"Niente è più importante della mia salute" di Antonino Genovese, 2003



La mia prima sigaretta l'ho accesa da bambino. Ero poco più che dodicenne quando mi balenò per la mente di trafugare una Marlboro di mio padre. L'accesi nascosto in soffitta. Mi affascinò il bagliore che precede il fumo. Non avevo intenzione di fumare, ma provai una boccata, la tentazione è il più forte peccato. Mi sentii soffocare. Il fumo aveva riempito i miei polmoni e una tosse terribilmente forte mi scosse.
Non tardai a provare di nuovo. 
Il liceo era pieno di ragazzi e ragazze che fumavano.
Ed io ero sempre attratto da quel rotolino di tabacco. 
E provai di nuovo. Fu il folletto a darmene una. Era un mio compagno di classe. Lo chiamavano Folletto perché era peloso già a quattordici anni, magro, con un pizzetto che assomigliava tanto a quello di una capra.
La testa girava come una trottola. La tosse e le risate successive.
Ricordo tutto perfettamente
E non mi pento, né mai mi pentirò.
Sono l'unica cosa che mi fa compagnia quando sono solo. L'unico sollievo quando sto male. Le uniche che mi diano conforto quando sono triste.
Tra una donna e una Marlboro sceglierei la Marlboro. Loro non ti tradiscono mai. Ci sono sempre. Invece le donne vanno e vengono. Di donne ne posso avere quanto voglio e sono tutte uguali, vogliono solo scopare, anche se non lo dicono espressamente. Fanno finta di non volerla dare, e poi sono la prima cosa che ti sbattono in faccia.
Io non desidero una donna, ma solo una sigaretta. 
Oggi ho superato il limite dei due pacchetti.. Cazzo! Quaranta sigarette non sono poche. 
Sono le ventiudue e trenta e in questa cazzo di città c'è tutto chiuso. Non mi resta che andare al distributore. Senza la Marlboro della buona notte non riesco a chiudere occhio.
Pigio su Marlboro e aspetto… cazzo… esaurite! 
Comincio a prendere a pugni il distributore e finisce che non mi restituisce neppure i soldi.
Non bestemmio solo perché sono cattolico.
I primi sei giorni Dio creò il mondo e il settimo mentre si riposava creò le Marlboro. Non posso che essergli riconoscente. Per questo penso che non bestemmierò mai. 
Me ne basta solo una… cazzo! Una sola! E non so dove andarla a prendere.
Vado lungo le stradine statali in cerca di un distributore. Ma questa cazzo di città non ha né capo e né coda ed io non conosco nessuno.
Mi hanno spedito qui per una maledetta conferenza storica ed ora eccomi bloccato. Ho consumato due pacchetti da venti durante il viaggio. Ci ho messo otto ore da Roma per giungere a Messina, a momenti facevo prima in treno. Tutti 'sti maledetti villeggianti dovevano scegliere proprio ferragosto per andare al mare?!
Sto impazzendo. 
Ho bisogno di una sigaretta, ma non di una qualsiasi, di una Marlboro. 
D'un tratto vedo due donne venirmi incontro. Sono due puttane che non passano inosservate. Fa un caldo cane, ma loro sembrano di stare in una spiaggia per nudisti.
Mi avvicino di corsa.
"Vuoi qualcosa?" dice ammiccandomi.
"Una Marlboro".
"Noi ti offriamo qualcos'altro e tu ci chiedi una sigaretta…".
"Non una sigaretta, una Marlboro".
"E che differenza fa!".
La differenza la fa, ma questa puttana non può capire. Lei vuole il mio cazzo, io voglio una Marlboro.
"Perché non vieni con noi?".
"Ci facciamo quattro salti".
"No".
"Ma non sarai mica ricchione".
"Andate a fare in culo, per favore…" esagero. Quando sono nervoso esaspero tutto.
Una delle due donne esce dalla tasca una sigaretta, me la passa vicino al naso. E' una Marlboro. Cavolo… è lei, la riconosco dall'odore.
La getta in un tombino.
"Che cazzo fai?".
"Fanculo lo dici a tua sorella".

Quella troia nella borsetta aveva una decina di Marlboro… ne accendo una mentre scarico due corpi in un bidone della spazzatura. 
Quando fanno del male alle mie adorate finisce sempre che prendo a pugni qualcuno, ma che strangolassi una puttana non era mai successo, tanto meno due.
Ora però sono tranquillo e rilassato. Niente è più importante della mia salute.


©
Antonino Genovese  

 

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