Da "Epitaffio" di Giorgio Bassani, Mondadori, 1974



ORMAI LO SO

Ormai lo so perché alla mia santa
gli occhi le si riempiono così spesso di lacrime
e dice che vorrebbe
morire.
Lo so da quando le ho recitato
le tre terzine finali del decimo del Paradiso
spiegandole poi come
risulti chiaro che secondo Dante
la jouissance di lassù
non si diversifica minimamente
da questa di quaggiù
tranne che per la durata
e che perciò l'eternità paradisiaca
altro non è in sostanza che un
unico
solo
interminato
venire.


NEGLI ANNI D'ORO

Negli anni d'oro della mia
gioventù
a quante sublimi auree cose credevo
con mica troppo ahimè
coraggio di crederci!
Adesso
quasi vecchio quasi
completamente incredulo
ne ho tanto però di
coraggio.


NUDO

Certe volte da che ho perduto
l'olfatto
mi dico per consolarmi
cieco non la vedrei
Ma poi ecco il mio giunco là la mia grande
bionda
e a guardarla non vedo che il
suo odore.


NO NON AGGIUNGERO'

No non aggiungerò nuova legna
al fuoco lasciamo
che la legna che già c'è si consumi
a poco a poco
che la vampa si trasformi a poco a
poco in brace
ed io e te zitti - seduti
uno a finaco dell'altro - dal fondo
buio della sala a guardare
spegnersi finalmente anche
quella.


MI CHIEDI PERCHE' MAI E QUANDO

Mi chiedi perché mai e quando
ti rispondo che è stato così
accorgermi semplicemente in un tardo pomeriggio qualsiasi
poniamo - giacché non è nemmeno detto - d'ottobre
del modo come la luce del sole colpiva il roseo
impervio fianco sud-ovest di palazzo
Sacchetti
- colpiva e al tempo stesso bagnava la luce non so se mi
segui...-
accorgermi delle foglioline nere e aguzze del rampicante - l'aria era mossa
capisci? - percorse a tratti
su su per il tramite di oscuri rameggi da una specie di
reiterata scarica elettrica la quale contemporaneamente
fosse infusa chissà come d'autentico e liquido
oro
e aver voglia di schianto dopo anni infiniti
di ridere ridere e insieme del suo perfetto
contrario


A LETTO
Ieri sera a letto mi ero messo
dalla parte destra quella che occupa
lei quando è qui
e stamani svegliandomi mi son ritrovato
a sinistra di dove nel buio ascolto insonne talora
il battito possente del suo
esserci
Cosa mi ha indotto dunque durante la notte
ad abbandonare lo spazio del suo grande
corpo assente
se non l'ansia d'essere anche io
niente?


LE LEGGI RAZZIALI

La magnolia che sta giusto nel mezzo
del giardino di casa nostra a Ferrara è proprio lei
la stessa che ritorna in pressoché tutti
i miei libri
La piantammo nel 39'
pochi mesi dopo la promulgazione
delle leggi raziali con cerimonia
che riuscì a metà solenne e a metà comica
tutti quanti abbastanza allegri se Dio
vuole
in barba al noioso ebraismo
metastorico
Costretta fra quattro impervie pareti
piuttosto prossime crebbe
nera luminosa invadente
puntando decisa verso l'imminente
cielo
piena giorno e notte di bigi
passeri di bruni merli
guatati senza riposo giù da pregne
gatte nonché da mia
madre
anche essa spiante indefessa da dietro
il davanzale traboccante ognora
delle sue briciole
Dritta dalla base al vertice come una spada
ormai fuoresce oltre i tetti circostanti ormai può guardare
la città da ogni parte e l'infinito
spazio verde che la circonda
ma adesso incerta lo so lo
vedo
d'un tratto espansa lassù sulla vetta d'un tratto debole
nel sole
come chi all'improvviso non sa raggiunto
che abbia il termine d'un viaggio lunghissimo
la strada da prendere che cosa
fare


ALLA PERIFERIA

Dunque addio anche a te alto e magro
ignoto quarantenne indugiante di qua dalla soglia
d'una saracinesca d'elettrauto o di carrozziere
mezzo calvo in blue-jeans ed in scura
maglietta con corte maniche
intento - sembra - a osservare perplesso
qualcosa di fronte che non scorgo
oppure semplicemente
a calcolare dentro se stesso i minuti
residui che lo separano dalla chiusura
serale
Sono quasi le diciannove d'una giornata
qualsiasi di mezzo maggio
e sto procedendo adagio attraverso uno qualsiasi
di questi nuovi quartieri periferici
che Carlo solo può frequentare senza sentirsi
anonimo
anonimo d'un tratto io viceversa tale e quale
l'individuo inquadrato non più di un attimo fa
al centro del parabrise
il quale non domandava come me ormai
che d'essere dimenticato


DANSE MACABRE

Si avvicinano pronto ognuno a occupare la propria seggiola
signori e signore appartenenti
- ovverosia appartenuti fra 30' e 40' - alla migliore
società
tutti quanti stasera resi un pò pazzi
all'idea della prossima
baldoria a base di boli
succulenti
e perciò esumando nelle more certi tremanti
loro lazzi decrepiti
ma ormai proni tutti assieme sul grande
piatto ovale d'entrée
alla ricerca chi della spigola
chi della sogliola
chi dell'ostrica
di roba tenera insomma la quale resta
sempre l'ottima per chiunque non ha
più denti


PER UNA MACCHIOLINA

Per una macchiolina da niente sul candido
irreprensibile tuo polsino
di pizzo
tale quasi la viola d'Attilio ti lamenti ti
disperi
Sfòrzati d'essere un pò meno nitida
mia bella un pò meno pulita così in
generale
solo un tantino
Non te ne accorgerai
più


MARG

Non saprei dire se di giorno o di notte se calpestando
io l'opposto marciapiede oppure se rapido
una volta di più passando
via con la macchina
ricordo però assai bene d'aver letto qualche mese
fa giusto al principio
dell'inverno
scritto a caratteri maiuscoli e cubitali sopra un intonaco
dilavato di periferia con un pennello
intinto in una scura vernice color sangue
rappreso
- e facevano le lettere una specie d'arco in lieve un poco esitante
salita quasi ad esprimere
anch'esse nel loro incerto flettersi la tenerezza
commemorante d'ogni supremo
addio-
ciao dolcissima Marg proprio così
CIAO DOLCISSIMA MARG. e
nient'altro
Dove sei Marg - non faccio da allora che chiedermi - dove vivi in quale
anonimo quartierino del Salario del Tiburtino o del
Trionfale
dormi vegli parli mangi ridi sospiri gridi
piangi eccetera
trascini da una stanzuccia all'altra fino all'asfittico
balconcino la già molle
tua anca di imminente
Margherita
fai ondeggiare fra le magre scapole lunga
fino alla vita fino all'esile
giro dei blue
jeans
la fulva enorme
treccia
e dove mai sarà lui soprattutto - ignoto
completamente al comune lager metropolitano e forse persino
a te stessa -
lui ugualmente dolcissimo tuo
poeta?


LES ADIEUX

Piange ride grida sei molto
molto più giovane di me sei un'autentica
forza della natura
ma s'inganna non sa
in che misura
ad ogni istante io senta la mia
vita a grado a
grado lasciarmi
simile in tutto a lei
ogni qualvolta girata indietro ridendo
fra le lacrime se ne va
via




©  Giorgio Bassani 1974
 
 

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