| Da "... e poi" di Raffaele Calafiore |
Qui a Rio ci arrivai sei anni fa. nel viaggio di risalita dalla Terra
del Fuoco, attraverso la Patagonia e le Pampas argentine, per
risalire fino al nord. Foz Iguazł la prima cittą brasiliana che toccai.
E poi tornai un po' indietro. Dallo stato del Paraną mi portai nel
Rio Grande do Sul, a Porto Alegre e costa costa con camion e autobus, in economia, arrivai a Rio.
Ci arrivai che era sera.
Uno spettacolo di luci all'orizzonte, man mano che si scendeva
dalle colline. Ero deciso a proseguire fino al Venezuela dove avrei
terminato il mio viaggio in America latina. Prevedevo altri due
mesi circa di viaggio, pił o meno, e poi ...e poi sarei tornato a
casa. Tornavo forse per ricominciare. Mi sarei cercato un altro
lavoro. Sul conto in banca mi sarebbero rimasti ancora un quattro,
forse cinque milioni. Mi sarebbero bastati per tre o quattro mesi, il
tempo necessario per trovarmi un lavoro.
L'idea di tornare non mi allettava. Non avevo un amore che mi
aspettava, non avevo un lavoro certo.
Avevo solo quel cazzo di monolocale a prezzo buono che nel
frattempo avevo subaffittato ad un mio amico per ripagarmi delle
spese e che mi sarebbe tornato libero al ritorno. Null'altro. Quel
viaggio forse, mi dette la consapevolezza piena del niente che mi
aspettava. Di un tutto da rifare. E conoscere il punto esatto in cui
ci troviamo, č la condizione giusta per poter andare da qualche
parte. Anche se poi ...anche se poi per andarci scegliamo la strada
pił contorta e disastrata.
Era fresco e pioveva quella notte che arrivai a Rio.
Uno strano senso di paura mi accompagnava.
Strada facendo molta gente mi aveva raccomandato di fare attenzione a Rio. Rio č grande.
Rio č pericolosa. Rio č il paradiso. Rio č l'inferno.
Ogni qual volta mi avvicinavo ad una grande cittą, avevo sempre
con me una strana ansia Il capire dove mi trovavo, cosa e come
succede intorno a me, trovare un alloggio, muoversi negli spazi,
agarrar la onda, capire subito le situazioni che mi si paravano dinanzi.
Si, ero sempre un po' teso, ma alla fine, dopo tanto girovagare, mi
ero abituato anche a questo. Era si uno stato di ansia, ma un'ansia
ben controllata. Ed alla fine potevo dirmi anche tranquillo.
Quella notte invece no. Una strana paura mi accompagnava, mi
avvolgeva. Persisteva.
©
Raffaele Calafiore - 2001