Il 30
novembre, ultimo giorno di servizio, il commissario Höchstettler della
polizia cantonale di Berna non si presentò al suo ufficio sul Ringhof.
Höchstettler, in realtà, non era commissario, ma capitano di polizia,
anzi sarebbe diventato addirittura comandante, se le cose fossero andate
nel modo giusto, ma poiché le cose erano andate secondo giustizia, era
rimasto capitano, dunque si era autodegradato, e si dichiarava
ostinatamente commissario.
Ma senza rancore, poiché era scettico nei confronti del proprio lavoro
e privo di quell'ambizione che caratterizza alcuni servitori dello
stato. Inoltre era preparato al fallimento. La sua carriera si arenava
sempre allo stesso punto: la leva dello scambio che avrebbe dovuto
avviarlo nella stazione terminale di un posto di comandante non fu mai
azionata, né fu mai possibile azionarla.
La prima volta fu alla fine degli anni Cinquanta. Il comandante, dottor
Lucius Lutz, lo chiamò nel suo ufficio. "Perdio", disse,
"domani io me ne vado finalmente in pensione, tutto il cantone
festeggia. Lei è giurista come me, l'industria comincia ad andare a
gonfie vele, tutti si scapicollano per lasciare il buon papà stato, e
Lei potrebbe diventare il più giovane comandante di polizia cantonale
di tutti i tempi. Ma il Suo carattere! C'è da diventar matti! Lei di
solito sta zitto, ma quando parla dice delle sciocchezze. Mi ascolti: al
Consigliere federale Kobelt, al nostro onestissimo Kobelt, Lei,
disgraziato, ha raccontato di essere entrato nella polizia perché la
polizia è necessaria, mentre l'esercito è superfluo, soprattutto nei
piccoli stati, che comunque hanno la proprietà di ritornare sempre a
galla. Stia zitto! Come se Hitler avesse avuto paura della nostra
polizia. Quella semmai faceva paura agli immigrati. Ma Hilter ha tremato
davanti alle nostre truppe, questo è ciò che bene o male deve credere
ogni buon cittadino svizzero, e soprattutto deve crederlo il capo del
dipartimento militare, altrimenti il patriottismo va in malora, anche se
sarebbe sciocco credere una cosa simile. E al nostro Consigliere
federale Von Steiger, cosa gli va a raccontare? - già non è dei più
intelligenti. E Lei gli va a dire che non sono i criminali politici a
meritare la galera, ma i criminali di stato! Höchstettler! Lei ha
proprio perso la testa. Maledizione, in vece Sua ho dovuto proporre
Schlaginhaufen come mio successore, quel perfetto imbecille. E ancora
una cosa", disse Lutz concludendo il suo discorso di commiato,
"i suoi due divorzi! Höchstettler, anch'io sono divorziato. La
natura è quel che è. Lo so, le donne sono la debolezza dell'eroe, e
noi siamo tutti eroi, ma io ho dovuto pagarne lo scotto, questo è
certo. È un miracolo che non mi abbiano costretto alla pensione
anticipata. E non ne è valsa la pena. La donna è donna. Ma una volta
non è due, e Lei ha già divorziato due volte, e ora mi sta consumando
la terza moglie. E per quanto riguarda la Sua carriera, se non si
modera, avrà tempo di pentirsi amaramente di averle consumate così, le
donne, Höchstettler. Ne pagherà lo scotto".
© Friedrich Dürrenmatt
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