"Fotofrullamento" di Adriano Max,  2003



"Mmmh, il tempo oggi è strano..." questo pensai mentre uscivo di casa per recarmi a Mente, la moderna città del sapere, evoluzione delle paludose università del XX secolo.
Due missili attraversarono il cielo, alti, supersonici, ma non vi badai: quel giorno ogni pericolo era sovrastato da un incubo: dovevo sostenere un esame (Fisica Atomica Matoquantomeccanicodeviata per Fisici Fotofrullanti) e mi rimanevano solo due ore prima dell'incontro con il professore che doveva giudicarmi. Due ore per fotofrullarmi i libri! Due ore, direte voi, non sono poche, ma bisogna tenere in debito conto che per avere i libri (non li avevo ancora aquistati) e arrivare a Mente un'ora sarebbe stata persa: tra il dire e il fare mi rimaneva poco meno di un'ora per frullarmi i due volumi (uno di teoria, l'altro... esercizi: seicentotrentadue pagine - più le appendici e gli indici - di formule e astrazioni mai viste! In meno di un'ora!). Ne avevo abbastanza per essere leggermente nervoso. OK! tutt'al più ritarderò la laurea di qualche giorno; avevo già dato tutti gli esami (quello doveva essere l'ultimo) e contavo su una buona parola del professore. Mi avviai deciso, vincente.

Aquistai, corsi, volai e pirotecnicamente arrivai. Mi toccò fare una fila di cinque minuti... tempo prezioso, troppo prezioso: sorpassai due persone congelando ogni protesta con lo sguardo... solo mi toccò di massacrare un tipo grassoccio che non fu abbastanza intelligente da capire che non bisogna, quando si è alti un metro e cinque, far irritare uno come me (due metri e trentacinque per 132 Kg) che ha fretta. Giunsi al fotofrullatore, dietro di me un cadavere e venti persone ammutolite che aspettavano da più del doppio del quintuplo del tempo che io non aspettai. Mi restavano quarantadue minuti: sedici pagine al minuto. Ero molto abile nell'utilizzare quell'apparecchio, in ogni caso dovevo stabilire un nuovo record; appoggiai all'apparecchio il libro - aperto sulla prima pagina - e inserii i miei codici mentali / un click / un lampo di luce / gira pagina / un click... un'altro...e un'altro... Mi stavo fotofrullando il libro: ogni suo grafo penetrava, in virtù di un'azione pseudosmotica nel mio cervello (ciò che non avevo mai saputo diveniva parte delle mie conoscenze... n.d.r). Ancora un'attimo e avrei finito... 622... 623... 624... GRUNDK... SGHIII... FLOP... P... PP... Bestia! Le persone dietro si sporsero per vedere: ne massacrai un'altro. La macchina si era inceppata; chiamai il manutentore: costui guardò, controllò, esaminò, si impegnò, si stiracchiò... 5': rimanevano 4'59"... gli spezzai un braccio: rimise subito in funzione la macchina. 631... 632... indici, appendici... non c'era altro. Ah, la ricevuta di avvenuta fotofrullazione. Guardai l'orologio: rimanevano 7"39 centesimi. Panico!

Cominciai a correre... 7"37... scivolai sui residui organici dei massacri compiuti, la gente applaudiva, il sole era alto. Notai Aldo che girava un angolo, lo salutai. Salvai un gatto che era salito su un albero, incapace di ridiscendere: era di Marco, scambiai due chiacchiere sul destino dell'universo, ma non ci trovammo d'accordo su alcuni punti: promisi che ne avremmo riparlato... 5"11... cominciai a ripassare ciò che avevo appreso, mi colse allora un moto di incertezza: "forse non avrei dovuto spezzare il braccio al manutentore..." pensai di tornare indietro a chiedere scusa, guardai l'orologio, mi allacciai una scarpa, mi pettinai... "al diavolo..." ero troppo in ritardo: le scuse un'altra volta! ... 2'22...

Mancavano circa due Km, 300m e 17cm alla soglia dell'ufficio del professore e gli imprevisti non mancarono. Mi fermai ad un'edicola: non potevo non leggere il giornale prima dell'esame: notizie sconvolgenti si affacciarono alla mia coscienza: poco prima Potenze Mediotransorientali avevano deciso che era ora di disinnescare i propri arsenali missilistici: li spedivano qui via aerea, ed ora piovevano da tutte le parti... Stavo volando su una traiettoria fotonica quando l'esplosione di un missile deviò la mia rotta, allungando il percorso approssimatinamente di 749m e 24cm... 1"01... mi ripettinai (la forma über alles)... 98 centesimi... Ssvvvisssshh ... passai di fronte al chiosco dei gelati, ne presi uno al limone. 76 centesimi... mi scontrai con un tipo: tra 7 millesimi di sec. doveva dare un esame di Analisi Trascendentale Mastica e non aveva ancora fotofrullato gli undici volumi relativi... lo guardai molto male. 55 centesimi... trovai un buco di memoria di due parole a pag 625: l'inceppamento! Pensai che il manutentore poteva scordarsi ogni forma di scusa da parte mia, stesse piuttosto attento all'altro braccio. 1 centesimo.

"Buongiorno" il professore stava osservando la cravatta che avevo appena acquistato all'emporio di fronte "è in anticipo...". Gli mostrai la ricevuta dell'avvenuto fotofrullamento; mi fece una domanda, risposi con il mio nome. 30 e lode. Ciao, grazie. Uscii tranquillo: tutto OK. Un esame in due ore: niente male... vidi il tipo con cui mi ero scontrato poco prima: era ancora ammaccato. "Come è andata con A.T.M.?" risi quasi della mia sfacciataggine... il tipo invece si ritrasse, timido: "fatto, ma ora non distrarmi che ho solo 5 millesimi per dare Psicotrametaquantofisica...". Finsi uno stupore che invece era genuino: "ecco come è fatto un secchione!" Finii il mio gelato al limone e con calma, sfiorato da meteoritici missili, tornai a casa.


© 
Adriano Max 


 

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