La Citta' e' ora suddivisa in quattro Settori, detti anche Zone.
Anticamente i Settori erano piu' di trenta, ma il numero esatto non e'
scritto in nessuno dei Testi Storici.
I Settori sono da sempre in guerra l'uno con l'altro. Hanno nomi
complessi, che preferisco omettere; li chiamero' quindi Zona Rossa, Nera,
Blu e Gialla. Non saprei dire esattamente a quando risale questa
conformazione, ma posso facilmente ipotizzare che sia stata una conseguenza
della Guerra dei Dentisti, e questo nome purtroppo non l'ho inventato, anche
se puo' apparire ridicolo.
Sono stato sempre troppo curioso, e i miei interrogativi mi han condotto
contemporaneamente a due tesori: una buona quantita' di risposte e un
altrettanto alto numero di persone infastidite dalle mie domande.
Fin da ragazzino mi sono sempre domandato se prima della Citta' e al di
fuori della stessa ci fosse stato qualcos'altro; non sono mai riuscito ad
accettare che gli abitanti della Citta' possano essere gli unici esseri
viventi esistenti. Non e' possibile che nessun altro luogo abbia
un'atmosfera adatta alla vita.
Crescendo ho avuto modo di incontrare altre persone che nutrivano le mie
curiosita' storiche, ma da bambino e' stata veramente dura vivere con
questioni che scuola, genitori e conoscenti piu' grandi, lasciavano senza
risposta.
Avevo undici anni ed ero in compagnia dei miei amici quando alcune delle
mie domande furono soddisfatte da Julio Reo, un anziano soldato che aveva
combattuto durante la Guerra dei Dentisti. Ci stava raccontando quel che
sapeva su come fosse la Citta' prima della federalizzazione. Io pendevo
dalle sue labbra, ai ragazzini che stavano con me faceva lo stesso effetto
di un barbiturico. Devo ammettere che il suo tono era lamentoso, monotono e
narcotizzante, ma quel che diceva mi interessava veramente e il mio cervello
lottava con tutte le sue forze contro il corpo che nel frattempo tendeva ad
addormentarsi; questa immagine del cervello in lotta con il corpo risale ad
allora. La ebbi non appena una guardia del Corpo di Ronda della Zona Blu
chiuse con una manganellata la bocca gia' sdentata di Julio, mentre una
seconda guardia lo bloccava di spalle e lo trascinava via. Il vecchio
soldato si dimenava e urlava per raccontare la propria storia come il mio
cervello per ascoltarla.
Per qualche tempo non seppi nulla di Julio Reo. Non potevo domandare nulla
in casa perche' ero sicuro che mi avrebbero sgridato. D'altraparte se
avevano portato via Julio a quel modo, doveva esserci un motivo serio,
qualcosa che avrebbe fatto sicuramente arrabbiare i miei genitori. Volevo
sapere dove avevano portato il mio soldato e con lui le mie risposte. Credo
che fosse nel mio destino ritrovarlo e per questo motivo, una mattina,
mentre andavo verso il Parco delle Religioni, mi sentii chiamare. Mi voltai
e non vidi nessuno.
-Ragazzino, vieni qui!-, era la voce monotona di Julio.
-Ma dove sei?
-Qui sotto piccolo!
La mano del soldato sporgeva dalla finestra di un sotterraneo. Mi afferro'
un lembo dei pantaloni e mi trascino' a se'.
-Sei uno dei ragazzini dell'altro giorno, giusto?
-Certo! Ma ti hanno chiuso la sotto?
-No, mi sto nascondendo!- disse e mi spiego' come raggiungerlo.
Mentre giravo dietro al palazzo, mi chiesi come facesse Julio a
pronunciare una frase eccitante come Mi sto nascondendo! con la stessa
intonazione di un bambino che si lagna perche' gli fanno i dispetti. Era
letteralmente fastidioso, come faceva ad aver avuto la rabbia di un soldato?
Chi gli aveva rubato la grinta?
Il vecchio mi accolse nella sua stanza e mi chiese se fossi ancora
interessato alla storia della Citta' prima dei quattro Settori e alla Guerra
dei Dentisti.
-Si', ma prima dimmi perche' vuoi raccontarla a tutti i costi a qualcuno!
-Perche' in pochi siamo tornati alla Citta' dopo quella guerra, e in pochi
sappiamo che i Testi Storici non hanno nessun valore, ma nascondono la
realta' in maniera che chi governa le quattro Zone non possa essere
giudicato per cio' che ha fatto in passato.
Con una frase sola mi aveva sconvolto. Tornati alla Citta', significava
che allora esisteva qualcos'altro al di la' del luogo in cui avevo sempre
vissuto; i Testi Storici non raccontavano la verita', anche se questo
l'avevo sempre sospettato; i Presidenti delle quattro Zone, nonostante
fossero in lotta l'uno con l'altro, avevano un segreto in comune. Lo
sommersi di domande ed enfatizzai in particolar modo la mia incredulita'
sulla passata alleanza dei Presidenti.
-Nel corso dei secoli-, mi disse, -la Citta' e' stata organizzata in piu'
Zone, ognuna abitata da piu' Gruppi differenti. Anticamente ogni Zona era
governata da un Monarca, ma questo fu spesso causa di guerre interne.
All'interno di ogni Zona coesistono differenti ideologie, che taluni hanno
chiamato poi Religioni o Fazioni.-, a me erano arrivate solo le Fazioni, per
il resto era rimasto solo il Parco delle Religioni.
-Le Zone-, continuo' il soldato, -possedevano dei nomi storici dovuti ai
fondatori del primo Gruppo che vi si era insediato. Il problema principale
e' sempre stato quindi stabilire quale Gruppo sia stato il primo.
-Questo e' lo stesso motivo per cui le Zone sono in guerra adesso.
-E credi che questo sia l'unico motivo? Pensi che il reale motivo di una
guerra possa essere questo? Che non ci siano altri interessi dietro?
Era la prima volta che le domande venivano riferite a me, ma ne fui
felice, anche se un po' intimorito.
-Forse le persone fanno la guerra perche' han paura l'uno dell'altro. Han
paura che uno possa diventare piu' forte di loro.
Credo che Julio si rese conto in quell'istante che si trovava davanti a un
bambino; avevo detto una potente verita' senza esserne realmente
consapevole. Mi spiego' molte cose su cosa sia la guerra. Disse che,
purtroppo, non esistono solo interessi di potenza, ma anche economici; che i
Dentisti erano passati alla storia con quel nome perche' medici della
societa', in quanto curavano i Gruppi troppo carichi di armi e minacciosi
prima che potessero nuocere. Arrivavano a far guerra prima della guerra. Mi
racconto' delle stragi effettuate in nome della pace, e di come quindi non
sia mai esistita effettivamente questa pace; e mi svelo' alcuni tristi ma
reali motivi delle cure dei Dentisti, dicendomi inoltre che i quattro
Generali che si erano particolarmente distinti durante la guerra altri non
erano che i Presidenti delle Zone e che terre e risorse erano il loro scopo.
A quel punto gli dissi una frase che fece sorridere la sua bocca sdentata.
-Ho sempre saputo che durante le guerre noi che siamo nella parte abitata
della Citta' siamo chiamati civili e che i soldati sono gli incivili che
combattono in trincea. Quello che han fatto i Presidenti, non mi sembra
civile.
Julio mi fece capire molte cose su cosa significhi la guerra, e mi fece
notare che non esiste un giorno dell'uomo in cui non sia esistita una guerra
e che questo e' uno spiacevole paradosso.
-La cosa assurda-, disse, -e' sentire che vivi comunque. Forse con un altro
valore, piu' intensamente. Non e' giusto, e questo ricordalo per sempre, che
un bambino non dia per scontata la propria vecchiaia; che sia consapevole
che domani potrebbe non esser piu' vivo e le persone che lo circondano
potrebbero non esistere piu'. Non e' giusto, qualsiasi tesoro o interesse
possa esserci in ballo. Bisogna far di tutto per evitarlo.
Incontrai piu' volte Julio. Mi trasmise cio' che sapeva perche' ne
parlassi ad altri e durante la mia vita ho preso molte scelte in nome di
cio' che appresi allora. Sono diventato rivoluzionario, poi diplomatico, poi
manifestante, soldato e disertore. Le battaglie sono sempre state nella mia
vita, come nella vita di ogni uomo, e l'unico pensiero di cui ora sono
assolutamente certo e' che non esistono civili in guerra.
©
Nunzio Fiore
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