"Il peggior nemico del calcetto" di Nicoletta Cursi



Non si può giocare a tennis se non si apprezzano le cose belle. Siamo rimasti solo noi a giocarlo: i raffinati. Del tennis è bello tutto, non solo il gioco. Il piacere di programmare un’ora, decidere quale sarà il campo su cui giocare, e l’aspetto poi.. ma come saremo belli “vestiti da tennis”? Ecco lì si, hai proprio ragione: quando mi metto la mia gonnellina a pieghe bianca, la mia Lacoste il cappellino e la racchetta in mano, caro amico, io non mi sento: io S-O-N-O uno splendore! Bella come quando arrivo al circolo non mi ci sento mai. Allora divento civetta. Mi guardo nel parcheggio riflessa sui vetri delle macchine.. sui campanelli delle biciclette. Dio come mi piaccio! E quando arrivo quelli che mi hanno preceduto escono. Io nel mio candore e nella mia freschezza, e loro accaldati, arrossati, sudati con gli asciugamani sulle spalle e una nuvola di terra rossa che parte dalle scarpe e arriva sfumando alla caviglia e so… perché lo so, che tempo un’ora anch’io sarò così e quindi.. ancora più bella! Yes! Incontro un amico, carissimo, l’unico tennista amico che mi sia rimasto: bello come il sole anche lui. Non so perché ma tutti quelli che giocano a tennis sono belli, c’è poco da fare, è così. Anche se non lo sono belli sempre, ci diventano, quando arrivano là. Come l’albatros di Baudelaire, goffo sulla nave ma elegantissimo e bellissimo nel cielo. E mentre giochiamo il mio compagno mi aggiorna sui suoi incontri galanti. Conosce molte mogli di uomini che vanno a giocare a calcetto il giovedì sera (infatti non giochiamo mai il giovedì pomeriggio). Che fascino emaniamo dalla terra rossa, perché sulla terra rossa non si corre, si scivola, e quindi: si vola. O almeno la sensazione è quella. I movimenti sono fluidi, armoniosi. E’ una danza al ritmo del gioco. Cosa c’è di più bello di un colpo che entra bene, quando hai la sensazione di affondare palla nel vuoto senza sforzo eppure con potenza Se la colpisci così, se l’angolo è giusto, il colpo è potente, controllato e con una forza minima va proprio a finire là, dove vuoi tu, nell’angolo lasciato libero dal tuo compagno che si ferma solo a guardare con un sorriso e ti dice: ”Bel colpo!” Perché a tennis si perde così, con dignità, con signorilità e non si lascia mai il campo senza essersi prima stretti la mano. Tu, il tuo compagno e la rete in mezzo. Ti senti così "nobile" quando perdi a tennis che ho avuto la sensazione di essere entrata nello spirito giusto solo quando ho provato più gusto a perdere che a vincere. Il vero raffinato a tennis é quello che gioca meglio ma che perde solo per un eccesso di fortuna dell'altro. E l'altro lo sa, e lo sa anche il perdente, cioè di fatto, il vero vincente, solo il perdente uscirà dal campo come il principe della terra rossa, perché solo lui avrà avuto la possibilità di stringere la mano pur avendo perso. A stringerla quando si é vinto son buoni tutti, anche gli ultimi arrivati. Il giorno che a tennis perdi per poco e ti senti, proprio per questo, solennemente nobile, allora hai capito tutto. Adesso a tennis non gioca quasi più nessuno. A me è rimasto solo Sandro ma spesso è impegnato, come me del resto. Pare che il tennis sia passato di moda. Le amiche vanno in palestra a fare aerobica.. negli ultimi tempi lo "spinning" me le ha sequestrate tutte. Fanno spinning perché pensano di tonificare i glutei (illuse!) e si preparano per il giovedì sera quando i mariti vanno a giocare a calcetto. Neanche più calcio.. "calcetto" Anche meno, non aggiungo altro se non una precisazione: sarebbe stato più giusto un diminutivo piuttosto che un vezzeggiativo. “Calcetto? No, Calcino”. Bene, l'unica cosa che mi consola é che le mogli si organizzano per il giovedì sera (giorno del calcetto) per incontrare il ganzo, mentre i mariti credono di fare i furbi ad andare a giocare per poi trattenersi fuori nel dopo partita (o partitetta per analogia) con gli insulsi compagni di gioco (altrimenti non giocavano a calcetto) pensando di fregare la moglie facendo una puntatina al night a farsi pelare soldi da qualche disperata dell'est Europa che si guarda bene dal far loro combinare qualcosa per cui siano valsi tutti quei soldi spesi. Rientrano a casa striscianti e felici, i calcettisti, convinti di averla fatta grossa e anche questa volta di averla fatta franca, nel letto ancora caldo e umido di amante (tennista). Zitti zitti, attenti a non svegliare la moglie che giustamente dorme perché é molto stanca, molto stanca la poverina. Far l’amore con un tennista deve essere una cosa bella ma estenuante. Io non lo so, io con i tennisti ci gioco a tennis, ma vedo che sul campo mi fanno dannare i bastardi, quindi, se tanto mi da tanto, le mogli hanno veramente bisogno di dormire. Sarà per lo spinning, sarà per il tennista! E si addormenta anche il marito, dopo un po’, ghignando il furbino (o furbetto?). E alla fine siamo tutti contenti. La moglie con i suoi glutei che tanto piacere hanno dato al nostro tennista, il tennista che continua ad essere single, a giocare e a divertirsi senza avere un dovere per il piacere che riceve, il marito che si è anche divertito a calcetto, per non parlare poi della marachella del night (che se solo lo sapesse la moglie..) e io, che continuo a giocare. E li vedo tutti. E mi diverto sul campo, e mi diverto a guardare loro. E tutto rimane sempre così. Fino alla prossima partita. Sempre, s’intende, che non sia di giovedì!


© 
Nicoletta Cursi 


 

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