"Musica" di Federico Cremona

 

Andare lontano…
Oltrepassare la routine, superare l’edicola, superare il bar e l’ufficio ed andare oltre le voci conosciute. Lasciarsi alle spalle i vecchi progetti sgretolati dallo scorrere degli eventi, lasciarsi alle spalle le speranze d’un aiuto dall’alto o d’un colpo di fortuna, e puntare dritti verso il proprio benessere interiore. Si, andare lontano dal dolore fisico e da quello spirituale, andare dove nessuno vi chiederà di svelare i vostri segreti. Andare fin dove né le domande né le risposte potranno raggiungervi, ed andarci sotto il sole, con il vento caldo che v’asciuga l’ossa umide di civiltà ammuffita. Andarci a cavallo dell’onde d’un’oceano senza fine. Andarci scalzi, con l’erba fresca che si piega sotto i vostri piedi, e con la terra tenera che ammorbidisce il vostro cammino. Andarci passando per la costa, con la sabbia calda e morbida che accoglie i vostri passi leggeri. Andarci in una calda notte d’estate, con il rumore lontano della risacca e con la luna alta nel cielo. Passare per l’atmosfere magiche di Praga, attraversare i ponti in pietra e godere delle notti bianche a San Pietroburgo, ascoltando lo scorrere del fiume Neva. Camminare per i boulevard e seguire le rive della Senna a Parigi, perdersi tra i mercati del centro Europa per poi arrivare fino a Berlino, di notte, nel quartiere di Pankow, e sostare sotto i lampioni ammirando contro luce una pioggia tanto fine e tanto leggera che quasi non riesce a cadere. Correre per i vicoli di Istanbul e scorgere mille volti che vi sfumano di fianco; poi approdare sulle coste della Libia e godersi l’infinito, godere della luce d’un sole diverso, ed ammirare il vento tracciare cerchi di sabbia nell’aria. Galleggiare sereni lungo il triangolo polinesiano e poi ritrovarsi la sera a ballare attorno al fuoco, col peso della stoffa calda e pesante del Cile che vi rallenta i movimenti, e ridere con chi vi guarda e vi sorride nel modo più puro possibile. Respirare l’aria di salsedine a Panama, guardarsi attorno e vedere solo bellezza e meraviglia. Sudare di gusto in Louisiana, vedere l’anime prima che i corpi delle persone, e ritrovare altrettanta spiritualità a Kingston, tra colori sacri e strade di terra viva. Saltare le pozzanghere per arrivare a percorrere i limiti del Messico divino, e sentirsi vivi ammirando un’intorno meravigliosamente arido ed a tratti sorprendentemente fiorito. Roteare in una danza antica e simbolica, sotto a milioni d’ombrelli in cartapesta rossa, ad Hong Kong. Camminare sulla terra argillosa di Jerusalemme e poi voltarsi a guardare l’incanto che sono le vostre impronte sulla strada polverosa. Leggere libri più antichi della vostra madre lingua a Kabul, nutrirsi di cultura e di storia sconosciuta e rivelatrice, e poi ritrovarsi nudi sotto il sole, in piedi su di un altopiano dello Zimbabwe, e sentirsi puri, fieri e guerrieri d’una guerra giusta. Percorrere i sentieri ciottolati d’Atlantide, tra case basse, taverne colme di gioia e laboratori d’ingegno. Sostare solo un attimo all’ombra d’un pergolato di vite a Naxos, e bere con gli occhi le sfumature blu del cielo fuso al mare. Poi andare ancora oltre, verso altri milioni di luoghi fatti d’emozione e di magia. Si, andare lontano… O forse, sognare soltanto, d’andare lontano…
Si, sognare d’andare lontano…


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