I vincitori de "Il corto de Il Cavedio": "Via col Veneto" di Mario Di Pietro


- E così, lei vorrebbe pubblicare il suo... il suo... - Lo definirei un giallo, o meglio un thriller. - Bene, bene. E naturalmente si è rivolto alla nostra casa editrice. - Uno dei motivi è che mi risulta che siete specializzati in questo genere. - Dovrebbe essere anche a conoscenza che vi sono centinaia di scrittori che attendono la pubblicazione dei loro elaborati. - Immaginavo fossero di più. - In effetti è così. - Senza voler peccare di presunzione, il mio è un racconto veramente... - Dite tutti la stessa cosa. Deve capire, amico mio, che un libro, un CD o quello che preferisce, può essere molto bello e interessante, ma ciò non è sufficiente perché venga preso in considerazione. In primo luogo deve trattarsi di un business. La nostra è un’azienda e ha l’esigenza di guadagnare. Nel caso di un libro, è necessario che l’autore sia conosciuto. Contrariamente, occorre una trovata particolare, che so, magari un titolo originale, oltre naturalmente, ad una buona dose di adeguata pubblicità. Cosa, quest’ultima, che comporta notevoli costi. Il contenuto del libro e tutto il resto passano in second’ordine. - Se per lei non è un problema, dal momento che mi ha concesso questo appuntamento, gradirei sottoporle in breve, la trama. - Può lasciarmi il suo elaborato, poi si vedrà. Oppure posso dedicarle non più di dieci minuti, se proprio insiste. - Allora, se non sono troppo indiscreto, mi permetto d’insistere. - D’accordo. Tenga presente che è già passato quasi un minuto. - Osserverò il tempo che mi ha concesso. Dunque: i protagonisti - iniziò lo scrittore, - sono due amanti. Un lui e una lei, naturalmente. La trama principale è ambientata in Africa. I due, Barby, un’avvenente fanciulla dallo sguardo sinistro, diabolico e agghiacciante, e Amos decidono di dimostrarsi il loro reciproco amore, commettendo rispettivamente i crimini più efferati. Inizia Amos rapinando un furgone portavalori dopo aver assassinato i conducenti e la scorta. Per non essere da meno, Barby si traveste da prostituta, fingendo di adescare gli uomini e, quando qualcuno accetta di spassarsela con lei, viene sgozzato e straziato successivamente in maniera orrenda. - Capisco. Sono già trascorsi tre minuti - gli ricordò l’editore, trattenendo a malapena uno sbadiglio. - Continui. - Amos, per dimostrare che il suo amore nei confronti della compagna è superiore, fa saltare in aria un pullman di turisti. Barby, a sua volta, prosegue nelle proprie scelleratezze, incastrando nottetempo in uno scambio ferroviario alcuni punzoni metallici con il risultato che il treno, che sopraggiunge poco dopo, deraglia nello stesso istante in cui, dal lato opposto, transita un altro convoglio che viene a sua volta investito. Immagini che disastro! Tutto ciò - proseguì lo scrittore - non fa che rafforzare la sadica e perversa unione fra i due i quali, tronfi dei propri misfatti, insistono a progettare nuove quanto allucinanti scelleratezze. Ogni successiva impresa criminosa viene supportata dalle seguenti medesime frasi, quasi fossero un rituale scaramantico: - Ti amo, caro. Non ti lascerò mai più. - Neppure io, amore, ti lascerò. Continueremo ad amarci e a divertirci per tutta la vita con i nostri giochini. Studiavano con maniacale meticolosità ogni successiva mossa e il loro tragico quanto anomalo sentimento si rafforzava sempre più. Nulla avrebbe potuto fermarli. - Mancano due minuti - intervenne l’editore con fare sempre più annoiato. - Se non che... - Se non che? - domandò l’editore che sembrava essersi finalmente scosso dal suo torpore, incuriosito forse da quel ‘se non che’. - Se non che, dicevo, - continuò lo scrittore - Barby, malgrado tutto, ma visto che manca solo un minuto sarò brevissimo, s’innamora di Mario, ignaro dei suoi precedenti, che era giunto lì in vacanza e fugge con lui dopo aver seviziato e segato a pezzettini Amos e... - Come thriller - lo interruppe l’editore con tono che sembrava incuriosito - pare che adesso inizi a significare qualcosa. - E’ scaduto il tempo concessomi - gli fece notare lo scrittore sbirciando l’orologio. E soggiunse: - Che cosa ne pensa? - Ne penso... non penso a nulla se mi dice che finisce così. - In effetti non finisce così. - E allora mi aggiorni sul finale. Si sbrighi! - Ma il tempo... - Lasci perdere il tempo. Prosegua. - Se proprio insiste... - Certo che insisto. Adesso sono io ad insistere - replicò l’altro con tono perentorio. - I due si stabilirono in Italia. Ho ambientato la seconda parte del thriller nelle vicinanze del ridente paesino veneto di... - Dalle nostre parti, dunque. Che strano... - lo interruppe l’editore. - Bene, bene. E proseguirono a... - domandò con palese curiosità. - Nemmeno per sogno - fu la risposta. - E qui comincia veramente il bello! - Se a questo punto comincia il bello come lei afferma, il seguito potrebbe assumere un aspetto interessante. Non voglio saperne di più. Ho l’impressione che la faccenda possa funzionare. Mi lasci l’originale e vedremo quello che si può fare. - Non l’ho con me. Provvederò a farglielo recapitare domani. - Così, forse, ma dico forse, potremo prendere in considerazione il fatto di pubblicarlo l’anno prossimo. A proposito: il titolo? - Via col Veneto! - rispose, non senza una punta di malizia, lo scrittore. Un lampo si meraviglia illuminò gli occhi dell’editore che ripeté: - Via col Veneto! Ma dai... Eccezionale! Un titolo assolutamente arguto, originale, per non dire geniale! Adesso sì che mi ha convinto del tutto. Sarà un successo strepitoso. Premette un pulsante. Poco dopo un’avvenente fanciulla si affacciò al suo ufficio. - Precedenza assoluta!!! Che venga predisposta la composizione del volume che il signore ci farà avere domani. Sarà il più grande best seller di tutti i tempi. Ne faremo anche un film. E’ Barbara. La mia fidanzata - proseguì l’editore ammiccando, dopo che la ragazza fu uscita. - Molto bella. Complimenti. - Soprattutto brava e molto dolce. Virtù che raramente si possono riscontrare in chi ci circonda. Bene - concluse cambiando argomento. - Sono contento che sia venuto a trovarmi. A domani, allora. L’aspetto. - A domani - rispose lo scrittore accomiatandosi.

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- Non posso crederci - esclamò l’editore con un gesto di meraviglia scorrendo il titolo e guardando la fotografia pubblicata sul quotidiano che gli era stato recapitato assieme alla posta del mattino successivo. Premette il solito campanello. La segretaria-fidanzata entrò nell’ufficio. - Guarda qua - le disse porgendole il giornale. Il titolo diceva: “Ucciso e orrendamente mutilato”. A fianco del titolo una fotografia proponeva il volto esanime di un uomo. - Ma questo è lo scrittore che è stato qui ieri. - Leggi più sotto - la invitò lui. ‘...dai primi rilievi effettuati, il corpo sembra essere quello di un ex-detective privato che da anni veniva ricercato dall’Interpol, poiché si dedicava ad estorcere denaro e a ricattare personaggi che davano adito a tale possibilità. Molto probabilmente qualcuna delle sue vittime avrà trovato il modo di vendicarsi. Queste sopra riportate sono semplici ipotesi che potranno avere conferma o essere smentite solamente quando verrà tolto lo stretto riserbo al quale sono vincolate le indagini’. - Allora non era un vero scrittore, quel tipo - riprese la ragazza. - Sembra proprio di no. Ma perché è stato ucciso e fatto a pezzi? E chi sarà stato? - Se è vero quello che dice il giornale, sembra che... - Se... se... se... - La vita a volte riserva strane sorprese - disse Barbara dopo aver posato il giornale, e soggiunse: - Ti amo caro. Non ti lascerò mai più. Detto ciò uscì, mentre i suoi occhi si illuminavano di un sinistro, diabolico sguardo agghiacciante.


 

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