| "Qui, in questa stanza" di Inine Batir |
Gli scuroni verdi semichiusi, un
po' logori, della finestra, dove
pochi raggi di sole riescono a
trovare qualche fessura, un
pertugio.
Vecchie tende bianche ricamate
con amore da una donna senza
nome.
Silenzio, immutabilità, solo il
canto allegro degli uccelli
intervallato a quello delle cicale, nell'aria un odore di fieno,
di stalla.
Calma, quiete, sopore, ombre.
In una stanza che sa un po' di
stantio, un copriletto di fattura
antica sistemato con cura su un
letto di legno che è stato
testimone taciturno di intense
notti d'amore, di passione.
Due comodini consumati, un
libro di preghiere e un orologio
fermo, un comò primi '900 con
centri di pizzo e una cornice
semplice con l'immagine di un
uomo e di una donna.
Al soffitto le travi a vista e un
profumo di pulito e di lavanda
tutt'intorno.
Lenzuola bianche di trama
grossa fatte a mano e un
materasso grande, alto, gonfio.
Sopra il letto la tenera
immagine della Madonna col
Bambino.
Qui , in questa stanza
piena di ricordi, di voci del
passato, dove il tempo si è
fermato, qui io vorrei appoggiare
la testa sul tuo petto e ascoltare, trattenendo il respiro, il battito
del tuo cuore.
© Inine Batir - 2002