| La necessità di scrivere di Marco Angelotti |
Un mattino, una donna con un vestito a fiori ha bussato alla mia porta.
Ho aperto, in silenzio, senza paura.
Mi ha detto: -Conosci un proverbio cinese, che dice che un uomo, nella sua vita, dovrebbe fare un figlio, piantare un albero e scrivere un libro?-
-Lo conosco.- Ho risposto.
-Tu hai fatto un figlio, hai piantato un albero quando lui è nato, e ora hai scritto un libro.-
-Lo so.- Non ho tremato.
-Sai che hai chiuso il tuo cerchio?- ha continuato la donna.
-So anche questo. Come so che era inevitabile che scrivessi il mio libro.-
-Andiamo.-
Mi ha voltato le spalle per avviarsi.
-Aspetta.- L' ho fermata.
Si è girata ancora verso di me, indispettita: -Che cosa vuoi?-
-Aspetta, sto scrivendo un altro libro.-
-Con ciò? Molti mi hanno seguito, interrompendo la loro opera.-
La stoffa a fiori, leggera, lasciava intravedere il suo corpo contro la luce.
-Leggi le prime pagine.- Ho teso il braccio verso di lei, porgendole quattro fogli.
Con un sorriso di superiorità -Quanto credi che mi occorra per leggerle?- ha continuato, -Ti facevo più forte. Non pensavo che tentassi di rubare duecentoventidue secondi. Accondiscendo a questa tua debolezza.-
Ha preso le pagine dalla mia mano, le ha lette.
Duecentoventidue secondi.
Mi ha fissato negli occhi.
I dadi erano per aria.
Stavano rotolando sul pavimento.
E' uscito un tredici, dispari.
-Come continua?- mi ha chiesto.
-Non lo saprai. Come non lo so io. Scrivo le mie storie mentre le vivo, e vivo le mie storie mentre le scrivo. Non lo saprai. Andiamo.-
-Ti concedo trentuno milioni cinquecentotrentaseimila secondi. Poi tornerò. Conosci il nome dell'uomo che ha avuto la vita più incredibile di tutti?-
-Ulisse.- Ho sorriso.
-Lui ha fatto come te, ha lanciato i dadi e gli è uscito un tredici. Tu, non fare come sua moglie. Finisci la tua storia, perché, se non l'avrai terminata, in quel momento, per me, sarà irrilevante. A presto, tra un battito d'ali della più piccola delle farfalle.-
Se n'è andata, nel suo vestito a fiori leggero.
Sono rimasto a guardarla per un minuto: aveva gambe lunghissime, e glutei sodi. Mi rimaneva un anno meno un minuto.
Ora sto scrivendo.
Devo ultimare la storia che ha incuriosito, in poche righe, la donna.
E iniziarne un'altra, con un incipit ancora migliore.
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