"La guerra dei Dentisti" di Nunzio Fiore, 2003


La Citta' e' ora suddivisa in quattro Settori, detti anche Zone.
Anticamente i Settori erano piu' di trenta, ma il numero esatto non e' scritto in nessuno dei Testi Storici.
I Settori sono da sempre in guerra l'uno con l'altro. Hanno nomi complessi, che preferisco omettere; li chiamero' quindi Zona Rossa, Nera, Blu e Gialla. Non saprei dire esattamente a quando risale questa conformazione, ma posso facilmente ipotizzare che sia stata una conseguenza della Guerra dei Dentisti, e questo nome purtroppo non l'ho inventato, anche se puo' apparire ridicolo.
Sono stato sempre troppo curioso, e i miei interrogativi mi han condotto contemporaneamente a due tesori: una buona quantita' di risposte e un altrettanto alto numero di persone infastidite dalle mie domande.
Fin da ragazzino mi sono sempre domandato se prima della Citta' e al di fuori della stessa ci fosse stato qualcos'altro; non sono mai riuscito ad accettare che gli abitanti della Citta' possano essere gli unici esseri viventi esistenti. Non e' possibile che nessun altro luogo abbia un'atmosfera adatta alla vita.
Crescendo ho avuto modo di incontrare altre persone che nutrivano le mie curiosita' storiche, ma da bambino e' stata veramente dura vivere con questioni che scuola, genitori e conoscenti piu' grandi, lasciavano senza risposta.
Avevo undici anni ed ero in compagnia dei miei amici quando alcune delle mie domande furono soddisfatte da Julio Reo, un anziano soldato che aveva combattuto durante la Guerra dei Dentisti. Ci stava raccontando quel che sapeva su come fosse la Citta' prima della federalizzazione. Io pendevo dalle sue labbra, ai ragazzini che stavano con me faceva lo stesso effetto di un barbiturico. Devo ammettere che il suo tono era lamentoso, monotono e narcotizzante, ma quel che diceva mi interessava veramente e il mio cervello lottava con tutte le sue forze contro il corpo che nel frattempo tendeva ad addormentarsi; questa immagine del cervello in lotta con il corpo risale ad allora. La ebbi non appena una guardia del Corpo di Ronda della Zona Blu chiuse con una manganellata la bocca gia' sdentata di Julio, mentre una seconda guardia lo bloccava di spalle e lo trascinava via. Il vecchio soldato si dimenava e urlava per raccontare la propria storia come il mio cervello per ascoltarla.
Per qualche tempo non seppi nulla di Julio Reo. Non potevo domandare nulla in casa perche' ero sicuro che mi avrebbero sgridato. D'altraparte se avevano portato via Julio a quel modo, doveva esserci un motivo serio, qualcosa che avrebbe fatto sicuramente arrabbiare i miei genitori. Volevo sapere dove avevano portato il mio soldato e con lui le mie risposte. Credo che fosse nel mio destino ritrovarlo e per questo motivo, una mattina, mentre andavo verso il Parco delle Religioni, mi sentii chiamare. Mi voltai e non vidi nessuno.
-Ragazzino, vieni qui!-, era la voce monotona di Julio.
-Ma dove sei?
-Qui sotto piccolo!
La mano del soldato sporgeva dalla finestra di un sotterraneo. Mi afferro' un lembo dei pantaloni e mi trascino' a se'.
-Sei uno dei ragazzini dell'altro giorno, giusto?
-Certo! Ma ti hanno chiuso la sotto?
-No, mi sto nascondendo!- disse e mi spiego' come raggiungerlo.
Mentre giravo dietro al palazzo, mi chiesi come facesse Julio a pronunciare una frase eccitante come Mi sto nascondendo! con la stessa intonazione di un bambino che si lagna perche' gli fanno i dispetti. Era letteralmente fastidioso, come faceva ad aver avuto la rabbia di un soldato? Chi gli aveva rubato la grinta?
Il vecchio mi accolse nella sua stanza e mi chiese se fossi ancora interessato alla storia della Citta' prima dei quattro Settori e alla Guerra dei Dentisti.
-Si', ma prima dimmi perche' vuoi raccontarla a tutti i costi a qualcuno!
-Perche' in pochi siamo tornati alla Citta' dopo quella guerra, e in pochi sappiamo che i Testi Storici non hanno nessun valore, ma nascondono la realta' in maniera che chi governa le quattro Zone non possa essere giudicato per cio' che ha fatto in passato.
Con una frase sola mi aveva sconvolto. Tornati alla Citta', significava che allora esisteva qualcos'altro al di la' del luogo in cui avevo sempre vissuto; i Testi Storici non raccontavano la verita', anche se questo l'avevo sempre sospettato; i Presidenti delle quattro Zone, nonostante fossero in lotta l'uno con l'altro, avevano un segreto in comune. Lo sommersi di domande ed enfatizzai in particolar modo la mia incredulita' sulla passata alleanza dei Presidenti.
-Nel corso dei secoli-, mi disse, -la Citta' e' stata organizzata in piu' Zone, ognuna abitata da piu' Gruppi differenti. Anticamente ogni Zona era governata da un Monarca, ma questo fu spesso causa di guerre interne. All'interno di ogni Zona coesistono differenti ideologie, che taluni hanno chiamato poi Religioni o Fazioni.-, a me erano arrivate solo le Fazioni, per il resto era rimasto solo il Parco delle Religioni.
-Le Zone-, continuo' il soldato, -possedevano dei nomi storici dovuti ai fondatori del primo Gruppo che vi si era insediato. Il problema principale e' sempre stato quindi stabilire quale Gruppo sia stato il primo.
-Questo e' lo stesso motivo per cui le Zone sono in guerra adesso.
-E credi che questo sia l'unico motivo? Pensi che il reale motivo di una guerra possa essere questo? Che non ci siano altri interessi dietro?
Era la prima volta che le domande venivano riferite a me, ma ne fui felice, anche se un po' intimorito.
-Forse le persone fanno la guerra perche' han paura l'uno dell'altro. Han paura che uno possa diventare piu' forte di loro.
Credo che Julio si rese conto in quell'istante che si trovava davanti a un bambino; avevo detto una potente verita' senza esserne realmente consapevole. Mi spiego' molte cose su cosa sia la guerra. Disse che, purtroppo, non esistono solo interessi di potenza, ma anche economici; che i Dentisti erano passati alla storia con quel nome perche' medici della societa', in quanto curavano i Gruppi troppo carichi di armi e minacciosi prima che potessero nuocere. Arrivavano a far guerra prima della guerra. Mi racconto' delle stragi effettuate in nome della pace, e di come quindi non sia mai esistita effettivamente questa pace; e mi svelo' alcuni tristi ma reali motivi delle cure dei Dentisti, dicendomi inoltre che i quattro Generali che si erano particolarmente distinti durante la guerra altri non erano che i Presidenti delle Zone e che terre e risorse erano il loro scopo.
A quel punto gli dissi una frase che fece sorridere la sua bocca sdentata.
-Ho sempre saputo che durante le guerre noi che siamo nella parte abitata della Citta' siamo chiamati civili e che i soldati sono gli incivili che combattono in trincea. Quello che han fatto i Presidenti, non mi sembra civile.
Julio mi fece capire molte cose su cosa significhi la guerra, e mi fece notare che non esiste un giorno dell'uomo in cui non sia esistita una guerra e che questo e' uno spiacevole paradosso.
-La cosa assurda-, disse, -e' sentire che vivi comunque. Forse con un altro valore, piu' intensamente. Non e' giusto, e questo ricordalo per sempre, che un bambino non dia per scontata la propria vecchiaia; che sia consapevole che domani potrebbe non esser piu' vivo e le persone che lo circondano potrebbero non esistere piu'. Non e' giusto, qualsiasi tesoro o interesse possa esserci in ballo. Bisogna far di tutto per evitarlo.
Incontrai piu' volte Julio. Mi trasmise cio' che sapeva perche' ne parlassi ad altri e durante la mia vita ho preso molte scelte in nome di cio' che appresi allora. Sono diventato rivoluzionario, poi diplomatico, poi manifestante, soldato e disertore. Le battaglie sono sempre state nella mia vita, come nella vita di ogni uomo, e l'unico pensiero di cui ora sono assolutamente certo e' che non esistono civili in guerra.

© 
Nunzio Fiore 


 

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