente, a sua insaputa, ma non per mettere radici.
Si guardò le grosse scarpe nere ora completamente imbiancate e le sentì pesanti come la testa.
Erano piene di sabbia, come la mente, imbottita di imprendibili grani di ricordi ormai non più componibili in un unico e solido castello.
Cominciò a urlare come un delfino alla deriva e tirava calci alzando folate compatte di quella materia inerte che seguendo il capriccio del vento gli si rivoltò contro, entrandogli ancora, ancora negli occhi e nella bocca.
La avvertì ruvida e graffiante sul viso, il dolore era sempre là.
Coprendosi la faccia cercò di scuoterla via il più possibile, poi tornò sui suoi passi con le mani sporche in tasca.
Seguiva ora le sue orme al contrario, e come faceva da bambino cercò di rintracciare quelle ormai cancellate dall'acqua.
Tracciandone di nuove su quella scia frammentata in attimi irrecuperabili, fece rotta verso casa.
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