Da "Meglio arrivare secondi" di Giuseppe Guin, Pifferi Editore, 2005

Giuseppe Guin nato ad Olgiate Comasco, ha 47 anni. E’ giornalista professionista, attualmente capocronista al quotidiano “La Provincia” di Como. Ha collaborato con il Corriere della Sera, Corriere del Ticino, L’Europeo e Il Mondo. Ha inoltre pubblicato il romanzo “Oltre le mura” (1980), i racconti “Le novelle del sabato” (1984) e la raccolta di interviste “Storie di comaschi speciali” (2004). Il suo ultimo libro, pubblicato nel 2005 per Enzo Pifferi editore, dal titolo “Meglio arrivare secondi”, racconta tutto quello che sul Lago di Como si sono persi personaggi del calibro di Madonna, Mina, Kofi Annan, Vittorio Emanuele di Savoia, Michelle Hunziker, Megan Gale, lo Sceicco Arabo, Silvio Berlusconi, Elton John, Naomi Campbell, Vittorio Sgarbi, Luca Cordero di Montezemolo, Shevchenko, Carlo Azeglio Ciampi, Bill Gates, Marcello Dell’Utri, Emilio Fede, Barbara Palombelli, Bruno Vespa, George Clooney, Simona Ventura, Afef, George Bush, gli Attori di Vivere e Michael Schumacher.


Da Meglio arrivare secondi: George Clooney ...e il concerto mancato di Bob Dylan

Se la 1enza di Alfredo fosse un po' più lunga... riuscirebbe ad arpionare la barca di George Clooney.
L'impeccabile e lussuoso Colombo di legno, ormeggiato al pontile di Villa Oleandra, è proprio lì di fronte al suo scoglio e da quando il divo di Hollywood si è fatto dirimpettaio, la vita di Alfredo è cambiata.
Da quando c'è lui, questo tratto di lago non è più lo stesso. È intasato notte e giorno da scorribande, di motoscafi. Arrivano tutti i giorni, puntuali come il Tivano del mattino e, come in un rituale 1mpeccabile, si incolonnano tutte sotto la chiesa di Laglio. Stanno lì anche ore, con qualunque tempo, aspettando che tra i cespugli, o dietro una tenda scostata di una finestra socchiusa, compaia la sagoma di George.
E oggi Clooney è là. È quasi certo, perchè accanto al Colombo, tirato a lucido, ci sono anche 1 due gommoni dei gorilla. Le finestre sono tutte aperte e nel parco è tutto un andirivieni di giardinieri, autisti e camerieri.
Oggi, come oghi volta che Villa Oleandra è abitata, è giorno di lago mosso e, anche se non tira il Molinaccio, di cavedani nemmeno l'ombra.
Tutta colpa del fatto che, sulla sponda opposta, il lago si increspa per le troppe barche che fanno su e giù aspettando di vedere George e, con quel traffico, le onde ribattono fin su questa riva, facendo disperare gli skif della Lario e rendendo la vita impossibile al canottieri che vogano sottocosta.
Eppute, questa sera, i suoi fans, anche se da ore stanno facendo la spola davanti alla villa, non riusciranno a vederlo. Loro non lo sanno e lo aspettano. Aspettano pazienti e per ingannare l'attesa spediscono, con il telefonino, fotografie della villa zoomata in tutti modi. Aspettano, ma lui non verrà.
George, appena poche ore fa, è salito infatti sul Colombo ed ha puntato la prua verso Como: questa notte ha deciso di concedersi il concerto di Bob Dylan, che andrà in scena nel parco di Villa Erba.
I suoi gli hanno preparato tutto fin dal mattino. I gorilla sono stati allertati, la security attivata e il percorso definito in tutti i dettagli: partenza in motoscafo, sbarco alla banchina di Cernobbio per il solito aperitivo all'Harry's Bar, un saluto a distanza ai clienti dell'Onda, poi l'attracco direttamente al pontile di Villa Erba.
Tutto studiato. I suoi fans, stipati sulle barche chetanno su e giù davanti a Villa Oleandra, non lo sanno, ma a quest'ora George dovrebbe già essere seduto in prima fila, davanti al palco, ad aspettare la prima canzone del concerto di Bob Dylan.
D'improvviso, però, proprio mentre a Villa Erba partono le note di Like a Rolling Stone, le finestre di Villa Oleandra si illuminano. Pochi attimi e il Colombo, tallonato dai gommoni dei gorilla, ormeggia nervosamente al pontile.
Clooney è tornato. Inaspettatamente, ma è tornato e le barche dei fans cominciano, come impazzite, ad assiepare la villa.
Gira voce che i gorilla, dopo il sopralluogo, gli abbiano imposto di cambiare programma, perché gli organizzatori, con la ressa di gente che c'era, non se la sono sentita di assicurargli l'anonimato tra il pubblico.
Troppo rischioso quel parco gremito, insomma, e il suo staff non ce l'ha proprio fatta a mettere nel conto un'altra serata di assalto di fans.
George è infuriato, talmente infuriato che, per rasserenarlo, stanno preparando di fretta e furia una notte di party in giardino, dietro i rami di gelsomino intrecciati fitti fitti.
A quest'ora della notte, la luna sta trasformando il lago in una distesa luminosa, ferita soltanto, lungo le rive, dalle luci artificiali che scendono dalla strada.
Vista dalle finestre della casa di Alfredo, su a metà montagna, tra i viottoli bui e tortuosi che portano nel bosco, la villa di Clooney è soltanto una luce anonima tra le tante della riva. Solo un bagliore freddo che spezza l'incanto della luna.
Niente concerto di Bob Dylan, per il bel George.
Anche questa volta, serata blindata, nascosto dietro la siepe.
L'attende un'altra notte in villa, come sempre assediato dalle barche, che lanciano fastidiosi fasci di luce contro le finestre chiuse.


 

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