Dibber
Lannon ha un fratello più grande. Si chiama Pat Lannon. Dibber mi ha
detto che suo fratello Pat un giorno o l'altro diventa papa. Be', di
sicuro Dibber è fuori di testa. Dibber ha detto che Pat diventerà il
più grande papa del mondo, più grande perfino di papa Pio. Mi
scompiscio, Dibber Lannon!
Ecco perché:
Pat Lennon stava in terza media quando io e Dibber stavamo in terza
elementare. Me lo ricordo bene. Un gran fratello davvero! Puah! Era uno
spione, ecco che cos'era. Il campione degli spioni della scuola, e
ancora detiene il record. Dibber questo non lo sa. Come potrebbe? Era il
fratello piccolo, e come poteva un fratello piccolo sapere che suo
fratello maggiore era uno spione? Chi glielo diceva? Nessuno. Bene, mi
scompiscio, Dibber Lannon.
Ho sentito certi ragazzi grandi della scuola che parlavano di Pat Lannon.
Ne sapevano di tutti i colori. Per esempio quella volta che dicevano che
andavano ad Applicazioni Tecniche ma non c'erano andati e invece si
erano dati. E lui cosa fa? Va dal signor Simmons e lo accompagna al
cavalletto. Quelli erano là sotto a fumare. Il signor Simmons li ha
bocciati tutti quanti tranne Pat Lannon. E questo è il fratello di
Dibber Lannon. Ed è lo stesso fratello che secondo Dibber diventerà
papa.
Quando Pat Lennon andava alla nostra scuola io ero soltanto in terza
elementare. Lui era in terza media. Ma me lo ricordo. Era un tipo assai
stravagante. Mezzo matto. Portava gli occhiali. E girava gli occhi di
qua e di là. Guardava da una parte ma gli occhi andavano per conto
loro. Portava i sandali. Davvero un gran fratello! I ragazzi più grandi
dicevano che quando Pat stava in prima aveva perfino la frangetta! E uno
così doveva diventare papa? Oh oh.
Ogni anno la nostra scuola mette su una recita. Mi ricordo di quando in
queste recite c'era anche Pat Lannon. Le recite non sono mai granché.
Voglio dire, fanno proprio schifo. Le scrivono le suore. Non sono
nemmeno delle recite. Sono come delle sacre rappresentazioni. Cose assai
sceme. Non c'è azione, nessuno viene ucciso, e nessuno dice mai
qualcosa di divertente. Le ragazze non hanno il permesso di recitare. I
ragazzi si mettono addosso certe vesti fatte con le lenzuola. È tutto
molto pazzesco. Ciascuno ha una parte del cavolo. Tipo che uno fa il
Peccato. E un altro la Purezza. E un altro la Fede. E un altro la
Misericordia. Si va avanti così molto a lungo. E tutto viene detto con
un'aria molto pia, come Gesù.
Viene fuori il Peccato. Dice qualcosa con un'aria molto pia. Poi tocca
alla Fede. Dice: "Salve! Poi ch'io sono la Fede, reco un
messaggio!" E poi arriva la Speranza. Dice alla gente chi è e che
fa. Poi è il turno della Carità, o dell'Umiltà, o di qualcos'altro
ugualmente pazzesco. Tutti quanti si radunano al centro del palco e
aspettano. Che cosa? Aspettano l'Amore! E chi fa l'Amore? Pat Lannon!
Ogni volta! Viene fuori e grida: "Salve! Poi ch'io sono l'Amore! E
reco pace alla terra e buona volontà agli uomini!" La gente in
prima fila pensa che sia davvero troppo bello. Applaudono e applaudono.
Bel papa!
Pat Lannon era un gran ruffiano con le suore. Aveva una bicicletta.
Sbrigava commissioni per loro. Si fermava fino a sera a fare lavoretti.
Puliva i cancellini e lavava le lavagne. Correggeva anche i compiti. I
grandi gli dicevano che gli davano un pugno sul naso se li bocciava. Però
lui gli toccava di bocciare qualcuno perché la cosa sembrasse
credibile. E che faceva? Bocciava le ragazze. E perché? Perché erano
le uniche della scuola cui poteva darle! E Dibber diceva che lui sarebbe
diventato papa! Mi scompiscio!
Russell Meskimen era uno dei grandi. Uno che a Pat gli menava sempre.
Una volta Russell toccò di fermarsi a scuola dopo le lezioni perché
aveva scritto parolacce sul marciapiede. Suor Cletus era la sua
insegnante. E gli promise che lo lasciava andare a casa se le faceva un
servizietto. Russell pensò di potersela cavare a buon mercato, e disse
"ma certo". Però c'era un problema.
Disse suor Cletus: "Va' da Gales' e comprami venti rotoli di carta
igienica, e falli mettere sul conto delle Sorelle della Carità".
Oh oh. Un brutt'affare.
Russell non poteva dire di no. Perciò disse di sì. Però lui non aveva
nessuna voglia di farlo. Gales' è proprio in centro. Che avrebbe
pensato tutta quella gente? Fossero stati uno o due rotoli, pazienza, ma
venti! E per le suore! Si sa com'è fatta la gente. Cacchio, ti ridono
in faccia per niente. Russell andò a prendere la bicicletta.
©
John Fante
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