Tutto al mondo è relativo e convenzionale.
Chi scrive è per principio contrario alla pena capitale, ma se condannassero l'inquilino che da tre mesi mi sta assordando di là del tramezzo con la sua fisarmonica, andrei volentieri ad assistere.
Niente lavoro, niente famiglia. Il suo unico passatempo è bordellare nelle ore più insensate:
"Noi-ci-separeremo,
mai-più-ci-rivedremo…"
No, non ditemi che bisogna esser tolleranti, un individuo del genere sarebbe inutile in qualsiasi consorzio umano. Per di più la solfa del fannullone sconsolato perché la fanciulla amata è fuggita, mi fa proprio andar fuori dei gangheri.
Maledette case moderne! Muri in pan di zucchero e pavimenti di sfoglia. Che il diavolo vi porti via con un soffio!
Per distrarmi sono andato a fare una camminata lungo il fiume.
C'era un ponte, con una fila di bancarelle che il vento animava. Libri in mostra, vecchi e nuovi, le ultime novità si sposavano con avanzi di trasloco, raccolte di francobolli e cartoline. In fondo, uno spettacolo di burattini.
Io, un bislacco patentato, chiuso e nevrastenico, mi trovavo proprio a mio agio là in mezzo. Sfogliavo una rivista, discorrevo con uno sconosciuto, mi riposavo.
Poi per sdebitarmi, comprai un opuscoletto dalla copertina blu-cobalto, con in oro la dicitura: "Breve storia della pena di morte".
Non chiedetemi perché, probabilmente ero di cattivo umore… A casa, fui subito accolto dalla solita melodia… Do, mi, sol, la, si. Bonjour tristesse. Una danza spagnola, su basso ostinato.
Tanto valeva darci un'occhiata. Aprii una pagina qualunque e lessi queste testuali parole:
"Una voce sinistra, squillante, riempiva le strade e i crocicchi, facendosi intendere anche ai piani più alti. Annunciava che un uomo nel pieno delle proprie forze sarebbe morto a sangue freddo in nome della società. Il banditore, correndo, vendeva la sentenza ancora fresca. La si acquistava per conoscere il nome del malcapitato e i suoi crimini. L'uno e gli altri sarebbero presto stati dimenticati…"
Più avanti così diceva:
"Tra le pratiche in uso nel medioevo va ricordata l'immersione nelle fogne, destinata soprattutto alle donne adultere o alle prostitute. La condannata veniva incatenata ad un'asse e quindi immersa nel punto del canale ove confluivano gli scarichi della città; questa tecnica venne in seguito migliorata confinando la poveretta in una gabbia..."
Saltai tre pagine:
"Un esemplare della terribile macchina fu trovato nel castello di Norimberga, edificio ove un tempo aveva sede il Tribunale Segreto della città. Il prigioniero era condotto sul luogo del supplizio passando attraverso sette porte. Alla fine di un lungo corridoio si trovava al cospetto di un sarcofago dalle sembianze vagamente femminili. Due ante sul davanti che, aprendosi, mostravano affilatissime punte di ferro.
L'infelice vi era fatto entrare e, alla chiusura dello sportello, la vergine lo stringeva in un abbraccio mortale."
Non ci sono limiti alla perversità umana!
Misi il libro da parte e mi sdraiai sulla poltrona, figurandomi quelle scene di morte. Pensare che ancor oggi…
Nella stanza a lato intanto il baccano continuava.
"Noi-ci-separeremo,
mai-più-ci-rivedremo…"
In fondo non è poi tanto male, pensai, una melodia gradevole. Dopo quella lettura mi sentivo più comprensivo e aperto.
"Sono sfioriti orama-a-ai!
I crisantemi nel giardi-i-no!!"
Un bravo cristo, il mio vicino, un po' stravagante forse… Chissà per quanto ancora mi toccherà abitarci.
"Il mio cuore in pena
partì per la crociata…"
Ad occhi chiusi immaginai il tragitto che conduce al patibolo. La Grande incognita. No, ad esser comprensivi non si ha nulla da perdere.
Finalmente, verso le undici di sera, il corridoio si tacitò. Non credevo alle mie orecchie.
"Che sia un abbaglio?"
Corsi ad infilarmi sotto le coperte e per una volta passai una notte relativamente serena. Niente sogni. Niente pensieri amari. Eccetto forse verso il mattino.
"Dannata vergine di ferro."
Levatomi a sedere fui colpito da un insolito silenzio. Nessuno gridava più o strepitava.
"Sì," esclamai "la tolleranza e la bontà sono proprio una gran cosa."
Uscendo, non potei trattenermi dal domandare alla portiera che ne fosse della fisarmonica.
Se l'era bevuta!
© Giovanni Mariconda