Da "Il mare in discesa" di Romano Battaglia,  Rizzoli, 2003


Nel percorso della nostra esistenza c'è quasi sempre un capitolo dimenticato che, ad un certo punto, ci torna in mente per ricordarci come realmente eravamo e quanto la vita e gli avvenimenti, con l'andare degli anni, ci abbiano cambiato. A volte quella verità la riscopriamo in un vecchio quaderno, poi dimenticato nella casa paterna, su cui avevamo via via annotato i sogni e i pensieri fantastici di quell'età. Prima o poi desideriamo rivedere quel documento lontano per rileggere ciò che avevamo scritto.
È accaduto anche a me, e quelle pagine ingiallite le ho ritrovate per caso, inserite nella cornice di un vecchio quadro appeso nella mia cameretta da dove osservavo il mare e sognavo viaggi avventurosi nelle terre più lontane del mondo. Fra pensieri, poesie e ricordi, in quel diario si legge anche il racconto di un veliero bianco, ancorato nella baia in mezzo a vecchie barche da pesca e di un uomo che un giorno partì solo per un lungo viaggio in mare.
A distanza di anni ho avuto la curiosità di conoscere la sua storia, la sua leggenda e mi sono messo a cercare notizie fra i vecchi pescatori del paese.
Qualcuno ne aveva sentito parlare, altri ricordavano appena quella storia accaduta tanti anni fa. Finalmente, a furia di chiedere, conobbi un suo lontano parente che mi raccontò tutta la vicenda del veliero misterioso e del navigatore solitario.
Era un vecchio medico, ormai in pensione, che abitava in una casa bianca fra pini e lecci, poco fuori del paese.
Quando suonai al cancello mi venne incontro accogliendomi con molta gentilezza. Aveva capelli bianchi, un volto sorridente e aperto, portava occhiali d'oro e si reggeva con un bastone. Si chiamava Francesco.
Mi invitò a sedere nel suo studio pieno di libri, foto di mare con grandi onde, quadri raffiguranti antiche imbarcazioni. Sul pianoforte era appoggiato un veliero bianco in bottiglia.
Volle conoscere il motivo della mia visita e come fossi arrivato sino a lui.
Quando seppe quello che cercavo, sorrise, guardò il mare che si intravedeva dalla finestra e mi indicò un armadio chiuso a chiave. «Lì dentro c' è ,tutta la verità sulla leggenda del veliero bianco. E scritta nel diario di bordo rimasto in eredità alla mia famiglia dopo la scomparsa degli altri parenti.»
Il vecchio medico si alzò appoggiandosi al bastone, si avvicinò all'armadio e ne trasse un volume rilegato in pelle marrone. Si rivolse di nuovo a me: «Qui dentro c' è la verità che lei cerca...»


© 
Romano Battaglia 2003


 

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